sabato 26 giugno 2021

La GRANDE opera dall'Arena di Verona su Rai Tre a luglio. Con Baudo e Di Bella (da L'Arena quotidiano)

 Dal 27 luglio, per tre martedì, andrà in onda in prima serata su Rai 3 «La grande opera all’Arena di Verona raccontata da Pippo Baudo e Antonio Di Bella», un ciclo di appuntamenti speciali per portare idealmente il pubblico televisivo dentro l’Arena di Verona a vivere con passione la grande opera.

 

Nella prima serata, martedì 27 luglio, andrà in onda «Cavalleria rusticana», il secondo appuntamento, martedì 3 agosto, sarà dedicato a «Pagliacci» e martedì 10 agosto sarà la volta dell’«Aida» di Giuseppe Verdi, proprio nel giorno dell’anniversario del suo debutto in Arena, il 10 agosto del 1913.

 

«Questa iniziativa - ha detto Baudo - è soprattutto coraggiosa, perchè in questo momento tutti quanti tendono ad evitare l’esposizione, a fare poco, perché si ha paura. Invece qui gli organizzatori con in testa Gianmarco Mazzi e il sindaco Federico Sboarina, e la Fondazione Arena con la sovrintendente Cecilia Gasdia, hanno puntato ad alzare il tiro, a mirare alto, a tentare di riportare tutto com’era una volta». Certo non è facile - ha osservato -, ci sono molte difficoltà, le presenza contingentate. Però se si vuole, se si ha il coraggio di osare, si può fare».

 

Questo progetto, mai realizzato prima, nasce appunto da un’idea di Gianmarco Mazzi per Arena di Verona Srl., su impulso del Presidente della Fondazione Arena di Verona, e sindaco ella città scaligera, Federico Sboarina. «Arena di Verona srl - ha spiegato Mazzi -, che all’Arena rappresenta il "live" e gli eventi tv, ha lavorato a fianco della sovrintendente Cecilia Gasdia per valorizzare il mondo dell’opera di Fondazione Arena di Verona, con l’obiettivo di divulgare in Italia e all’estero la grandezza delle produzioni areniane e l’importanza di  "Verona capitale mondiale dell’opera"».

 

Così Rai 3, la rete «generalista» della cultura, a dare spazio a questa iniziativa, in cui per la prima volta, i telespettatori potranno vivere l’esperienza dell’opera come se fossero immersi nell’Arena di Verona. «Tantissimi tanti film americani - ha sottolineato Di Bella - usano arie d’opera e hanno l’opera nella loro pancia, cito la sigla iniziale di "Toro scatenato" di Martin Scorsese, che usa proprio l’intermezzo di Cavalleria rusticana, ma ci sono tanti esempi. Il morso nell’orecchio di Compare Turiddu viene inserito nel Padrino parte III».

 

«Quindi l’opera è presente a Hollywood e a Broadway, e noi non ce ne rendiamo conto da italiani. Vivendo in America si capisce ancora di più, per questo è imperante farla vedere ai giovani e a tutto il mondo, perchè è anche occasione di attrazione turistica» ha concluso Di Bella.

 

Pippo Baudo e Antonio Di Bella, stando insieme al pubblico all’interno dell’Arena di Verona, racconteranno le opere, i loro retroscena e anche le curiosità sul prestigioso Anfiteatro che le ospita, il più grande teatro a cielo aperto del mondo«. Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo verranno registrate questa sera, nel giorno della loro prima al Festival areniano. Aida di Giuseppe Verdi verrà invece registrata nella serata di domani, sabato 26 giugno.

Omaggio a Sol Le Witt e Anna Mahler a Spoleto, dalla Fondazione 'Carla Fendi'

 Il progetto della Fondazione Carla Fendi per il 64/o Festival dei Due Mondi vuole essere un omaggio a Spoleto e a due grandi artisti che hanno vissuto e lavorato nel territorio dalla fine degli anni Sessanta agli anni Ottanta: Sol LeWitt, uno dei massimi esponenti del concettualismo e Anna Mahler, scultrice figlia di Gustav Mahler e di Alma Mahler Schindler.

In questo contesto nasce "Art & Science into Spoleto Sol Lewitt/Anna Mahler". Per tutto il periodo del Festival, si potrà ammirare sulla facciata del teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi il grande murale con la riproduzione di un particolare dell'opera Wall Drawing #1119 di Sol LeWitt. Una delle sculture di Anna Mahler sarà esposta nel foyer del teatro. Il progetto si svilupperà poi in diversi momenti con documentari, letture, percorsi di visita ai Mahler & LeWitt Studios, residenze destinate ad ospitare artisti provenienti da tutto il mondo che la Fondazione Carla Fendi apre per la prima volta al pubblico, proiezioni, esposizioni. Domenica 11 luglio alle ore 20.30, momento conclusivo con il Premio Carla Fendi, attribuito a Carol LeWitt e a Marina Mahler, eredi degli artisti, promotrici di cultura e creatrici delle residenze d'artista Mahler & LeWitt Studios a Spoleto. (ANSA).

Cena di Emmaus ad Arrone (Terni). E' di Caravaggio?

 Potrebbe essere di Caravaggio la "Cena on Hemmaus" custodita nella Chiesa di Santa Maria Assunta ad Arrone, in provincia di Terni. Lunedì 28 giugno alle 11,30 ad Amelia (Terni) nella sala dello Zodiaco di palazzo Petrignani, in occasione della inaugurazione e riapertura al pubblico del palazzo dopo i lavori di restauro, si terrà una conferenza stampa alla presenza del sindaco di Amelia, del sindaco di Arrone e dello storico e critico d'arte Vittorio Sgarbi. "In tempi di febbre caravaggesca - spiega Sgarbi in una sua nota - è importante far conoscere un dipinto che il Vescovo di Spoleto, Carlo Giacinto Lascaris, alla fine del Seicento riteneva di Caravaggio. È un'opera intensa, potente, certamente caravaggesca". L'opera sarà esposta al pubblico nel museo civico di Amelia nel corso di una cerimonia d'inaugurazione in programma il prossimo 22 agosto. (ANSA).

Trump vuole 'salvare' la democrazia americana. Si accomodi!

 Non voglio distruggere la democrazia americana, sto cercando di salvarla". E' quanto afferma l'ex presidente Donald Trump, accusando i democratici statunitensi di aver usato la pandemia di Covid-19 per "rubare il voto" delle elezioni presidenziali. "Con un Congresso repubblicano il prossimo anno ci batteremo per i lavoratori, porteremo avanti la politica dell'America First, fronteggeremo la Cina, metteremo fine all'immigrazione illegale",

Il PD difende la Veaute. I primi passi falsi dovuti all'inesperienza - scrive il PD di Spoleto. Ma che c'entra il PD? La Veaute è una sua espressione diretta ed anche indiretta, per via del marito?

 "La vicenda delle scelte artistiche e di collaborazione annunciate dalla Direttrice artistica del Festival dei Due Mondi Monique Veaute, portata alla ribalta dalla stampa locale e nazionale ci ha spiazzati. Avevamo infatti salutato con soddisfazione le affermazioni di madame Veaute sull’intenzione di ricalcare le orme del Maestro Gian Carlo Menotti che sulle scelte artistiche ha sempre agito in totale autonomia riservando ai propri amici - e di amici ne ha avuti tanti specialmente nei primi anni del Festival - il ruolo di mecenati finanziatori, lasciando i rapporti interpersonali nell’ambito della sua vita privata.

Vogliamo quindi considerare l’annunciata consulenza artistica della senatrice Urbani una questione che rientra nella sfera privata anche alla luce del fatto che sul portale ufficiale del Festival non compare più il suo nome tra i consulenti. Vogliamo quindi valutarlo come un errore di inesperienza da parte della Veaute che, non ci fa meraviglia, sarà sicuramente tirata da tutte le parti. Sulla stessa linea, a parere del Pd di Spoleto, si colloca quindi il caso del figlio della Presidente del senato Casellati, Alvise che già nel 2016 avrebbe voluto esibirsi come direttore d’orchestra in piazza Duomo ricevendo un cordiale, ma deciso 'no'.

Per lui sarà l’occasione di dimostrare se vale come musicista, nel caso sarà per lui l’inizio di una carriera di successo, visto che il Festival è stato un trampolino per tanti talenti. Ma se non sarà all’altezza dell’ambiziosa performance di sicuro il pubblico, anche quello spoletino che è abituato e molto preparato all’ascolto e alla partecipazione agli spettacoli di musica classica grazie al Festival e Teatro Lirico Sperimentale, non sarà clemente con lui. Perché essere riconosciuto artista è un traguardo che si conquista. Nessuno può regalarlo.

Auspichiamo piuttosto che proprio nel solco del Maestro Menotti, torni a Spoleto dal prossimo anno, l’opera lirica e con essa i laboratori di scenotecnica, la sartoria e le prove d’orchestra. Questo sì che sarebbe un contributo alla città che con amore, discrezione e rispetto accoglie gli artisti da sempre".

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Ma la Veaute ha 70 anni e di esperienza nel mondo dello spettacolo e cultura ne ha fatta fin troppa. E' su piazza dagli anni Ottanta , da quando arrivò a Villa Medici, a lavorare con il direttore Drot. Da allora, pur stabile a Roma, dove ha trovato casa ed ha preso marito, esponente PD, ha fatto anche ritorno in patria e poi si è trasferita per un periodo a Venezia alla corte di Pinault, da dove è venuta via anzitempo per dissidi con il padrone.

  Poi ha messo radici solide - 'a vita' - nella Fondazione RomaEuropa, con il suo sodale Grifasi. Dunque dov'è l'inesperienza, cui il PD accorso  in sua difesa, si appella? Semmai un errore  compiuto con lucidità, nella speranza che nessuno se ne accorgesse.

 E c'è anche la storia di Alvise Casellati che con la polemica innescata rischia di diventare più famoso di quanto ancora non sia riuscito a fare con la sua attività di direttore.

 La storia del suo mancato arrivo a Spoleto per la seconda volta nel 2016, per il veto di Giorgio Ferrara, è una sciocchezza. Ferrara, se gli fosse stato chiesto dalla Casellati e dagli altri che lo avevano messo a Spoleto - della parrocchia del suo fratellone Giuliano, tanto per intenderci - avrebbe detto picche? Poveri illusi!

 Comunque, la difesa non richiesta -  excusatio non petita, accusatio manifesta,  dicevano i latini - del PD, già altre volte usata per difendere il parlamentare PD Causi, sposato Veaute - e perciò detto il 'signor Veaute - fa ancora una volta capire come un partito che ha altre origini e più importanti finalità si perda dietro interessi privati, nel nostro caso INDIFENDIBILI ( P.A.)



venerdì 25 giugno 2021

Glenn Watkins. Scomparso il primo grande studioso di Gesualdo (da GDM di Dinko Fabris)

 È scomparso il 19 giugno scorso, all’età di 94 anni, Glenn  Watkins, il massimo studioso della musica di Carlo Gesualdo. Era nato il 30 maggio 1927 in una cittadina del Kansas, ma per la maggior parte della sua carriera il suo aplomb e perfino la pronuncia rendevano in tutto credibile una sua origine British. Dopo aver completato i suoi studi negli Stati Uniti con un dottorato alla Eastmann School di Rochester, dal 1953 aveva trascorso due anni di ricerche a Londra e Oxford e poi a Parigi dove si era perfezionato in organo ed analisi con Nadia Boulanger. I suoi due grandi interessi di studio, Gesualdo e Stravinsky, si presentarono uno legato all’altro con incontri casuali quanto decisivi. Nel 1953, mentre era borsista dell’Università di Oxford, aveva cominciato le sue ricerche sul principe di Venosa, Carlo Gesualdo, di cui non esistevano ancora edizioni complete né biografie attendibili: il suo Gesualdo. The Man and his Music con la prefazione ammirata di Igor Stravinsky, uscirà per Oxford University Press nel 1974 e la seconda edizione del 1991 è ancora il testo di riferimento nel mondo. Tra il 1959 e il 1962 uscirono i volumi da lui curati per la prima edizione completa delle opere di Gesualdo (Ugrino Verlag), con l’intera produzione sacra del principe. E nel 1960 avvenne il suo primo incontro con Stravinsky a New York: fu Watkins a proporre al compositore di completare le parti mancanti delle Sacrae Cantiones del principe del 1603, ritoccandole lui stesso per l’edizione Ugrino. Dopo mezzo secolo, Watkins pubblicò nel 2010 il suo nuovo e ultimo libro sul principe, The Gesualdo Hex, questa volta con la prefazione di Claudio Abbado, che lo aveva voluto incontrare a Venosa, nel 2004, con la speranza di essere illuminato sulla musica di Gesualdo che appariva al grande direttore un totale mistero. Nel frattempo Watkins aveva dedicato a Stravinsky e al Novecento un libro che lui giudicava il suo più bello, pur se difficile e frammentario (Pyramids at the Louvre. Music, Culture, and Collage from Stravinsky to th Postmodernists, 1994), era tornato al Seicento per un’ edizione di musiche di Sigismondo d’India, e poi aveva pubblicato un originale libro dedicato alla musica nella prima guerra mondiale (Proof through the night, 2003), lui che aveva partecipato attivamente alla seconda guerra mondiale, probabilmente nei servizi segreti. Nel 2013 il suo ultimo lungo viaggio in Italia per il quarto centenario della morte di Carlo Gesualdo, partecipando a tutti i convegni di quell’anno intenso, da cui nacque la New Gesualdo Edition (Bärenreiter), prima edizione davvero critica delle opere di Gesualdo, voluta fortemente da Abbado, in cui Watkins presiedeva il comitato scientifico. Al 2015 risale il nostro ultimo incontro di persona, all’Università del Michigan dove aveva compiuto i primi studi e poi era stato amatissimo docente di musicologia fino al 1996. Aveva  stabilito infatti che dovessi tenere la conferenza inaugurale - su Gesualdo ovviamente - del ciclo intitolato “Watkins Lectures” nella nuova sala costruita con un fondo da lui donato e che ne porta oggi il nome. A Glenn Watkins sarà dedicata la “Summerschool Gesualdo” organizzata dal 25 al 29 agosto prossimi nel castello del Comune di Gesualdo dall’Istituto di Studi Gesualdiani e dall’Università di Salerno. Nella Hall of Fame gesualdiana il nome di Watkins resterà per sempre legato alle personalità di Stravinsky e Abbado, circostanza eccezionale per un musicologo.

Teatro Sperimentale di Spoleto. Si cambia ( da GDM, di Mauro Mariani)

 Il programma del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto per il 2021 spazia da titoli poco noti del Settecento all’opera moderna e contemporanea, passando per uno dei più popolari melodrammi italiani, per offrire un ventaglio di proposte molto variegato al pubblico e soprattutto garantire una preparazione il più possibile completa ai giovani cantanti vincitori dell’annuale concorso di canto spoletino, che saranno i protagonisti di tutti gli spettacoli.

Come preludio alla stagione vera e proprio, il 6 e il 7 agosto si svolgerà uno spettacolo aperto da Prologo, con musiche e testi di Gino Negri, cui seguirà Giovanni Sebastiano, sempre di Negri, opera vincitrice del Prix Italia  nel 1967. “Negri - ha commentato Enrico Girardi, che da quest’anno affianca Michelangelo Zurletti alla direzione artistica - apparteneva alla stessa generazione della cosiddetta avanguardia, con cui condivideva molti aspetti sia poetici che estetici, ma dedicò uno sguardo anche a forme “più leggere” e meno impegnate di musica, come la musica per la pubblicità, il cinema e il teatro di prosa. Questa curiosa e brillante composizione teatrale, in cui viene innestata con molta sapienza e ironia l’antica pratica barocca della parodia, ne è uno splendido esempio”. La direzione musicale è di Lorenzo Masoni e la regia è di Giorgio Bongiovanni, che lascia prevedere delle sorprese.

L’inaugurazione ufficiale sarà con The Rape of Lucretia, opera da camera scritta nel 1946 da Benjamin Britten, che affronta il tema della violenza sulle donne, che rischia di essere perennemente attuale. Dirige Salvatore Percacciolo, un giovane che già si è fatto apprezzare allo Sperimentale nel Barbiere di Siviglia , mentre la regia, l’allestimento scenico e i costumi saranno curati dall’eclettica Giorgina Pi (3, 4 e 5 settembre).

Segue l'ormai tradizionale e attesissimo appuntamento con gli intermezzi comici del ‘700: quest’anno si avrà la prima rappresentazione in tempi moderni de L'ammalato immaginario  di Leonardo Vinci, figura chiave e di grande fascino della scuola napoletana. Insieme ad un altro intermezzo, la famosissima Serva Padrona  di Pergolesi, l’operina di Vinci forma un dittico sarà rappresentato Spoleto dal 10 al 12 settembre e poi  a Foligno, Città di Castello, Todi e Terni, in occasione della Stagione Lirica Regionale 2021. Sul podio Pierfrancesco Borrelli, immancabile ospite della rassegna spoletina, mentre Andrea Stanisci curerà la regia e l’allestimento scenico.

Il 15 settembre ci sarà un altro appuntamento atteso con interesse ogni anno: è Operalieder, ovvero la teatralizzazione di un programma liederistico, questa volta incentrata sul tema de L’amore da lontano, con due magnifiche raccolte di lieder  di  Beethoven e Schumann.

A concludere la 75ma stagione lirica dello Sperimentale sarà il nuovo allestimento della Madama Butterfly  diPuccini, in scena a Spoleto il 17, 18 e 19 settembre (con tre anteprime per studenti, anziani e associazioni nei giorni 14, 15 e 16) e poi a Perugia il 20 e 21 per la Stagione Lirica Regionale. La direzione è di Carlo Palleschi, particolarmente legato all’istituzione spoletina da diversi anni, e la regia di Stefano Monti.

Gli interpreti dei singoli ruoli non sono stati ancora annunciati ma, come sempre, i protagonisti dei vari spettacoli saranno i cantanti risultati vincitori o comunque idonei ai due più recenti concorsi di canto indetti dallo Sperimentale, oltre ad alcuni cantanti vincitori delle precedenti edizioni e a quelli selezionati dalla direzione artistica tra i giovani che si sono presentati alle audizioni. I loro nomi sono Chiara Boccabella, Dyana Bovolo, Luca Bruno, Roberto Calamo, Sara Cortolezzis, Nicola Di Filippo, Oronzo D’Urso, Elena Finelli, Candida Guida, Maria Stella Maurizi, Alberto Petricca, Giacomo Pieracci, Matteo Lorenzo Pietrapiana, Tosca Rousseau, Elena Salvatori, Luca Simonetti, Giorgia Teodoro, Magdalena Urbanowicz, Andrea Vincenti, Federico Vita.