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mercoledì 24 gennaio 2018

Arena di Verona. Aria nuova, musica nuova e facce nuove. Cecilia Gasdia mette a nuovo l'Arena

Franceschini ha firmato il decreto di nomina del soprano veronese, ora non più in attività, Cecilia Gasdia a sovrintendente dell a Fondazione Arena di Verona, dopo la cura somministrata al malato  (per debiti) 'arena' da Carlo Fuortes e Giuliano Polo che hanno sciolto il corpo di ballo e chiusa la Fondazione per un paio di mesi, subito dopo la conclusione del festival areniano. Francesca Tartarotti, infermiera espertissima al capezzale dell'Arena malata, resterà in servizio?

Cecilia Gasdia, cui il decreto di nomina del ministro, dà atto di " specifica e comprovata esperienza nel settore dell'organizzazione musicale" (iniziare con una  solenne bugia inserita nel decreto ministeriale  non promette bene!) ha grandi idee sull'Arena.

Intanto  alcune indiscrezioni. Innanzitutto la nascita di uno specifico settore che,  quanto a numero di spettacoli, rischia di eguagliare quelle dell'opera nell' anfiteatro. Si chiama questo settore: 'Extra Arena' ( ce n'è uno analogo anche alle Terme di Caracalla gestite da Fuortes) la direzione artistica la Gasdia la affiderà a Pupo e l'organizzazione a Gianfranco Mazzi, di ritorno dai successi sanremesi. Il programma, prima ancora che quello operistico venga definito nei dettagli, è già noto: Morandi, Dylan, Lenny Kravitz, Deep Purple, Jovanotti, Scorpions, Sam Smith, Nek, Renza, Pezzali, Elio e Le storie tese - questi ultimi, anche all'Arena si prenderanno beffa del pubblico, con il nuovo brano che debutterà a Sanremo: Arrivedorci, scritto per continuare a cantare in giro, chissà per quanto mesi ancora. L'addio è rimandato!

 Una volta precisato questo che è il calendario di artisti  dell'Arena,  Gasdia pensa anche alla ricostituzione del Corpo di ballo, così indispensabile in Arena, per i cui spettacoli, si doveva ricorrere ad uno in affitto.  Anche per la reintrodotta attività del ballo, la Gasdia ha pensato di affidare la direzione artistica ad un nome di grande prestigio, Heather Parisi.

Cecilia Gasdia, che  intanto fa risparmiare all'Arena il compenso di un direttore artistico - non crediamo che Renzo Giacchieri, consulente per la direzione artistica  sarà compensato  quanto un direttore artistico, -  con i soldi risparmiati, potrà disporre di un gruppetto di consulenti. Intanto per la 'produzione  e casting' si avvarrà di un altro nome celebre, il jazzista, diplomato in tromba, Raffaele Polcino (  a Fortunato Ortombina, diplomato in trombone, non è stata affidata prima la direzione artistica ed ora anche la sovrintendenze dell'altra fondazione lirica veneta, la Fenice? Si vede che è una moda della regione nordica quella degli 'ottoni' esperti di cantanti) che si è distinto  lavorando a 'Classica', ma che nel frattempo deve essersi fatta una cultura in fatto di voci - di cosa altro dovrà occuparsi  quale manager dei casting ?

Il nuovo CdI ( l'organo  di  gestione, meglio di 'indirizzo') dell'Arena si è già costituito e affiancherà la sovrintendente nella gestione. Non si ha notizia della fine che hanno fatto gli industriali dell'intimo, che ai tempi di Tosi e del geometra-sovrintendente, Girondini, contavano molto in Arena. Cecilia, che fine hanno fatto? Non vedremo più sfilare  in Arena  reggiseni e slip? Ci mancheranno!

venerdì 11 novembre 2016

POLO (non POLLO): il nuovo sovrintendente dell'Arena di Verona

 Di Giuliano POLO, nuovo sovrintendente dell'Arena di Verona, che dovrebbe guidare la fondazione musicale 'a mezzi' con il commissario Carlo Fuortes, suo sponsor con Franceschini, sembrano tutti contenti, anzi lo sono. Si dichiarano tutti soddisfatti e spiegano: si vede che Renzi ha a cuore le sorti dell'Arena di Verona. L'unico che non si è fatto ancora sentire è Tosi, il sindaco che esce sconfitto da tutta la storia della Fondazione che presiedeva e dalla quale, momentaneamente, è stato estromesso, una volta sventate le sue manovre per rimettere in sella Girondini o per svendere la parte redditizia dell'Arena ( la stagione estiva, e lo spazio architettonico) a un paio di industriali veronesi.
 Diciamo momentaneamente solo perchè fra non molti mesi, in primavera, a Verona ci saranno le votazioni e Tosi si ripresenterà - come si dice - oppure  al suo posto  candiderà la sua compagna, parlamentare leghista, aderente al movimento di Tosi. E allora le cose potrebbero nuovamente cambiare.

Allora, una volta avviata sulla strada del risanamento dei conti, la Fondazione veronese potrebbe disgraziatamente tornare sotto l'influenza di Tosi , andandosi di nuovo a cercare guai. Ma forse, anche dopo le votazioni comunali, qualora dovesse restare al potere Tosi o la sua compagna, che è la stessa cosa, Franceschini potrebbe allungare il tempo del commissariamento e lasciarvi lì come sovrintendente 'a mezzi' con il commissario, e sotto la vigilanza di Tartarotti/Turandot, POLO.

E' così isolato Tosi, nella questione Arena, il cui sfracello  è stato evitato solo  all'ultimo minuto, ma che, in qualche maniera, lui ha consentito, chiudendo gli occhi sull'amministrazione del suo delfino Girondini, il famoso perito agrario, che anche la Lega -per la resa dei conti  e la faida interna al partito  prima di Bossi ed ora di Salvini - plaude apertamente all'arrivo del nuovo sovrintendente, fatto prelevare a Franceschini dall'Accademia di Santa Cecilia, per ordine di Fuortes. E plaudono naturalmente tutti gli altri partiti, PD compreso.

Lo stesso PD, che a Verona plaude,  e che a Bologna tace sulle possibili tragiche sorti del Teatro Comunale presieduto da Nicola Sani, che si è visto decurtare il finanziamento statale ed è alla ricerca disperata di soldi. Il Comune, PD, fa orecchie da mercante, ed il Teatro bolognese rischia di fare una brutta fine. La stessa che stava per fare Verona, evitata solo all'ultimo minuto.

P.S. Sul sito dell'ANFOLS, nella sezione STAMPA, che riproduce  articoli riguardanti le fondazioni liriche - una rassegna stampa fornita all'Associazione di categoria delle Fondazioni liriche direttamente dall'AGIS di Carlo Fontana -  nell'articolo riguardante la nomina del nuovo sovrintendente veronese, il cognome dell'interessato, POLO, viene storpiato in POLLO. Si tratterà di una svista alla quale non costerà molto rimediare, quanto prima; per non dare l'impressione che l'ANFOLS ritenga il nuovo sovrintendente un volatile che, partitosi da Roma, sia andato volontariamente a farsi spennare a Verona.

mercoledì 9 novembre 2016

All'Arena di Verona un sovrintendente 'irresponsabile', per volere di Fuortes

Grandi manovre all'ombra del colosseo della lirica mondiale, l'Arena di Verona. Il commissario nominato da Franceschini, prima dell'estate,  con l'incarico di evitare il fallimento della Fondazione lirica veronese, Carlo Fuortes, avrebbe fatto il suo lavoro, fra i mugugni generali, specie per quei due mesi di chiusura della Fondazione e per il licenziamento del corpo di ballo. Certo contenti i lavoratori non sono, ma forse non c'era altra strada per evitare il fallimento - che mai e poi mai sarebbe potuto avvenire, diciamocelo con chiarezza. Forte e contento di tale risultato, il sindaco Tosi contava di ricostituire il CdI (Consiglio di Indirizzo) - così si chiama ora il vecchio Consiglio di Amministrazione  delle Fondazioni liriche - e di rimettere in sella il perito agrario Girondini che lui aveva promosso sovrintendente, per meriti e competenze di militanza leghista, e che era all'origine del dissesto finanziario della fondazione che - non dimentichiamolo - vanta la platea più vasta del mondo, da tutti invidiata, ed anche  la più grande emorragia di soldi pubblici per contentare parenti ed amici degli amici dell'ex perito agrario e del sindaco suo protettore.

In verità Tosi proponeva anche una seconda soluzione, un piano B, dopo il fallimento del piano A- che era quello di riportare Girondini in sella. Voleva cioè chiudere l'Arena e creare una nuova società per la sola stagione estiva, con soci privati  attinti dal ricco milieu industriale della zona. E le prove generali le aveva fatte fare già da un pio d'anni dallo stesso Girondini, con la creazione della società 'Extra' che gestiva le attività 'in attivo' dell'Arena. La storia dell'Arena e la sua attività nel resto dell'anno Tosi le  avrebbe mandate a farsi fottere volentieri e senza nessun rimpianto.

Una volta approntato il piano di risanamento, per poter far arrivare all'Arena i fondi previsti dalla legge Bray, il commissario Fuortes sarebbe potuto tornare a Roma a fare il sovrintendente all'Opera, anche per gestire il via vai di grandi registi cinematografici scritturati per le opere in cartellone.
 E invece no, gli stessi lavoratori- 'cornuti e mazziati', si direbbe a Roma - avrebbero gradito la permanenza di Fuortes, perchè non si fidano di quelli che Tosi vorrebbe far rientrare dalla finestra in Arena. E così Fuortes ha avuto il suo commissariamento prolungato fino a marzo 2017, quando ci saranno le elezioni comunali a Verona, dove potrebbe candidarsi la compagna di Tosi e saremmo di nuovo 'punto e a capo' di una storia già vista, con la costituzione di un nuovo CdI, di nomina 'Tosi & famiglia'.

Ad affiancare già Girondini, a febbraio, e poi Fuortes  è arrivata la principessina di casa Micheli, Francesca Tartarotti, prelevata dall'Opera di Firenze, direttamente da Renzi per premiare  Tosi con il quale negli ultimi tempi sembrava essersi creato un feeling da sfruttare in futuro. Di lei si dice  che se non funzionasse come amministratrice, potrebbe impersonare  Turandot, la principessa di ghiaccio, come controfigura in Arena, la prossima estate, per via di quel suo sguardo irresistibile e fulminante nello stesso tempo..

Ma la stagione chi la fa? Chi scrittura gli artisti? Fuortes che non sa neanche distinguere un soprano da un basso?  Anche per questo problema è pronta la soluzione; ed è lo stesso Fuortes a suggerirla, di gran fretta, a Franceschini, facendogli nominare sovrintendente Giuliano Polo, in forza  all'Accademia di Santa Cecilia, sebbene ai conti dovrà pensarci sempre lui e la Tartarotti. E dunque un sovrintendente, al debutto in tale carica, che non deve fare il sovrintendente, ma il direttore artistico, e che però a sua volta non essendone capace (non l'ha mai fatto, anche se prima di fare l'amministratore faceva il musicista - ma fare il direttore artistico e in un teatro d'opera  siamo convinti sia cosa ben diversa) si servirà  di un assistente, Giampiero Sobrino, anch'egli musicista, che proviene dal Teatro Verdi di Salerno, feudo di De Luca, che appartiene al 'giglio magico' di Renzi. Ma al giglio magico allargato.