Se ne è accorta anche la tv che, per questo, attribuendosene il merito, canta vittoria, per i risultati certo brillanti dello spettacolo di Roberto Bolle su Rai 1, la sera del primo dell'anno, con circa 4.800.000 telespettatori.
Del successo della danza nel nostro paese e del seguito sempre più numeroso che incontra in tutti i ceti sociali ed a tutte le età - in questo caso ci riferiamo alla danza in generale - sappiamo da tempo. Curiosamene, il fenomeno ha coinciso con la chiusura di compagnie di danza e corpi di ballo delle nostre maggiori istituzioni operistiche: " perché non possiamo più permettercele"- hanno sostenuto coloro che hanno da sempre a cuore le sorti della nazione e, per questo, acconsentono, periodicamente ma regolarmente, ad elargire laute prebende a coloro che ci hanno ben governato e che vogliono ci governino benissimo per il futuro ( vedi i casi della Assemblea Regionale Siciliana, e del Senato). Sui risparmi per musica, danza, beni culturali gli italiani sono apparsi in perfetto accordo.
E, infatti, in conseguenza del risparmio e di una migliore utilizzazione dei fondi pubblici (aumenti di stipendio e concessione di premi ai dirigenti degli uffici dello Stato) già attuato da anni dal Ministero ora retto da Franceschini, che ha avuto sempre come suggeritore Salvo Nastasi - il 'grande e grosso' direttore generale che ha risparmiato su tutto per creare, dal nulla il posto per la povera Giulia Minoli, sua moglie, a Napoli - si è manifestato l'apprezzamento dei cittadini che hanno voluto fare le file per visitare mostre, musei e siti storico-archeologici, ed ascoltare, per ora in tv, e poi affollare anche teatri e sale da concerto, musica, danza, melodramma. Un successo clamoroso.
Ed ecco i risultati che non riguardano solo l'aumento dei visitatori alle mostre - e, infatti, senza la calca, non si sarebbe potuto verificare il furto a Palazzo Ducale di questi giorni - ma anche l'aumento di pubblico televisivo sia per Bolle che per i concerti.
Se Bolle la sera ha riunito davanti ai teleschermi 4.800.000 circa italiani, nell'arco della giornata un analogo successo hanno avuto i due Concerti di Capodanno: quello da Venezia, che quest'anno, con un programma meglio studiato, ha fatto una notevole rimonta, risalendo a 4.200.000 telespettatori; e quello da Vienna, diretto da Muti, che ha raggiunto, su Rai 2, quota 3.000.000. Non sappiamo dell'audience che ha avuto il concerto dell'Orchestra Verdi di Milano, diretto da Elio Boncompagni, con la Sinfonia n.9 di Beethoven, che tutti i giornali hanno segnalato come fra i migliori che si ricordano negli ultimi anni.
Insomma, senza contare Milano - ma quando sapremo i dati auditel ne terremo conto, aggiungendoli agli altri - nel primo giorno dell'anno, davanti ai televisori nelle case, musica e danza hanno stregato oltre 12.000.000 di italiani. Ma non è una buona ragione per dire: siamo soddisfatti, arrivederci al Capodanno 2019.
Visualizzazione post con etichetta RAI 2. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RAI 2. Mostra tutti i post
venerdì 5 gennaio 2018
Musica e Danza a Natale.Il 'classico' vince sempre nei giorni di festa
domenica 22 gennaio 2017
Quanto contano gli astri? Dobbiamo prestar fede a Paolo Fox
Quando osserviamo certi destini, talvolta sorprendenti dal punto di vista delle congiunzioni astrali, non ci viene di dare addosso a tutti quei telespettatori che il 1 gennaio scorso hanno subissato la Rai di telefonate e proteste, perché per cause di forza maggiore (uno 'speciale' sull'attentato terroristico a Istanbul), non era potuto andare in onda l'oroscopo di Paolo Fox, quello 'annuale', giacché lui ne fa uno ogni giorno, dal lunedì al venerdì, nell'ambito della trasmissione di Rai2, 'I fatti vostri'.
Paolo Fox, al contrario di quanto pensano alcuni, non ha la testa fra le nuvole, quando ci racconta l'influenza degli astri sulla nostra vita. Meglio: sui destini degli uomini?
Ve lo spieghiamo. Molti anni fa, quando ci occupavamo di pianoforti e pianisti - all'epoca eravamo direttori del noto mensile 'Piano Time' - ci impressionò constatare che tre fra i maggiori pianisti, allora viventi - mentre uno è poi defunto - erano nati tutti nello stesso giorno, il 5 gennaio. E coincidenza su coincidenza, a distanza l'uno dall'altro di 11 anni. Nell'ordine Benedetti Michelangeli 1920, Brendel 1931 e Pollini 1942. La cosa ci incuriosì al punto che andammo a vedere se qualche altro pianista era nato undici anni dopo e cioè nel 1953, nello stesso giorno. La ricerca non ebbe esito. Dunque la sequenza dopo quella triade di grandissimi, s'era interrotta, o esaurita, se si preferisce.
Un analogo episodio ci accadde alcuni anni fa, nostro interlocutore fu Roberto Abbado, in quei giorni a Venezia per il Concerto di Capodanno. Era il 28 o 29 dicembre e gli dicemmo, parlando, che avremmo, il 30, telefonato a Pappano, al quale ci legava amicizia - non eravamo il suo primo biografo? - per fargli gli auguri per il compleanno, che cadeva proprio il 30 dicembre (1959). A quel punto Roberto Abbado ci rivelò un'altra curiosa coincidenza. e cioè che anche lui era nato il 30 dicembre(1954), e che c'era anche un altro noto direttore, Paavo Jarvi, nato anch'egli il 30 dicembre del 1962. La distanza , in anni, fra i tre direttori, era riavvicinata, ma non così perfetta come nei pianisti.
Dunque Paolo Fox sarà felice nell'apprendere che esiste un giorno fausto per far nascere pianisti, che è il 5 di gennaio, ed uno per direttori, il 30 dicembre. Le stelle hanno ragione.
Paolo Fox, al contrario di quanto pensano alcuni, non ha la testa fra le nuvole, quando ci racconta l'influenza degli astri sulla nostra vita. Meglio: sui destini degli uomini?
Ve lo spieghiamo. Molti anni fa, quando ci occupavamo di pianoforti e pianisti - all'epoca eravamo direttori del noto mensile 'Piano Time' - ci impressionò constatare che tre fra i maggiori pianisti, allora viventi - mentre uno è poi defunto - erano nati tutti nello stesso giorno, il 5 gennaio. E coincidenza su coincidenza, a distanza l'uno dall'altro di 11 anni. Nell'ordine Benedetti Michelangeli 1920, Brendel 1931 e Pollini 1942. La cosa ci incuriosì al punto che andammo a vedere se qualche altro pianista era nato undici anni dopo e cioè nel 1953, nello stesso giorno. La ricerca non ebbe esito. Dunque la sequenza dopo quella triade di grandissimi, s'era interrotta, o esaurita, se si preferisce.
Un analogo episodio ci accadde alcuni anni fa, nostro interlocutore fu Roberto Abbado, in quei giorni a Venezia per il Concerto di Capodanno. Era il 28 o 29 dicembre e gli dicemmo, parlando, che avremmo, il 30, telefonato a Pappano, al quale ci legava amicizia - non eravamo il suo primo biografo? - per fargli gli auguri per il compleanno, che cadeva proprio il 30 dicembre (1959). A quel punto Roberto Abbado ci rivelò un'altra curiosa coincidenza. e cioè che anche lui era nato il 30 dicembre(1954), e che c'era anche un altro noto direttore, Paavo Jarvi, nato anch'egli il 30 dicembre del 1962. La distanza , in anni, fra i tre direttori, era riavvicinata, ma non così perfetta come nei pianisti.
Dunque Paolo Fox sarà felice nell'apprendere che esiste un giorno fausto per far nascere pianisti, che è il 5 di gennaio, ed uno per direttori, il 30 dicembre. Le stelle hanno ragione.
Etichette:
benedetti michelangeli,
brendel,
concerto di capodanno fenice,
i fatti vostri,
paavo jarvi,
paolo fox,
pappano,
Pollini,
RAI 2,
roberto abbado
venerdì 26 dicembre 2014
RAI 5 lavora anche contro la stessa RAI. Grazie a D'Alessandro e dall'Ongaro
Oggi, giorno di santo Stefano -RAI 5 Ore 13 - alla fine del concerto con l'Orchestra sinfonica nazionale della RAI di Torino, diretto da Kurt Sanderling, violoncellista un altro Sanderling, nello spazio pubblicitario, viene trasmesso uno spot a favore del Concerto di Capodanno da Vienna che RAI 5, dopo la trasmissione in quasi diretta su RAI 2 a partire dalle 13.30, ritrasmette la sera alle 21.20.
E' Vienna che si fa pubblicità? E' Rolex, che lo sponsorizza, a pagare anche la pubblicità? E' la stessa RAI che, avendolo acquistato per trasmetterlo, come fa da moltissimi anni, fa pubblicità al suo concerto?
Non sappiamo; ma temiamo che si tratti della terza ipotesi, che ha alle spalle i cosiddetti nostalgici di Vienna, ai quali di diritto appartengono sia D'Alessandro, a capo di RAI 5, che dall'Ongaro, suggeritore musicale di RAI 5, il quale ultimo, siccome non gli va giù il Concerto di Capodanno da Venezia, coprodotto dalla Fenice e RAI 1, e trasmesso in diretta su RAI 1, gli fa concorrenza interna, ed anche sleale, trasmettendo su Radio 3 ( della cui programmazione musicale, fra le tante cose, è anche responsabile) il Concerto da Vienna, mentre va in onda su RAI 1, quello da Venezia; ma poi non ripete l'operazione al contrario quando in tv ( RAI 2) va in onda quello da Vienna, e dovrebbe trasmettere su Radio 3 il Concerto veneziano appena concluso su RAI 1.
Cosa la RAI dovrebbe fare per neutralizzare questi nemici occulti della medesima RAI, che gli dà da mangiare, non è difficile capirlo, anche se la RAI non lo fa o quantomeno non lo ha ancora fatto.
Eppure contro questi gufi, come meriterebbero di essere chiamati secondo la lezione di Renzi, ci sono i dati di ascolto. L'anno scorso - ma la cosa vale anche per gli anni precedenti - il Concerto da Venezia ha fatto 4.407.000 telespettatori, con uno share del 27%; mentre il Concerto da Vienna è arrivato a 2.748.000, con uno share del 16.61%.
E l'edizione 2014 del Concerto dalla Fenice non è un caso isolato: da quando esiste ha fatto sempre all'incirca 1.500.000 telespettatori in più di quello da Vienna, con quasi 10 punti di share in più rispetto al gemello viennese. E la tendenza negli anni è che Venezia cresce ogni anno di più, e Vienna perde ogni anno spettatori: negli ultimi due anni quasi 100.000.
Non solo. Il Concerto dalla Fenice, in tutte le 11 passate edizioni, ha riunito davanti ai teleschermi molti più spettatori di quanti ne riuniva negli anni quello viennese, il che dovrebbe far concludere che il Concerto da Venezia è più gradito di quello viennese dai telespettatori italiani ( non dimentichiamoci che il concerto veneziano viene trasmesso anche in diversi paesi europei, che l'acquistano dalla RAI).
Nonostante tutto ciò RAI 5 che ti fa? Fa la pubblicità al Concerto viennese e solo a quello; quello italiano semplicemente lo ignora.
O forse intende promuovere il Concerto da Vienna, che gli costa un bel pò, mentre quello veneziano non ne ha bisogno, perchè è il concerto classico più visto della televisione italiana, e, in assoluto, il programma televisivo più seguito del Capodanno in Italia?
Non sarà che forse - novità delle novità - quest'anno RAI 5 ha deciso di ritrasmettere nella serata di Capodanno solo il Concerto viennese, e non quello veneziano?
E' Vienna che si fa pubblicità? E' Rolex, che lo sponsorizza, a pagare anche la pubblicità? E' la stessa RAI che, avendolo acquistato per trasmetterlo, come fa da moltissimi anni, fa pubblicità al suo concerto?
Non sappiamo; ma temiamo che si tratti della terza ipotesi, che ha alle spalle i cosiddetti nostalgici di Vienna, ai quali di diritto appartengono sia D'Alessandro, a capo di RAI 5, che dall'Ongaro, suggeritore musicale di RAI 5, il quale ultimo, siccome non gli va giù il Concerto di Capodanno da Venezia, coprodotto dalla Fenice e RAI 1, e trasmesso in diretta su RAI 1, gli fa concorrenza interna, ed anche sleale, trasmettendo su Radio 3 ( della cui programmazione musicale, fra le tante cose, è anche responsabile) il Concerto da Vienna, mentre va in onda su RAI 1, quello da Venezia; ma poi non ripete l'operazione al contrario quando in tv ( RAI 2) va in onda quello da Vienna, e dovrebbe trasmettere su Radio 3 il Concerto veneziano appena concluso su RAI 1.
Cosa la RAI dovrebbe fare per neutralizzare questi nemici occulti della medesima RAI, che gli dà da mangiare, non è difficile capirlo, anche se la RAI non lo fa o quantomeno non lo ha ancora fatto.
Eppure contro questi gufi, come meriterebbero di essere chiamati secondo la lezione di Renzi, ci sono i dati di ascolto. L'anno scorso - ma la cosa vale anche per gli anni precedenti - il Concerto da Venezia ha fatto 4.407.000 telespettatori, con uno share del 27%; mentre il Concerto da Vienna è arrivato a 2.748.000, con uno share del 16.61%.
E l'edizione 2014 del Concerto dalla Fenice non è un caso isolato: da quando esiste ha fatto sempre all'incirca 1.500.000 telespettatori in più di quello da Vienna, con quasi 10 punti di share in più rispetto al gemello viennese. E la tendenza negli anni è che Venezia cresce ogni anno di più, e Vienna perde ogni anno spettatori: negli ultimi due anni quasi 100.000.
Non solo. Il Concerto dalla Fenice, in tutte le 11 passate edizioni, ha riunito davanti ai teleschermi molti più spettatori di quanti ne riuniva negli anni quello viennese, il che dovrebbe far concludere che il Concerto da Venezia è più gradito di quello viennese dai telespettatori italiani ( non dimentichiamoci che il concerto veneziano viene trasmesso anche in diversi paesi europei, che l'acquistano dalla RAI).
Nonostante tutto ciò RAI 5 che ti fa? Fa la pubblicità al Concerto viennese e solo a quello; quello italiano semplicemente lo ignora.
O forse intende promuovere il Concerto da Vienna, che gli costa un bel pò, mentre quello veneziano non ne ha bisogno, perchè è il concerto classico più visto della televisione italiana, e, in assoluto, il programma televisivo più seguito del Capodanno in Italia?
Non sarà che forse - novità delle novità - quest'anno RAI 5 ha deciso di ritrasmettere nella serata di Capodanno solo il Concerto viennese, e non quello veneziano?
Iscriviti a:
Post (Atom)