In questi giorni molti commentatori si stanno cimentando nell'esame dei risultati, che giudicano sorprendenti, di alcune trasmissioni di 'qualità' in Rai, nel periodo delle feste, appena concluso. Partendo dalla convinzione che ,in base agli indici di ascolti, in Italia il pubblico televisivo ama e vede solo cose brutte e sceme. Almeno fino a ieri l'altro.
Poi arriva Bolle con il suo spettacolo di inizio anno, e qualche giorno dopo, il primo dei programmi di Alberto Angela, 'Meraviglie', dedicati alle bellezze italiane e ambedue fanno man bassa di ascolti, come solitamente fanno gli spettacoli scemi e brutti; e loro, i commentatori, sono costretti a mettere in discussione tutto il loro sapere e la filosofia della comunicazione televisiva. Come mai sia Bolle che Angela raggiungono share al di sopra dei 20%? Cose inaudite e mai viste.
Sarebbe naturalmente il caso che i dirigenti Rai traessero le necessarie conclusioni e presto, senza che il pubblico televisivo debba attendere il prossimo Natale per vedere cose altrettanto belle.
I 10 milioni circa di telespettatori che hanno fatto i due programmi di cui stiamo parlando sono un risultato straordinario che deve far riflettere.
In questa discussione oltre i critici televisivi sono intervenute anche firme importanti, non di settore, come Natalia Aspesi( Repubblica) e financo Eugenio Scalfari ( su L'Espresso) che, a dir il vero, si è interrogato su un altro campo, prossimo ai due più osannati, quello della musica, della quale tutti gli altri si sono dimenticati, a testimoniare che in Italia persiste l'ignoranza e la sottovalutazione del patrimonio di cui lì'Italia dovrebbe andar fiera e dell'incidenza della musica nei gusti degli italiani.
Si, tutti si sono dimenticati che nel primo giorno dell'anno, lo stesso in cui, la sera, Bolle ha messo davanti al teleschermo quasi 5.000.000 di telespettatori, i due Concerti di Capodanno ( Venezia e Vienna) hanno avuto anche essi il loro bel successo : oltre 7.000.000 e passa la mattina , e 1.000.000 circa in serata, nelle repliche dei due concerti.
Una sola annotazione. Quando il Concerto di Capodanno da Venezia andava più forte di ora
(sebbene quest'anno abbia riconquistato ascolti, dopo tre anni di perdite), con i suoi 4.700.000 telespettatori (come Bolle), quel concerto fu il programma più visto del primo giorno dell'anno, stravincendo anche sul film 'La vita è bella' trasmesso in serata, e risultando il concerto classico più visto in assoluto della tv italiana.
Dunque ai 10.000.000 circa di telespettatori di Bolle e Angela, ne vanno aggiunti almeno altri 8.000.000 per i due Concerti di Capodanno. Nel giro di una settimana, quasi 18.000.000 di telespettatori hanno scelto di vedere ed ascoltare non cose sceme ed inutili oltre che brutte, ma musica, danza, e meraviglie italiane.
Che si aspetta allora in tv, a cambiar musica - è proprio il caso di dirlo? Noi lo abbiamo scritto qualche giorno fa, ma in proposito dalla Rai nessun segnale, oltre il vanto, della tv pubblica, di produrre programmi di qualità. Semel in anno, quasi una pazzia.
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domenica 7 gennaio 2018
venerdì 5 gennaio 2018
Musica e Danza a Natale.Il 'classico' vince sempre nei giorni di festa
Se ne è accorta anche la tv che, per questo, attribuendosene il merito, canta vittoria, per i risultati certo brillanti dello spettacolo di Roberto Bolle su Rai 1, la sera del primo dell'anno, con circa 4.800.000 telespettatori.
Del successo della danza nel nostro paese e del seguito sempre più numeroso che incontra in tutti i ceti sociali ed a tutte le età - in questo caso ci riferiamo alla danza in generale - sappiamo da tempo. Curiosamene, il fenomeno ha coinciso con la chiusura di compagnie di danza e corpi di ballo delle nostre maggiori istituzioni operistiche: " perché non possiamo più permettercele"- hanno sostenuto coloro che hanno da sempre a cuore le sorti della nazione e, per questo, acconsentono, periodicamente ma regolarmente, ad elargire laute prebende a coloro che ci hanno ben governato e che vogliono ci governino benissimo per il futuro ( vedi i casi della Assemblea Regionale Siciliana, e del Senato). Sui risparmi per musica, danza, beni culturali gli italiani sono apparsi in perfetto accordo.
E, infatti, in conseguenza del risparmio e di una migliore utilizzazione dei fondi pubblici (aumenti di stipendio e concessione di premi ai dirigenti degli uffici dello Stato) già attuato da anni dal Ministero ora retto da Franceschini, che ha avuto sempre come suggeritore Salvo Nastasi - il 'grande e grosso' direttore generale che ha risparmiato su tutto per creare, dal nulla il posto per la povera Giulia Minoli, sua moglie, a Napoli - si è manifestato l'apprezzamento dei cittadini che hanno voluto fare le file per visitare mostre, musei e siti storico-archeologici, ed ascoltare, per ora in tv, e poi affollare anche teatri e sale da concerto, musica, danza, melodramma. Un successo clamoroso.
Ed ecco i risultati che non riguardano solo l'aumento dei visitatori alle mostre - e, infatti, senza la calca, non si sarebbe potuto verificare il furto a Palazzo Ducale di questi giorni - ma anche l'aumento di pubblico televisivo sia per Bolle che per i concerti.
Se Bolle la sera ha riunito davanti ai teleschermi 4.800.000 circa italiani, nell'arco della giornata un analogo successo hanno avuto i due Concerti di Capodanno: quello da Venezia, che quest'anno, con un programma meglio studiato, ha fatto una notevole rimonta, risalendo a 4.200.000 telespettatori; e quello da Vienna, diretto da Muti, che ha raggiunto, su Rai 2, quota 3.000.000. Non sappiamo dell'audience che ha avuto il concerto dell'Orchestra Verdi di Milano, diretto da Elio Boncompagni, con la Sinfonia n.9 di Beethoven, che tutti i giornali hanno segnalato come fra i migliori che si ricordano negli ultimi anni.
Insomma, senza contare Milano - ma quando sapremo i dati auditel ne terremo conto, aggiungendoli agli altri - nel primo giorno dell'anno, davanti ai televisori nelle case, musica e danza hanno stregato oltre 12.000.000 di italiani. Ma non è una buona ragione per dire: siamo soddisfatti, arrivederci al Capodanno 2019.
Del successo della danza nel nostro paese e del seguito sempre più numeroso che incontra in tutti i ceti sociali ed a tutte le età - in questo caso ci riferiamo alla danza in generale - sappiamo da tempo. Curiosamene, il fenomeno ha coinciso con la chiusura di compagnie di danza e corpi di ballo delle nostre maggiori istituzioni operistiche: " perché non possiamo più permettercele"- hanno sostenuto coloro che hanno da sempre a cuore le sorti della nazione e, per questo, acconsentono, periodicamente ma regolarmente, ad elargire laute prebende a coloro che ci hanno ben governato e che vogliono ci governino benissimo per il futuro ( vedi i casi della Assemblea Regionale Siciliana, e del Senato). Sui risparmi per musica, danza, beni culturali gli italiani sono apparsi in perfetto accordo.
E, infatti, in conseguenza del risparmio e di una migliore utilizzazione dei fondi pubblici (aumenti di stipendio e concessione di premi ai dirigenti degli uffici dello Stato) già attuato da anni dal Ministero ora retto da Franceschini, che ha avuto sempre come suggeritore Salvo Nastasi - il 'grande e grosso' direttore generale che ha risparmiato su tutto per creare, dal nulla il posto per la povera Giulia Minoli, sua moglie, a Napoli - si è manifestato l'apprezzamento dei cittadini che hanno voluto fare le file per visitare mostre, musei e siti storico-archeologici, ed ascoltare, per ora in tv, e poi affollare anche teatri e sale da concerto, musica, danza, melodramma. Un successo clamoroso.
Ed ecco i risultati che non riguardano solo l'aumento dei visitatori alle mostre - e, infatti, senza la calca, non si sarebbe potuto verificare il furto a Palazzo Ducale di questi giorni - ma anche l'aumento di pubblico televisivo sia per Bolle che per i concerti.
Se Bolle la sera ha riunito davanti ai teleschermi 4.800.000 circa italiani, nell'arco della giornata un analogo successo hanno avuto i due Concerti di Capodanno: quello da Venezia, che quest'anno, con un programma meglio studiato, ha fatto una notevole rimonta, risalendo a 4.200.000 telespettatori; e quello da Vienna, diretto da Muti, che ha raggiunto, su Rai 2, quota 3.000.000. Non sappiamo dell'audience che ha avuto il concerto dell'Orchestra Verdi di Milano, diretto da Elio Boncompagni, con la Sinfonia n.9 di Beethoven, che tutti i giornali hanno segnalato come fra i migliori che si ricordano negli ultimi anni.
Insomma, senza contare Milano - ma quando sapremo i dati auditel ne terremo conto, aggiungendoli agli altri - nel primo giorno dell'anno, davanti ai televisori nelle case, musica e danza hanno stregato oltre 12.000.000 di italiani. Ma non è una buona ragione per dire: siamo soddisfatti, arrivederci al Capodanno 2019.
sabato 8 ottobre 2016
Roberto Bolle su Rai 1. Liberate la sua danza
Annunciata da tempo con squilli di trombe e rulli di tamburo è finalmente arrivata su Rai 1, in prima serata, la danza. Con Roberto Bolle, 'il bello che balla', altrimenti la danza si va a cercare nella riserva di Rai 5. La cui programmazione, più di una volta, a prima mattina comincia con un faccione, la cui semplice vista ci mette di cattivo umore.
Senza Bolle e senza il ricco contorno, la danza sarebbe rimasta relegata nella sua riserva Rai. A breve un'altra serata dall'Arena di Verona, questa volta trasformata in pista di ghiaccio per gli 'svestiti' di Calzedonia.
Noi eravamo sicuri del successo di Bolle e della danza( e noi ci mettiamo anche l'opera, la quale per qualche estate sbarcò a Rai 1, d'estate, agli inizi degli anni 2000, raccontata da Lubrano con discreto successo. Campo Dall'Orto sicuramente lo ricorderà. Perchè, allora, non la fa tornare?); non erano altrettanto sicuri in Rai, altrimenti avrebbero evitato gag e qualche 'personaggetto', come direbbe De Luca, introdotti per insaporire un piatto che al loro palato risulta priva di gusto. Tutto sarebbe filato ugualmente a meraviglia, con i soli interventi di Bolle e dei suoi partner.
Invece... i presentatori. Pannofino e Ranieri (per la quale non si è capito perchè non le hanno fatto indossare un abito diverso), con un inutile siparietto iniziale - roba nuovissima per un pubblico deficiente ( ah, se la signora Ciampi avesse voluto parlare!). Chi sei tu, e che ci fai, non sai chi sono io, via ... presento io... lasciando a Pannofino il compito di raccontare, fuori campo, cose astruse che cozzavano con la tinta popolare e l'intento divulgativo che si voleva dare alla serata di danza, per farla entrare nelle case degli italiani da una porta grande come Rai 1.
I numeri di danza di Bolle sarebbero certamente bastati, con qualche breve essenziale raccordo. E sono, di fatto, bastati. Passi l'accoppiata con altri artisti che avevano un ruolo subalterno e funzionale, alcuni dei quali però il demiurgo Ballandi (ma la Rai non è capace di fare da sola uno spettacolo di danza?) ha voluto per forza portare in video senza che ce fosse una vera ragione (come Cortellesi e Ramazzotti, bravissime, ma che hanno approfittato per reclamizzare il loro film in uscita; Elio delle Storie tese che poteva benissimo starsene a casa, assai meglio 'Bollani che suona per 'Bolle che balla' o Jovanotti, 50 anni, che spinge Bolle a ballare con lui). Mentre c'azzeccava il siparietto con la finta e vera Fracci e la successiva 'impresa' con Bolle.
E poi, quei venti minuti circa d'inizio trasmissione a elencare le 'posizioni' della danza, fatte, rifatte e insistite da Pannofino e realizzate da Bolle, sinceramente troppi. Ci stava anche il ballo a fine trasmissione, di Bolle con la Ranieri, finalmente ben vestita.
Ballandi ed i suoi si son ben guardati dal puntare sul balletto classico, quello che - a detta dei numeri - fa riempire i teatri italiani. Hanno fatto bene, hanno fatto male, non sappiamo. Forse hanno pensato che la danza moderna ed il ballo avrebbero attirato più pubblico. E forse potrebbero aver ben ragionato.
Senza Bolle e senza il ricco contorno, la danza sarebbe rimasta relegata nella sua riserva Rai. A breve un'altra serata dall'Arena di Verona, questa volta trasformata in pista di ghiaccio per gli 'svestiti' di Calzedonia.
Noi eravamo sicuri del successo di Bolle e della danza( e noi ci mettiamo anche l'opera, la quale per qualche estate sbarcò a Rai 1, d'estate, agli inizi degli anni 2000, raccontata da Lubrano con discreto successo. Campo Dall'Orto sicuramente lo ricorderà. Perchè, allora, non la fa tornare?); non erano altrettanto sicuri in Rai, altrimenti avrebbero evitato gag e qualche 'personaggetto', come direbbe De Luca, introdotti per insaporire un piatto che al loro palato risulta priva di gusto. Tutto sarebbe filato ugualmente a meraviglia, con i soli interventi di Bolle e dei suoi partner.
Invece... i presentatori. Pannofino e Ranieri (per la quale non si è capito perchè non le hanno fatto indossare un abito diverso), con un inutile siparietto iniziale - roba nuovissima per un pubblico deficiente ( ah, se la signora Ciampi avesse voluto parlare!). Chi sei tu, e che ci fai, non sai chi sono io, via ... presento io... lasciando a Pannofino il compito di raccontare, fuori campo, cose astruse che cozzavano con la tinta popolare e l'intento divulgativo che si voleva dare alla serata di danza, per farla entrare nelle case degli italiani da una porta grande come Rai 1.
I numeri di danza di Bolle sarebbero certamente bastati, con qualche breve essenziale raccordo. E sono, di fatto, bastati. Passi l'accoppiata con altri artisti che avevano un ruolo subalterno e funzionale, alcuni dei quali però il demiurgo Ballandi (ma la Rai non è capace di fare da sola uno spettacolo di danza?) ha voluto per forza portare in video senza che ce fosse una vera ragione (come Cortellesi e Ramazzotti, bravissime, ma che hanno approfittato per reclamizzare il loro film in uscita; Elio delle Storie tese che poteva benissimo starsene a casa, assai meglio 'Bollani che suona per 'Bolle che balla' o Jovanotti, 50 anni, che spinge Bolle a ballare con lui). Mentre c'azzeccava il siparietto con la finta e vera Fracci e la successiva 'impresa' con Bolle.
E poi, quei venti minuti circa d'inizio trasmissione a elencare le 'posizioni' della danza, fatte, rifatte e insistite da Pannofino e realizzate da Bolle, sinceramente troppi. Ci stava anche il ballo a fine trasmissione, di Bolle con la Ranieri, finalmente ben vestita.
Ballandi ed i suoi si son ben guardati dal puntare sul balletto classico, quello che - a detta dei numeri - fa riempire i teatri italiani. Hanno fatto bene, hanno fatto male, non sappiamo. Forse hanno pensato che la danza moderna ed il ballo avrebbero attirato più pubblico. E forse potrebbero aver ben ragionato.
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