domenica 7 luglio 2019

MUSIC UP CLOSE NETWORK. Che roba è?

Conferenza Internazionale Castello di Santa Severa
Strada Statale 1 Via Aurelia
00058 Castello Santa Severa
ingresso libero - registrati qui
Presentazione dei risultati finali del Progetto Music Up Close Network finanziato dal Programma Creative Europe 2014-2020.
Gli argomenti principali trattati saranno:
  • Buone Pratiche e strategie di Audience Development dei partners di progetto
  • Indicatori qualitativi e quantitativi di valutazione delle attività del partenariato
  • La Piattaforma Digitale del progetto come luogo dinamico di condivisione delle attività
  • La creatività come forza trainante per le nuove generazioni
  • Politiche regionali culturali e Cooperazione Internazionale

Di seguito il programma dettagliato dell'evento.
SESSIONE MATTUTINA
Sala Manica Lunga
Moderatore: Stefano Catucci - Giornalista e docente di filosofia estetica
9.00 Welcome Coffee (Sala Manica Corta)
9.00 - 9:30 - Registrazione dei partecipanti
9.30 - 10:00 - Saluti istituzionali: Albino Ruberti, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio. Michele dall’Ongaro, Presidente della Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Silvia Costa, Parlamentare Europeo.
10.00 - 10:15 - Introduzione ai risultati finali del Progetto Music Up Close Network. Paolo Bartolani – Coordinatore Generale del Progetto
10.15 - 12.35 - Sessione I - Buone Pratiche e strategie di Audience Development del partenariato
10.15 - 10.30 Orchestre Nationale de Lille
10.30 - 10.45 Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia
10.45 - 11.00 Montenegrin Music Centre
11.00 - 11.15 Nederlands Philharmonisch Orkest
11.15 - 11.30 Orquestra Simfònica de Barcelona
11.30 - 11.45 Sarajevska Filharmonija Sarajevo
11.45 - 12.15 - Sessione II - Indicatori qualitativi e quantitativi di valutazione delle attività del partenariato (questionari, indagini di valutazione, etc.) - Presenta Regione Lazio
12.35 - 13.00 - Breve concerto di Vladimir Bogdanović, rappresentante degli Ambasciatori della Musica, introduzione di Angelica Suanno - Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia
13.00 - 14.30 - Pranzo (Sala Nostromo)
SESSIONE POMERIDIANA Sala Manica Lunga
14.30 - 14.45 - Sessione III - La Piattaforma Digitale del progetto come luogo dinamico per la condivisione delle attivita’ , presenta Regesta.exe
14.45 - 16.00 - Sessione IV - La creatività come forza trainante per le nuove generazioni
14.45 - 15.05 - Le Residenze di Formazione Orchestrale nelle Regioni Balcaniche. Presenta Slokar Academy
15.05 - 15.25 - I nuovi pubblici e l’approccio Artistico Multidisciplinare. Presenta International Yehudi Menuhin Foundation
15.25 - 16.00 - Commissioni di nuove opere e produzioni da parte di orchestre giovanili: esempi di nuova creatività. Presentano le orchestre dei partners di progetto.
16.00 - 17.00 - Sessione V: Tavola Rotonda - Politiche regionali culturali e cooperazione internazionale
Coordina Stefano CatucciRappresentanti di Istituzioni Comunitarie, Istituzioni Culturali Europee, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio, Ufficio Scolastico Regionale, Paesi dei partners di progetto, Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia

17.00 - Chiusura dei lavori
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lunedì 8 luglio - ore 20:30


Concerto
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
Voci dell’Europa Coro di Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ciro Visco
, direttoremusiche da: Italia, Slovenia, Francia, Spagna, Bosnia-Erzegovina, Olanda, Belgio e Montenegro
ingresso libero - registrati qui

Per informazioni:
comunicazione@lazioinnova.it+39 06 60516264

sabato 6 luglio 2019

Salvini, il capitano coraggioso: Difesa ed Economia mi hanno lasciato solo

Parla in diretta Facebook all'ora di cena, Matteo Salvini. E le sue parole sono il chiaro segno di una divisione nel governo sull'immigrazione. Tutto questo mentre va in scena l'ennesima sfida del ministro dell'Interno alle Ong che salvano migranti in mare, con il veliero Alex bloccato in porto a Lampedusa. Senza che le persone a bordo possano scendere. "Ogni tanto mi sento politicamente solo. Chiederò al ministro della Difesa e dell'Economia di aiutarci in questa battaglia di civiltà, di legalità", dice Salvini davanti al popolo social. E ancora, sempre parlando dei ministri Trenta e Tria: "Mi farebbe piacere che fossero al nostro fianco, al fianco del popolo italiano, altrimenti è un precedente pericolosissimo".
La nave Alex attraccata a Lampedusa, il Viminale vieta lo sbarco. Ispezione medica a bordo 

Insomma, Salvini chiama in causa Tria e soprattutto Trenta. E lo si capisce nel passaggio successivo. Salvini chiede ai vertici militari di difendere i confini: "Ragioneremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni anche sulla presenza delle navi militari italiane nel Mediterraneo. Domando ai vertici della Marina militare, delle Forze armate italiane, della Guardia di Finanza se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni italiane oppure se i confini italiane sono diventati improvvisamente un di più, un qualcosa che si può rispettare o non rispettare". E ancora: "Chiederò se le navi militari italiane servono in mare a far rispettare le leggi e i confini o se servono da scorta per la navi fuorilegge".

giovedì 4 luglio 2019

All'ennesimo salvataggio di naufraghi ad opera delle ong ( italiana, in questo caso), Salvini 'il Nero' risponde che farà di tutto per non farli approdare in Italia

'Ong Mediterranea Saving Humans su Twitter ha annunciato di aver salvato 54 migranti a bordo di un gommone in difficoltà in zona Sar libica: «Felici aver strappato 54 vite umane all'inferno della Libia. Adesso serve subito un porto sicuro», recita il tweet. Immediata la reazione di Salvini che invita la Ong a portare i migranti in Tunisia.  

— Mediterranea Saving Humans (@RescueMed) 4 luglio 2019
«Gli immigrati presi a bordo da Mediterranea sono in acque libiche, e attualmente sono più vicini di decine di miglia nautiche alla Tunisia rispetto a Lampedusa. Se questa ong ha davvero a cuore la salvezza degli immigrati faccia rotta nel porto sicuro più vicino, altrimenti sappia che attiveremo tutte le procedure per evitare che il traffico di esseri umani abbia l'Italia come punto di arrivo», ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Intanto almeno ottanta migranti risultano dispersi in un nuovo naufragio avvenuto ieri al largo di Zarzis, in Tunisia, scrive su Twitter Alarm Phone, citando Chamseddine Marzoug, attivista e volontario della Mezzaluna rossa tunisina, secondo il quale «solo cinque persone sono sopravvissute, mentre almeno 80 disperse». Contattato dall'ANSA Marzoug ha riferito che un gommone partito dalle coste libiche ha fatto naufragio ieri al largo di Zarzis. E dei 5 superstiti uno, originario della Costa d'Avorio, è morto in ospedale.
 I sopravvissuti del naufragio sono stati portati a Zarzis dalla marina tunisina.

Libia, il ministro: si valuta rilascio di tutti i migranti. Sarebbero circa 7.000
«Siamo scioccati da questi continui annegamenti di massa in mare - scrive l'organizzazione -. Auguriamo a parenti e amici che hanno perso i loro cari di avere forza».

E un'imbarcazione con 55 migranti è stata intercettata da una motovedetta della Guardia di Finanza e da una della Guardia Costiera a circa due miglia da Lampedusa. I profughi, tra i quali 22 donne e un minore, sono stati portati in salvo nel porto in serata. L'unità della Guardia di Finanza, V 800, è la stessa che era stata danneggiata la notte del 29 giugno scorso dalla nave Sea Watch nel corso della manovra di attracco alla banchina dopo avere ignorato l'alt delle forze dell'ordine. 


«Domani sarò a Trieste. Ai confini del nordest ci saranno decine di forze dell'ordine a pattugliare i confini tra Italia e Slovenia. Poi se non basteranno le pattuglie ragioneremo sulle barriere di protezione. Perchè i confini sono una cosa seria». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando dell'immigrazione nel nordest d'Italia a «Fuori dal coro» su Rete4.

mercoledì 3 luglio 2019

C'è chi minaccia di costruire MURI anche alle frontiere italiane, QUANDO BASTEREBBERO UNA CAMICIA DI FORZA E QUATTRO SBARRE per non dare asilo agli indesiderati, anche se italiani

In questi ultimi giorni, anche prima della brutta storia della Sea Watch che sembra essersi chiusa  con Salvini  adirato anche con la magistratura oltre che con la povera giovane comandante Carola Rakete, che è sbarcata a Lampedusa, forzando il blocco del ministro, per portare in salvo i migranti  raccolti in mare diciassette giorni prima, si torna a parlare di nuove rotte migratorie attraverso i Balcani. E specificamente per l'Italia,  dal confine con la Slovenia.

 E Fedriga, Sancho Panza redivivo, al servizio di Salvini -Don Chisciotte, dichiara in una lunga intervista che al Viminale si sta pensando di come arginare il flusso migratorio in Italia dalla Slovenia; e fra le misure che si ipotizzano c'è anche quella di costruire un muro lungo oltre 250 chilometri per serrare la frontiera. Non ci ha detto se per quel muro è previsto il colore 'nero' lo stesso del 'nero' Salvini, come vuole Trump in America. Perché il ferro di color nero, al sole si arroventa e dissuade anche  i migranti  più determinati a scavalcarlo.
 A seguito di tale farneticante rivelazione in tv si è pensato di interrogare gli abitanti di quelle zone di confine con la Slovenia. E si è appreso che non c'è un via vai di migranti,  e ciò nonostante è diffuso il senso di insicurezza, alimentato da Salvini, il 'Nero',  ed anche dal suo fido scudiero Fedriga, in previsione - ma non c'è -  di una invasione.

Alle ipotesi che si stanno studiando al Viminale, se ne aggiunge un' altra  per risolvere il problema: mettere una 'camicia di forza' a Fedriga ed ai suoi superiori,  e chiuderli dietro le sbarre, impedendo a loro e a chiunque altro voglia seguire il loro esempio, di dire castronerie.

Gianni Schicchi di Puccini con la regia di Allen, da sabato alla Scala, noi lo vedemmo a Spoleto nel 2008 e così ne scrivemmo su 'Il Giornale' ( 28.6.2008)


Di Gianni Schicchi 'americano' per la regia di Woody Allen, esordiente nella lirica sapevamo abbastanza, prima ancora del suo sbarco a Spoleto, per inaugurare il 52° Festival dei Due Mondi. Le notizie erano rimbalzate da Los Angeles, all'indomani della prima, lo scorso settembre.
Venimmo a sapere che la regia di Allen voleva essere un omaggio al cinema italiano degli anni Cinquanta (Piero Germi, Vittorio De Sica, per intenderci), e che scene e costumi il regista li avrebbe affidati al suo storico collaboratore Santo Loquasto.
Era anche trapelato che Allen avrebbe trasferito la vicenda dalla Firenze del Trecento al nostro Sud del 1946; e che di conseguenza il protagonista Gianni Schicchi, re degli imbroglioni, era un mafioso o un camorrista, di quelli che risolvono ogni problema dietro profumato compenso: capelli neri, impomatati, baffetto e doppio petto gessato scuro.

Tolta questa licenza, Allen aveva promesso che avrebbe 'rispettato' l'opera pucciniana, aggiungendo che la sua ignoranza in materia lo avrebbe reso più prudente.
All'indomani della prima di Los Angeles, pubblico contento e divertito ma critica non altrettanto. Allen non si era affacciato in palcoscenico alla fine dell'opera, e tutti gli applausi se li erano presi interpreti e direttore, James Conlon.
Neppure a Spoleto Allen c'era, ma ha voluto mandare una cartolina video di scuse, proiettata su maxischermo al Teatro Nuovo prima dell'opera, promettendo di visitare Spoleto - che non conosce - in un prossimo futuro, ancora da regista o da semplice turista.

C'era, in sua vece, l'artefice del coinvolgimento del regista, il tenore Placido Domingo. Il quale ha raccontato di avere corteggiato Allen per una decina d'anni prima di convincerlo (prima in Bohème, poi con Gianni Schicchi); che forse la loro collaborazione proseguirà con la prokofieviana L' amore delle tre melarance o addirittura con un'opera nuova, dove lui, Domingo, potrebbe assumere il ruolo di protagonista.
Veniamo alla rappresentazione di Spoleto. La scena, unica, in bianco e nero, è come la produzione tridimensionale di un fotogramma dell'amato cinema italiano o del teatro di Eduardo De Filippo; ci mostra l'interno di una casa napoletana o meridionale affastellato di oggetti, ritratti e immagini sacre; fuori, panni stesi; sullo sfondo una cartolina in bianco e nero di Firenze (svetta la cupola del Duomo).

Placido Domingo ha spiegato la ragione di tale trasposizione: in America qualunque nostro emigrato, le quattro o cinque parole italiane che ricorda le pronuncia con accento napoletano. Da qui l'idea che quest'opera italiana dovesse parlare «meridionale». Ma il tocco sapiente e leggero di Allen s'è visto in ogni momento della rappresentazione. Che attori, signori! Tutti, nessuno escluso. Recitazione senza sbavature, con ritmo e verve, e tic in abbondanza. La direzione musicale affidata, a Los Angeles come a Spoleto, alla mano sicura di James Conlon, che aveva in buca l'ottima Orchestra Giuseppe Verdi di Milano, ha sottolineato, dell'unica opera comica di Puccini, ogni sfumatura: umorismo ma anche sarcasmo, sensualità e anche tenerezza.

Applauditissimi tutti e a lungo; in particolare, Thomas Allen nel ruolo del titolo; Laura Tatulescu (Lauretta, applaudita a scena aperta dopo O mio babbino caro) e Stephen Costello (Rinuccio).

lunedì 1 luglio 2019

Salvini e Di Maio: della Ue ce ne freghiamo. Sì, ma poi Conte e Tria presentano l'assestamento di bilancio per evitare la procedura di infrazione. Non avevano detto che della UE se ne fregavano?:

La prima notizia arriva quando il Consiglio dei ministri non è ancora iniziato. Ed è la mancata presenza del vicepremier Luigi Di Maio, assente per motivi personali, di salute. Questa la motivazione che, secondo fonti qualificate del Movimento 5 stelle, il leader pentastellato avrebbe addotto come giustificazione per aver saltato un Cdm così importante che ha dato il via libera al disegno di legge di assestamento del bilancio e al piano per evitare la procedura di infrazione per deficit eccessivo, proposta dalla commissione europea.

La comunicazione dell'assenza di Di Maio era stata fatta giovedì scorso alla presidenza del Consiglio, fanno trapelare fonti di Palazzo Chigi. "È comunque un fatto che Luigi non ha votato l'assestamento di bilancio", fa, però, notare un componente M5s del governo. Lo stesso 'cattivo' pensiero che hanno avuto molti esponenti della Lega. Matteo Salvini non ha gradito neanche la diretta Facebook di Di Maio, effettuata poco prima dell'avvio dell'incontro, e vissuta come un "attacco" del collega nei suoi confronti. Il leader della Lega ha lasciato Palazzo Chigi prima della conclusione, a tre quarti d'ora circa dall'inizio della riunione. Risultato: nessuno dei due vice premier e capi politici di M5s e Lega erano presenti nel momento dell'approvazione delle misure. 

I provvedimenti varati, secondo il governo, "creano le condizioni per rendere ingiustificato l'avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia" in quanto il quadro di finanza pubblica è "ampiamente compliant con le regole del Patto di Stabilità e Crescita". Nessuna penalizzazione della crescita, della coesione sociale e della stabilità finanziaria del Paese, "tutte priorità che verranno confermate anche nella prossima Legge di bilancio 2020", assicura l'esecutivo. 

Il pacchetto varato dal Cdm garantisce un aggiustamento strutturale di bilancio pari a oltre 0,3 punti percentuali di Pil a fronte, spiega il Mef, di un peggioramento di 0,2 punti percentuali previsto nell'accordo di dicembre. Nel dettaglio l'assestamento di bilancio certifica una correzione di 6,1 miliardi di euro, comprensiva delle misure fuori dal perimetro del bilancio dello Stato e del decreto-legge per il congelamento di 1,5 miliardi di spese derivanti dal minor utilizzo delle risorse stanziate per reddito e quota 100.

Si registrano maggiori entrate tributarie e contributive per 3,5 miliardi di euro e maggiori entrate non fiscali, che comprendono gli utili e i dividendi, per ulteriori 2,7 miliardi. Dal lato delle spese, 1,15 miliardi sono destinati a finanziare l'integrazione del Fondo sviluppo e coesione, il finanziamento del Tpl per 300 milioni, l'integrazione delle risorse per la misura 'Card diciottenni' e per il funzionamento dell'Agenzia dell'entrate. Altri 204 milioni servono per finanziare il Fondo politiche sociali, il funzionamento delle Università e il Fondo per il diritto allo studio. Tali uscite sono parzialmente compensate da minori spese per erogazioni associate alle deferred tax assets (Dta), le attività per imposte anticipate, e minori interessi.

Ma i giovani, in Italia, amano o no la musica , quella classica s'intende e l'opera?

Fino all'altro ieri era altissima la preoccupazione del mancato ricambio di pubblico della musica e dell'opera in Italia (il problema, a dir il vero, esiste anche fuori del nostro paese, sebbene in misura minore). Si diceva che  il pubblico in Italia c'era, ma che a ben guardare dall'alto quello di una sala da concerto o di un teatro, colpiva il mare di reste pelate o bianche. Per dirla  senza mezzi termini, il pubblico della classica e dell'opera in Italia era decisamente vecchio.

 Contrordine. Da un cronista che riporta fedelmente ciò che gli  si dice, l'Accademia di Santa Cecilia,  per bocca di dall'Ongaro, ha chiuso, come accade da anni, il bilancio in pareggio,  e i giovani sono tornati all'Auditorium, in massa. Certo se il pubblico giovane è passato, secondo il sovrintendente dell'istituzione romana, da zero al 10 per cento, la percentuale fa impressione; ma non si  può dimenticare il punto di partenza.

 A noi viene il dubbio che spesso,  anzi troppe volte, a seconda delle circostanze, i responsabili di questa o quella istituzione si aggiustino le cifre a seconda del proprio tornaconto del momento.

Irritato da tanto successo - vero o apparente? -  il Teatro dell'Opera, nella persona del suo sovrintendente Carlo Fuortes, chiama il medesimo cronista e,  irritato,  gli detta analoga dichiarazione: bilancio chiuso in pareggio, anzi con un attivo di 70.000 Euro circa, e pubblico ed entrate cresciute a dismisura, e cresciuto è pure il pubblico giovane. Insomma vittoria su tutta la linea, con teatro e terme esauriti ogni sera.  E quest'anno Fuortes, come ha anche dichiarato, mira a superare le 92.000  le presenze dell'anno scorso e forse anche per questo ha aumentato le serate che passano da 28 a 36. Il cronista scrive e se ne va contento.

Senonchè, all'indomani, sul suo stesso giornale, nella rubrica della 'Posta', un lettore racconta,  a proposito dello spettacolo del Tokyo Ballet  a  Caracalla, di uno spiacevole episodio che  smentisce il tutto esaurito che Fuortes va sbandierando ad ogni inizio di stagione,  ma che viene puntualmente  poi smentito, calcoli alla mano a consuntivo, come abbiamo dimostrato da parecchi anni anche noi.

Racconta quel lettore che una buona parte della platea, settore A, quella con i posti da  100 Euro circa, comprendendovi i diritti di prevendita che ammontano al 15% circa, era vuota e che, a spettacolo iniziato, un gruppo consistente di coloro che avevano pagato 28 Euro per un posto nell'ultimo settore, si sono fiondati ad occupare i posti vuoti del settore A, senza che le maschere intervenissero a bloccarli. 

 Ma ciò che quel lettore racconta, al di là della migrazione rumorosa ed in massa all'altro settore, è che il 'tutto esaurito' ogni sera, del sovrintendente Fuortes, resta solo nelle sue aspirazioni.

E il cronista che fa? Boh