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martedì 7 novembre 2017
Il TALENT di musica classica serve più ai Conservatori o ad AMADEUS (rivista)?
La risposta è perfino ovvia: serve più, forse esclusivamente, ad Amadeus il talent dedicato alla musica classica e riservato alla sessantina di Conservatori italiani che la rivista milanese ha appena organizzato. Anche perchè i Conservatori, dove nulla o quasi è cambiato negli ultimi dieci anni - perfino la cosiddetta riforma non ha prodotto nessun risultato - non hanno bisogno di un altro talent, avendone già uno (Premio Nazionale delle Arti) i cui effetti non si vedono e nulla di veramente positivo ha prodotto per i talenti di questo talent organizzato dal Ministero. Amadeus sembra voler ripetere il tentativo non riuscito di un'altra rivista di musica italiana che, nella speranza di vendere qualche copia in più, ha scelto di fare da megafono alle scuole di musica in Italia
Il Premio nazionale delle Arti, del quale abbiamo seguito negli anni passati lo svolgimento, faceva sfilare i vincitori delle varie sezioni, in una superfinalissima che, almeno per un paio di anni, s'è svolta nel teatro all'aperto dell'Accademia nazionale di Danza, a Roma, sull'Aventino. Quando vi assistemmo, ne uscimmo disgustati per l'approssimazione del suo svolgimento, lo scarso peso dato dagli stessi organizzatori ai vincitori delle varie sezioni, la deprimente premiazione che consisteva in una improbabile scultura, pesantissima, a favore di telecamere di uno spettacolo televisivo che definire vergognoso è quasi gentile. Aggiungiamo solo che delle esecuzioni musicali in loco non fotteva nulla a nessuno. E poi? Poi nulla.
Stessa sorte è toccata alla Orchestra nazionale dei Conservatori italiani, fondata ormai parecchi anni fa, affidata per la gestione a chi non aveva nulla da spartire con il settore, fatta finire - come la quasi totalità di iniziative pubbliche relative alla musica - nella sciatteria più totale, con punte di sfruttamento. L'orchestra, vale la pena ricordarlo, si ricostituisce in determinate circostanze, soprattutto di rappresentanza pubblica, con nessun giovamento per i giovani strumentisti.
Non parliamo di TIM, quel torneo musicale, addirittura 'internazionale', che per molti anni organizzò Luigi Fait & Figlio, alle cui selezioni assistemmo spesso, uscendone disgustati; e del quale in qualche occasione, abbiamo rivelato particolari che avevano a che fare con il profitto dei giovani, più che con la promozione del loro talento musicale.
Prima di Amadeus, un'altra rivista musicale italiana, Suonare News, ha deciso di puntare sui Conservatori, sperando di trovarvi affezionati lettori. Non ci sembra, anche in questo caso, abbia sortito qualche reale vantaggio per gli allievi e diplomati dei Conservatori, e neppure - a nostro modesto avviso - per la rivista in questione che marginale era e tale è rimasta, conseguenza della dozzinale qualità giornalistica e dei contenuti, e ininfluente anche nel mercato editoriale (quanto vende?). La pubblicazione ogni anno dell'elenco dei diplomati serve solo a vendere qualche copia in più. E basta. E questo può servire ai talenti musicali italiani? Certo che no!
Se si vuole trovare una iniziativa meritoria ed utile rivolta ai migliori allievi dei nostri Conservatori, si deve tornare indietro nel tempo, alla ricorrenza delle 'Celebrazioni Mozartiane' del 1992, avviate già un triennio prima, con un grande dispendio di soldi pubblici.
In quell'occasione il CIDIM e l'ISMEZ organizzarono con la rivista Piano Time, che noi dirigevamo, un progetto (da noi formulato , presentato al CIDIM e diretto in tutte le fasi di svolgimento), completamente finanziato con soldi pubblici e che consisteva: 1. in una selezione dei migliori studenti di pianoforte, prossimi al diploma dei nostri Conservatori; 2. in una finale ospitata a Palermo, davanti ad una giuria presieduta da Paul Badura-Skoda; 3. nella individuazione di una cinquina di vincitori; 4. nell'offerta a detta cinquina di un corso di perfezionamento - gratuito come tutto il resto, ospitalità compresa - sotto la guida di Badura-Skoda, della durata di una settimana; 5. nella scelta da parte del noto concertista di una coppia di vincitori; 6. nella registrazione di un CD mozartiano dei due vincitori, sotto la guida di Badura -Skoda e con la consulenza tecnica di un ingegnere del suono fra in più noti (Gallia); 7. la pubblicazione del CD, che fu tardivamente, allegato alla rivista Applausi; 8. infine, una tournée di concerti per la stagione successiva. Che fu l'unica cosa abortita perché le istituzioni musicali italiane aderenti al CIDIM - CAPOFILA la famosa IUC di Roma - pur avendo aderito al progetto, organizzato dal CIDIM e dall'ISMEZ, ritennero, se avessero ospitato in stagione la coppia di ottimi giovani pianisti, limitate nelle loro scelte artistiche. Capito?
Di quel progetto, il cui costo fu a totale carico dello Stato (fondi per le celebrazioni mozartiane), i migliori allievi dei nostri Conservatori, quelli che vi parteciparono - non furono tantissimi perchè temettero che come in altre occasioni fosse un modo per sfruttarli i giovani - ebbero reali vantaggi.
Come sicuramente Amadeus che cerca vantaggi soprattutto per sè, non offrirà. Infatti che succede al vincitore del talent? Quali reali opportunità gli saranno offerte, sia dal punto di vista della formazione che della professione? E se ormai niente più riescono a garantire importanti concorsi internazionali, salvo rarissime occasioni, cosa può una istituzione che è semplicemente un organo di informazione?
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venerdì 8 luglio 2016
Decreto Franceschini del 1 luglio 2014 su riforma del FUS? Una vera SCHIFEZZA
Le associazioni che hanno sottoscritto la lettera di sostegno alla riforma - cosiddetta - di Franceschini, sostengono che la nuova normativa introdotta con il decreto del 1 luglio 2014, al quale lavorò mettendoci tutto se stesso anima e corpo Salvo Nastasi, introduce almeno due elementi di novità di non poco valore.
Fino a quel momento i finanziamenti del FUS venivano attribuiti sulla base di un trascorso storico, dal quale non ci si discostava poi tanto, sia aggiungendo che togliendo; ed inoltre che per nuovi soggetti era difficile, anzi impossibile entrare nella cerchia delle istituzioni finanziate con il FUS.
Se è abbastanza vera la prima delle due affermazioni, sebbene numerose siano le eccezioni (si prendano ad esempio le istituzioni che 'promuovono' la musica , come Cidim, Ismez, Irtem, Cemat e si constaterà che per ciascuna di esse le variazioni quantitative dei finanziamenti si sono verificate anche prima dell'introduzione della riforma - cosiddetta- di Franceschini-Nastasi. Alcune di esse sono state punite - Cidim - altre graziate - Ismez, mantenendo intatti i finanziamenti - altre, infine, cancellate, come l'Irtem e, a seguito della riforma - cosiddetta- anche il Cemat), risulta del tutto indimostrabile la seconda e che cioè nuovi soggetti, se non benedetti dal Ministro o dai suoi scagnozzi, possano entrare nel finanziamento del FUS. Salvo i soggetti di amici o padrini.
Non molti anni fa, su iniziativa di Abbado e con l'aiuto, soprattutto organizzativo, di Federculture, è stato introdotto in Italia il famoso 'Sistema delle Orchestre e Cori giovanili e infantili' nato in Venezuela, per iniziativa di Abreu. Grossi di Federculture, a nome del Sistema, fece successivamente richiesta a Nastasi per un finanziamento FUS, in considerazione dell'importanza educativa di tale introduzione e della bella attività avviata.
Un ministero di persone per bene avrebbe dovuto rispondere positivamente. Sapete come rispose, letteralmente, Nastasi, il grande benefattore delle cultura in Italia? La richiesta non può essere accolta perché il sistema di autofinanzia da sé, e come ha fatto finora può continuare a farlo in futuro.
Vi sembra la risposta di una persona, in rappresentanza del Ministero, che ha a cuore la cultura e premia le nuove iniziativa di un certo valore? A noi no!
Lo stesso discorso si può fare per almeno un'altra benemerita associazione attiva da molti anni in Italia, anche questa autofinanziata dai soci e cioè la Feniarco , che sta per 'Federazione nazionale italiana associazioni regionali cori', che raccoglie alcune migliaia di associati che si riuniscono mediamente in tutte le parti di Italia, almeno due volte a settimana per cantare insieme.(Inimmaginabile in un paese come il nostro in cui la politica culturale l'ha fatto il Ministero in cui ha comandato per anni ed anni Nastasi).
L' Associazione riceveva dallo Stato qualcosa come 250.000 Euro circa - se ricordiamo bene - per organizzare le manifestazioni nazionali ed ogni altra iniziativa di coordinamento nazionale. Non crediamo di sbagliarci se ricordiamo che anche quel finanziamento fu tolto.
Non è un caso che alla grande manifestazione che ha avuto luogo a Napoli, in Piazza Plebiscito, lo scorso 9 aprile, 'la piazza incantata' e che ha riunito alcune migliaia di coristi di tutta Italia, il Ministero di Franceschini era assente.
Lo stesso discorso si potrebbe fare per le 'Bande musicali' sacrificate alle bande di ladri ed im broglioni che scorazzano per l'Italia.
Sì, è vero, ci sono iniziative, ritenute di grande pregio, che il Ministero finanzia anche alla loro prima edizione(Nel precedente post ne abbiamo segnalato una che in pochissimi anni ha perso, secondo noi, quel pò di pregio che forse aveva all'inizio, e comunqnue continua ad essere finanziata).
Un esempio su tutti. Il festival o qualcosa di simile, intitolato 'Cantieri dell'immaginario' o giù di lì che Nastasi, su suggerimento di Minoli a Bertolaso, con la benedizione di Letta ( che poi farà da padrino di nozze a Nastasi ) impiantò a L'Aquila all'indomani del terremoto (sacrosanta iniziativa , intendiamoci, che però Nastasi non ha replicato in Emilia, dopo il terremoto che colpì una vasta zona di quella regione, sapete perchè? noi lo sappiamo, ma anche voi potrete dedurlo con un semplice ragionamento) e proseguì per alcuni anni dopo, bellamente finanziato. In quel 'cantiere, seppure immaginario, trovò lavoro anche Giulia Minoli che conobbe Nastasi, e viceversa, ed i due poi si sposarono. La Minoli fondò una onlus (dal significativo nome 'CO2', che sta per 'crisi's opportunity', ma resta sempre vedere per chi) che negli anni successivi sì è data molto da fare e molto ha fatto, senza - sia chiaro - che il marito Nastasi, l'aiutasse minimamente, dopo lo scivolone della sua assunzione al Teatro san Carlo, come responsabile del Museo, assunta proprio da Nastasi che in quel tempo era Commissario del teatro - o subito dopo, per non dare nell'occhio - con uno stipendio niente male( 4.000 Euro, secondo Dagospia)
Tanto per aggiungere notizia a notizia sulla Nastasi-Minoli 'story', un lungo reportage del 'Corriere del Mezzogiorno' di un paio di anni fa, rivelò che la Società della Minoli ebbe un incarico professionale, della durata di qualche anno, da una società inquisita per i restauri al teatro di Pompei, per i quali anche il suo maritino fu chiamato in causa. L'articolo-denuncia al quale ci riferiamo, l'abbiamo letto per caso qualche giorno fa e per questo solo ora ve ne riferiamo, e non prima, quando delle imprese della coppia vi abbiamo parlato, pur non citandole tutte.
Questa è l'Italia della cultura i cui finanziamenti Franceschini vorrebbe riformare, e questo è il Ministero, dal quale, come da un faro accecante, viene fatta luce sull'Italia del malaffare e degli interessi privati, degli altri, che Franceschini e Nastasi hanno sempre detto e finto di combattere .
Fino a quel momento i finanziamenti del FUS venivano attribuiti sulla base di un trascorso storico, dal quale non ci si discostava poi tanto, sia aggiungendo che togliendo; ed inoltre che per nuovi soggetti era difficile, anzi impossibile entrare nella cerchia delle istituzioni finanziate con il FUS.
Se è abbastanza vera la prima delle due affermazioni, sebbene numerose siano le eccezioni (si prendano ad esempio le istituzioni che 'promuovono' la musica , come Cidim, Ismez, Irtem, Cemat e si constaterà che per ciascuna di esse le variazioni quantitative dei finanziamenti si sono verificate anche prima dell'introduzione della riforma - cosiddetta- di Franceschini-Nastasi. Alcune di esse sono state punite - Cidim - altre graziate - Ismez, mantenendo intatti i finanziamenti - altre, infine, cancellate, come l'Irtem e, a seguito della riforma - cosiddetta- anche il Cemat), risulta del tutto indimostrabile la seconda e che cioè nuovi soggetti, se non benedetti dal Ministro o dai suoi scagnozzi, possano entrare nel finanziamento del FUS. Salvo i soggetti di amici o padrini.
Non molti anni fa, su iniziativa di Abbado e con l'aiuto, soprattutto organizzativo, di Federculture, è stato introdotto in Italia il famoso 'Sistema delle Orchestre e Cori giovanili e infantili' nato in Venezuela, per iniziativa di Abreu. Grossi di Federculture, a nome del Sistema, fece successivamente richiesta a Nastasi per un finanziamento FUS, in considerazione dell'importanza educativa di tale introduzione e della bella attività avviata.
Un ministero di persone per bene avrebbe dovuto rispondere positivamente. Sapete come rispose, letteralmente, Nastasi, il grande benefattore delle cultura in Italia? La richiesta non può essere accolta perché il sistema di autofinanzia da sé, e come ha fatto finora può continuare a farlo in futuro.
Vi sembra la risposta di una persona, in rappresentanza del Ministero, che ha a cuore la cultura e premia le nuove iniziativa di un certo valore? A noi no!
Lo stesso discorso si può fare per almeno un'altra benemerita associazione attiva da molti anni in Italia, anche questa autofinanziata dai soci e cioè la Feniarco , che sta per 'Federazione nazionale italiana associazioni regionali cori', che raccoglie alcune migliaia di associati che si riuniscono mediamente in tutte le parti di Italia, almeno due volte a settimana per cantare insieme.(Inimmaginabile in un paese come il nostro in cui la politica culturale l'ha fatto il Ministero in cui ha comandato per anni ed anni Nastasi).
L' Associazione riceveva dallo Stato qualcosa come 250.000 Euro circa - se ricordiamo bene - per organizzare le manifestazioni nazionali ed ogni altra iniziativa di coordinamento nazionale. Non crediamo di sbagliarci se ricordiamo che anche quel finanziamento fu tolto.
Non è un caso che alla grande manifestazione che ha avuto luogo a Napoli, in Piazza Plebiscito, lo scorso 9 aprile, 'la piazza incantata' e che ha riunito alcune migliaia di coristi di tutta Italia, il Ministero di Franceschini era assente.
Lo stesso discorso si potrebbe fare per le 'Bande musicali' sacrificate alle bande di ladri ed im broglioni che scorazzano per l'Italia.
Sì, è vero, ci sono iniziative, ritenute di grande pregio, che il Ministero finanzia anche alla loro prima edizione(Nel precedente post ne abbiamo segnalato una che in pochissimi anni ha perso, secondo noi, quel pò di pregio che forse aveva all'inizio, e comunqnue continua ad essere finanziata).
Un esempio su tutti. Il festival o qualcosa di simile, intitolato 'Cantieri dell'immaginario' o giù di lì che Nastasi, su suggerimento di Minoli a Bertolaso, con la benedizione di Letta ( che poi farà da padrino di nozze a Nastasi ) impiantò a L'Aquila all'indomani del terremoto (sacrosanta iniziativa , intendiamoci, che però Nastasi non ha replicato in Emilia, dopo il terremoto che colpì una vasta zona di quella regione, sapete perchè? noi lo sappiamo, ma anche voi potrete dedurlo con un semplice ragionamento) e proseguì per alcuni anni dopo, bellamente finanziato. In quel 'cantiere, seppure immaginario, trovò lavoro anche Giulia Minoli che conobbe Nastasi, e viceversa, ed i due poi si sposarono. La Minoli fondò una onlus (dal significativo nome 'CO2', che sta per 'crisi's opportunity', ma resta sempre vedere per chi) che negli anni successivi sì è data molto da fare e molto ha fatto, senza - sia chiaro - che il marito Nastasi, l'aiutasse minimamente, dopo lo scivolone della sua assunzione al Teatro san Carlo, come responsabile del Museo, assunta proprio da Nastasi che in quel tempo era Commissario del teatro - o subito dopo, per non dare nell'occhio - con uno stipendio niente male( 4.000 Euro, secondo Dagospia)
Tanto per aggiungere notizia a notizia sulla Nastasi-Minoli 'story', un lungo reportage del 'Corriere del Mezzogiorno' di un paio di anni fa, rivelò che la Società della Minoli ebbe un incarico professionale, della durata di qualche anno, da una società inquisita per i restauri al teatro di Pompei, per i quali anche il suo maritino fu chiamato in causa. L'articolo-denuncia al quale ci riferiamo, l'abbiamo letto per caso qualche giorno fa e per questo solo ora ve ne riferiamo, e non prima, quando delle imprese della coppia vi abbiamo parlato, pur non citandole tutte.
Questa è l'Italia della cultura i cui finanziamenti Franceschini vorrebbe riformare, e questo è il Ministero, dal quale, come da un faro accecante, viene fatta luce sull'Italia del malaffare e degli interessi privati, degli altri, che Franceschini e Nastasi hanno sempre detto e finto di combattere .
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martedì 12 agosto 2014
Toh, si risente Sisinio Zito
Ciò che stiamo per scrivere nulla a che a che fare con i meriti dell'ex senatore PSI, e non vuole essere un giudizio sulla sua lunghissima attività di operatore nel settore della cultura, semplicemente la sottolineatura della sua longevità all'ombra della politica.
Sisinio Zito ha fatto un cammino al contrario:da senatore sottosegretario in vari dicasteri, a senatore semplice, poi sindaco, consigliere comunale, a Roccella Jonica, per restare presidente del rinomato locale Festival Jazz, dal quale ascoltiamo il suo grido di dolore unito alla richiesta di aiuto. Il festival quest'anno si terrà, parte subito, parte in autunno, se dio vuole - ha denunciato l'ex senatore che noi, almeno di nome, conosciamo dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, precisamente dal 1989. E' una storia lontana che giova conoscere.
All'epoca dirigevamo Piano Time, anche se la nostra permanenza alla direzione della rivista si sarebbe bruscamente interrotta agli inizi del 1990, per insanabili dissidi con l'editore, così bravo da mandare a puttane la più importante rivista di musica di quegli anni.
Si allestiva quella grande mangiatoia che fu l'anniversario mozartiano del 1992, a duecento anni dalla morte del grande compositore. Tutta l'Europa si mosse, Italia inclusa, lautamente foraggiata dal Ministero, allora governato da socialisti che, davanti alla ricca mangiatoia, non volevano certo distrarre lo sguardo, per lasciar abbuffare altri. A gestirla il CIDIM di Francesco Agnello, ma direttore delle manovre il socialistissimo Italo Gomez . Quando avemmo fra le mani il programma di quelle celebrazioni, notammo come in esso nulla vi era stato previsto per coinvolgere i musicisti, tantissimi, dei nostri Conservatori, specie gli studenti agli ultimi anni di apprendistato o appena in carriera. Telefonammo ad Agnello per dirgli di quest nostra scoperta, ed egli ci chiese di preparare un progetto in tal senso. Lo preparammo, lo sottoponemmo alla sua attenzione, gli piacque, e decise di inserirlo nel programma delle manifestazioni triennali.
Il progetto, 'Amadeus Giovani' (titolo banale, ma chiaro, e con molta sostanza) si articolava in tre fasi. Veniva richiesto agli insegnanti di pianoforte dei nostri oltre sessanta Conservatori, di inserire nel programma di studio dell'anno, alcune sonate di Mozart; tale studio veniva affiancato da alcuni saggi su tale repertorio che 'Piano Time' pubblicava, a firma di Paul Badura-Skoda, coinvolto nell'intero progetto. Agli stessi insegnanti veniva richiesto di indicare, sulla base di una selezione interna, il candidato da inviare a Palermo, per la successiva tappa del progetto. A Palermo, ospitati gratuitamente, gli allievi prescelti avrebbero dovuto suonare davanti ad una giuria presieduta da Badura-Skoda; dal cui insindacabile giudizio, doveva venir fuori un gruppo di sei /sette pianisti, i quali venivano ulteriormente omaggiati di un corso di perfezionamento con Badura- Skoda, al termine del quale egli avrebbe indicato i due vincitori, non uno solo, per ragioni anche educative che non serve illustrare agli acuti lettori del nostro blog. I due avrebbero poi studiato un repertorio opportunamente scelto da Badura-Skoda, d'accordo con l'autore del progetto, il sottoscritto, e convocati a registrare un CD con quelle musiche, per la cui registrazione, sotto la supervisione del celebre concertista-didatta austriaco, ci si avvaleva di un ingegnere del suono superlativo, il dott. Gallia della Decca. Insomma un bel progetto, a vantaggio dei giovani. E qui entra i scena il senatore Zito, del tutto ignaro del marchingegno inventato da Agnello e nel quale sarebbe stato coinvolto. Agnello, per non gestire da solo la montagna di denaro, in parte buttato nel nome di Mozart, doveva spartirlo con altri enti che si occupavano, come il CIDIM - che restava comunque il maggiore - della promozione della musica. Ad esempio con l'ISMEZ, sigla sibillina per indicare una istituzione di matrice socialista che doveva spartirsi la mangiatoia di quegli anni con il CIDIM, di marca democristiana, o con l'IRTEM, comunista ( Il CIDIM ora tira a campare, l'ISMEZ sembra dare segni di maggiore vitalità; l'IRTEM non sappiamo che fine abbia fatto; nel frattempo è nato il CEMAT, che si occupa di musica d'oggi).
ISMEZ sta per Istituto per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno. Sisinio Zito ne era allora il Presidente; all'ISMEZ lavorava, dall'interno del CIDIM, con una specie di 'distacco' ma con incarico dirigenziale, Marina Carloni, che poi ne è divenuta presidente.
Insomma Agnello, sapendo di mangiare più di tutti, per tener buoni tutte le altre insaziabili belve affamate, che giravano rabbiose, intorno a quella tavola imbandita, mi chiamò per dirmi che quel progetto, per ragioni che non c'era bisogno che mi spiegasse perchè le capivo bene anche io che ero fuori da tutti i giochi politici, doveva gestirlo l'ISMEZ. E così fu.
Si trattava di un progetto che alla fine costò, credo, un centinaio di milioni, forse centoventi, di lire. Briciole di fronte ai miliardi che amministrò Gomez e la sua corte. Agnello combinò un incontro con Gomez, che avevo in altra occasione attaccato duramente su Piano Time - non mi sfuggirono naturalmente le ragioni di quell'incontro pacificatore, ma per la causa del progetto mandai giù, facendo finta di nulla - al termine del quale mi si disse dell'ISMEZ. Non conosceva quella sigla se non di nome. Mi venne detto di mandare il progetto al senatore Zito il quale, formalmente, doveva approvarlo, approvando anche la previsione di spesa e le modalità di svolgimento, già tutte da me definite, e i tempi del pagamento.
La cosa si svolse nel migliore dei modi; a testimonianza resta oltre che il gran bel ricordo e la riconoscenza di tanti giovani musicisti, il CD registrato e poi pubblicato dalla rivista 'Applausi', quattro o cinque anni dopo la sua registrazione.
Di quel progetto solo un particolare elemento non andò in porto. Era previsto che i due vincitori, dopo la registrazione del CD e di un altro periodo di studio con Badura-Skoda, avrebbero dovuto suonare in parecchie associazioni concertistiche aderenti al CIDIM. Il che non avvenne.
Ricordo una risposta a tale richiesta, che mi colpì particolarmente, quella di Lina Fortuna, allora a capo dell IUC - ma lo era da secoli - e che poi, alla sua morte sarebbe finite nelle mani di sua figlia, dopo che Lei l'aveva ereditata da suo marito. Una integrità mai eguagliata! Lina Fortuna ebbe la sfacciataggine di opporre che nella sua IUC , la presenza di un duo poteva essere letta come 'non professionale', insomma poco seria. Capito? Insomma Lei, che la musica non sapeva dove fosse di casa, ebbe la sfrontatezza di opporre il suo parere a quello di Badura-Skoda. Una vergogna che non le perdoniamo neanche da morta, in nome di quei due giovani pianisti che, ovviamente, hanno poi fatto carriera. Non possiamo perdonarglielo, dopo aver visto, e non solo alla IUC, tante cose strane che ben altra censura avrebbero dovuto meritare dall'integerrima Fortuna, per quanto le riguardava.
Torniamo da dove eravamo partiti. Insomma l'ex senatore Zito, alle soglie degli ottant'anni, è ancora sulla breccia. Come può cambiare il nostro paese se alcuni potenti o ex potenti non mollano mai l'osso, per godersi il riposo meritato?
Sisinio Zito ha fatto un cammino al contrario:da senatore sottosegretario in vari dicasteri, a senatore semplice, poi sindaco, consigliere comunale, a Roccella Jonica, per restare presidente del rinomato locale Festival Jazz, dal quale ascoltiamo il suo grido di dolore unito alla richiesta di aiuto. Il festival quest'anno si terrà, parte subito, parte in autunno, se dio vuole - ha denunciato l'ex senatore che noi, almeno di nome, conosciamo dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, precisamente dal 1989. E' una storia lontana che giova conoscere.
All'epoca dirigevamo Piano Time, anche se la nostra permanenza alla direzione della rivista si sarebbe bruscamente interrotta agli inizi del 1990, per insanabili dissidi con l'editore, così bravo da mandare a puttane la più importante rivista di musica di quegli anni.
Si allestiva quella grande mangiatoia che fu l'anniversario mozartiano del 1992, a duecento anni dalla morte del grande compositore. Tutta l'Europa si mosse, Italia inclusa, lautamente foraggiata dal Ministero, allora governato da socialisti che, davanti alla ricca mangiatoia, non volevano certo distrarre lo sguardo, per lasciar abbuffare altri. A gestirla il CIDIM di Francesco Agnello, ma direttore delle manovre il socialistissimo Italo Gomez . Quando avemmo fra le mani il programma di quelle celebrazioni, notammo come in esso nulla vi era stato previsto per coinvolgere i musicisti, tantissimi, dei nostri Conservatori, specie gli studenti agli ultimi anni di apprendistato o appena in carriera. Telefonammo ad Agnello per dirgli di quest nostra scoperta, ed egli ci chiese di preparare un progetto in tal senso. Lo preparammo, lo sottoponemmo alla sua attenzione, gli piacque, e decise di inserirlo nel programma delle manifestazioni triennali.
Il progetto, 'Amadeus Giovani' (titolo banale, ma chiaro, e con molta sostanza) si articolava in tre fasi. Veniva richiesto agli insegnanti di pianoforte dei nostri oltre sessanta Conservatori, di inserire nel programma di studio dell'anno, alcune sonate di Mozart; tale studio veniva affiancato da alcuni saggi su tale repertorio che 'Piano Time' pubblicava, a firma di Paul Badura-Skoda, coinvolto nell'intero progetto. Agli stessi insegnanti veniva richiesto di indicare, sulla base di una selezione interna, il candidato da inviare a Palermo, per la successiva tappa del progetto. A Palermo, ospitati gratuitamente, gli allievi prescelti avrebbero dovuto suonare davanti ad una giuria presieduta da Badura-Skoda; dal cui insindacabile giudizio, doveva venir fuori un gruppo di sei /sette pianisti, i quali venivano ulteriormente omaggiati di un corso di perfezionamento con Badura- Skoda, al termine del quale egli avrebbe indicato i due vincitori, non uno solo, per ragioni anche educative che non serve illustrare agli acuti lettori del nostro blog. I due avrebbero poi studiato un repertorio opportunamente scelto da Badura-Skoda, d'accordo con l'autore del progetto, il sottoscritto, e convocati a registrare un CD con quelle musiche, per la cui registrazione, sotto la supervisione del celebre concertista-didatta austriaco, ci si avvaleva di un ingegnere del suono superlativo, il dott. Gallia della Decca. Insomma un bel progetto, a vantaggio dei giovani. E qui entra i scena il senatore Zito, del tutto ignaro del marchingegno inventato da Agnello e nel quale sarebbe stato coinvolto. Agnello, per non gestire da solo la montagna di denaro, in parte buttato nel nome di Mozart, doveva spartirlo con altri enti che si occupavano, come il CIDIM - che restava comunque il maggiore - della promozione della musica. Ad esempio con l'ISMEZ, sigla sibillina per indicare una istituzione di matrice socialista che doveva spartirsi la mangiatoia di quegli anni con il CIDIM, di marca democristiana, o con l'IRTEM, comunista ( Il CIDIM ora tira a campare, l'ISMEZ sembra dare segni di maggiore vitalità; l'IRTEM non sappiamo che fine abbia fatto; nel frattempo è nato il CEMAT, che si occupa di musica d'oggi).
ISMEZ sta per Istituto per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno. Sisinio Zito ne era allora il Presidente; all'ISMEZ lavorava, dall'interno del CIDIM, con una specie di 'distacco' ma con incarico dirigenziale, Marina Carloni, che poi ne è divenuta presidente.
Insomma Agnello, sapendo di mangiare più di tutti, per tener buoni tutte le altre insaziabili belve affamate, che giravano rabbiose, intorno a quella tavola imbandita, mi chiamò per dirmi che quel progetto, per ragioni che non c'era bisogno che mi spiegasse perchè le capivo bene anche io che ero fuori da tutti i giochi politici, doveva gestirlo l'ISMEZ. E così fu.
Si trattava di un progetto che alla fine costò, credo, un centinaio di milioni, forse centoventi, di lire. Briciole di fronte ai miliardi che amministrò Gomez e la sua corte. Agnello combinò un incontro con Gomez, che avevo in altra occasione attaccato duramente su Piano Time - non mi sfuggirono naturalmente le ragioni di quell'incontro pacificatore, ma per la causa del progetto mandai giù, facendo finta di nulla - al termine del quale mi si disse dell'ISMEZ. Non conosceva quella sigla se non di nome. Mi venne detto di mandare il progetto al senatore Zito il quale, formalmente, doveva approvarlo, approvando anche la previsione di spesa e le modalità di svolgimento, già tutte da me definite, e i tempi del pagamento.
La cosa si svolse nel migliore dei modi; a testimonianza resta oltre che il gran bel ricordo e la riconoscenza di tanti giovani musicisti, il CD registrato e poi pubblicato dalla rivista 'Applausi', quattro o cinque anni dopo la sua registrazione.
Di quel progetto solo un particolare elemento non andò in porto. Era previsto che i due vincitori, dopo la registrazione del CD e di un altro periodo di studio con Badura-Skoda, avrebbero dovuto suonare in parecchie associazioni concertistiche aderenti al CIDIM. Il che non avvenne.
Ricordo una risposta a tale richiesta, che mi colpì particolarmente, quella di Lina Fortuna, allora a capo dell IUC - ma lo era da secoli - e che poi, alla sua morte sarebbe finite nelle mani di sua figlia, dopo che Lei l'aveva ereditata da suo marito. Una integrità mai eguagliata! Lina Fortuna ebbe la sfacciataggine di opporre che nella sua IUC , la presenza di un duo poteva essere letta come 'non professionale', insomma poco seria. Capito? Insomma Lei, che la musica non sapeva dove fosse di casa, ebbe la sfrontatezza di opporre il suo parere a quello di Badura-Skoda. Una vergogna che non le perdoniamo neanche da morta, in nome di quei due giovani pianisti che, ovviamente, hanno poi fatto carriera. Non possiamo perdonarglielo, dopo aver visto, e non solo alla IUC, tante cose strane che ben altra censura avrebbero dovuto meritare dall'integerrima Fortuna, per quanto le riguardava.
Torniamo da dove eravamo partiti. Insomma l'ex senatore Zito, alle soglie degli ottant'anni, è ancora sulla breccia. Come può cambiare il nostro paese se alcuni potenti o ex potenti non mollano mai l'osso, per godersi il riposo meritato?
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