La crisi dell'Arena con il suo enorme buco di bilancio, Tosi sindaco e sovrintendente il suo amico geometra, Girondini, sembrava alle spalle dopo l'arrivo di Attila/Fuortes, commissario, che aveva chiuso l'Arena per un paio di mesi - molti vi avevano visto la prima attuazione soft del progetto Nastasi che voleva mantenere solo un paio di Fondazioni liriche, retrocedendo tutte le altre a 'teatri di tradizione' - che a sua volta aveva chiamato dall'Accademia di S. Cecilia Giuliano Polo, sovrintendente, ed aveva confermato la principessina dagli 'occhi di ghiaccio' ,come Turandot, Francesca Tartarotti, figlia del finanziere Francesco Micheli, a governarne le finanze. Poi Fuortes ha lasciato Verona nelle mani del 'suo' sovrintendente che a fianco aveva la zarina ecc...
Se non che non ha fatto i conti con le elezioni cittadine che hanno disarcionato Tosi e messo in sella l'avv. Sboarina, centrodestra, con alcune liste che l'hanno appoggiato, fra cui quella di Fratelli d'Italia, capolista Cecilia Gasdia.
Appena insediati, il nuovo sindaco e l'assessore competente, hanno messo mano alle nomine di cui hanno competenza - non si dimentichi che il sindaco è, per legge, presidente della fondazione lirica della sua città- e a Giuliano Polo hanno fatto capire che aveva i giorni contati, come anche al vice direttore artistico (vice di chi?), clarinettista nell'orchestra areniana. E intanto cominciavano a circolare i primi nomi dei rispettivi successori. Per la sovrintendenza, quelli di Orazi - per lui un ritorno; qualche anno fa aveva proposto la copertura dell'Arena! - ed anche Mauro Meli. Sia Orazi che Meli lavorano da poco più di un anno a Cagliari, ma evidentemente la convivenza non li soddisfa entrambi e neppure il clima isolano. E, d'ora in avanti saranno candidati a tutto il candidabile; mentre sarebbe auspicabile che da subito il sindaco di Cagliari li sbatta fuori ambedue con un sonoro calcio in culo.
Il primo nome era quello della capolista di Fratelli d'Italia, Cecilia Gasdia, veronese, che reclamava da Sboarina, la giusta ricompensa per l'appoggio alla vittoria elettorale. Lei chiedeva per sè la carica di direttore artistico, mai esercitata prima. Si dirà che c'è sempre una prima volta. Ma che il debutto debba avvenire in una fondazione importante con grossi guai, non è proprio il massimo. Cecilia Gasdia ha fatto una bella carriera da cantante ed ora fa l'insegnante di canto, ma che abbia le carte in regola per debuttare come sovrintendente - come il consiglio di indirizzo ha già indicato a Franceschini, dal quale si attende la nomina ce ne corre. A dirla tutta: a Franceschini che gli frega se l'Arena finisce di nuovo male come prima e peggio di prima, non essendosi mai ancora risollevata dai guai passati? Se dovesse andare malissimo la si chiude e si tiene aperta soltanto per la stagione estiva in Arena; si affitta un'orchestra, un coro ed un corpo di ballo e il bubbone della Fondazione guarisce definitivamente, con la sua chiusura. Sboarina nel frattempo, magari, non sarà più sindaco o terminerà il mandato con la Gasdia, se durano l'uno e l'altra.
Ma c'e un'altra grande novità per l'Arena, anche se si tratta di un ritorno: la nomina del nuovo direttore (segretario, consulente) artistico, individuato in Renzo Giacchieri che a Verona lo conoscono bene perchè è già stato sovrintendente giusto vent'anni fa, succedendo a De Bosio. Giacchieri che si è sempre più dedicato alla regia lirica, ha certo una esperienza da vantare nel campo. Ma, per la sua scelta, non si è pensato solo a questo; si è attinto alla riserva 'di destra' (democristiana) cui Sboarina fa riferimento e Giacchieri pure. Non importa se dovrà affiancare e guidare la cinquantasettenne Gasdia, che naturalmente conosce già bene, con la saggezza e l'esperienza dei suoi ottant'anni.
Lunga vita all'Arena di Verona!
Visualizzazione post con etichetta tartarotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tartarotti. Mostra tutti i post
martedì 9 gennaio 2018
L'Arena di Verona cambia gestione. Di male in ...
Etichette:
arena di verona,
centrodestra,
franceschini,
fratelli d'italia,
Fuortes,
gasdia,
giacchieri,
girondini,
nastasi,
orazi,
polo,
sboarina,
tartarotti,
tosi meli
venerdì 22 settembre 2017
Cartolina dall'Arena di Verona. E' stata vera gloria l'estate operistica nel grande anfiteatro? Saluti
Cari amici,
innanzitutto voglio dirvi che Verona cerca il nuovo sovrintendente dell'Arena. Non si sa ancora se il nuovo sindaco, Sboarina, terrà Polo; intanto resta il commissario Fuortes, e c'è pure la direttora generale Tartarotti, come anche un 'vice' direttore artistico, Sobrino - vice di chi ? Ai box si starebbe scaldando Cecilia Gasdia, ma non si sa se sarà presa in considerazione dal sindaco: Lei ci conta, anche perchè è stata capolista di una compagine che lo ha appoggiato alle elezioni; ma si sta scaldando per correre come direttore artistico o sovrintendente? Non si sa ancora in queste ore, ciò che si sa è che in ambedue i ruoli sarebbe al debutto in un incarico di responsabilità artistica o amministrativa in una istituzione piena di guai.
Intanto ecco i numeri del grande successo della stagione appena conclusa:
- Dei posti disponibili, ogni sera, della vasta platea, 13.000 circa, mediamente ne sono stati occupati intorno agli 8.000, lasciandone vuoti 5.000 appena a sera che, moltiplicati per 48 serate, fa 240.000 posti circa invenduti per tutta la stagione, superati di gran lunga da quelli venduti: 380.000 circa.
Rispetto alla stagione precedente, quella disastrosa, l'incremento è stato del 2,8 % circa.
L'unica serata che ha fatto un quasi flop è stata quelle in cui veniva eseguita al IX Sinfonia di Beethoven, che ha totalizzato circa 7.000 biglietti venduti, con il positivo risultato di non veder pigiati gli spettatori come nelle altre sere, quando erano mediamente 8.000. Insomma con metà Arena vuota si respirava a pieni polmoni.
- Gli incassi hanno registrato un incremento rispetto al 2016 del 3% circa, attestandosi quest'anno intorno ai 22 milioni e 600 mila circa. Nelle 48 serate di spettacolo, l'incasso medio è stato di 470.000 Euro circa, con l'eccezione in negativo della serata della celebre ultima Sinfonia beethoveniana, quando l'incasso è stato di poco superiore ai 250.000 Euro circa.
-L'ultima notizia positiva, una volta registrati i successi clamorosi di botteghino e posti venduti, riguarda la stagione prossima, quella del 2018, quando le serate saranno una in meno di quest'anno, 47 e non 48, e si svolgerà dal 22 giugno al 1 settembre. I titoli rappresentati, cinque in tutto, saranno: Carmen, in apertura, con la regia di De Ana, in un nuovo allestimento; di De Ana sarà anche la regia dell Barbiere di alcuni anni fa; due opere con la regia di Zeffirelli (Aida, Turandot) e Nabucco, con la regia di Bernard. Anche la prossima stagione si preannuncia come un ulteriore grande successo.
Saluti dall'Arena che, fra breve, si godrà il meritato risposo di due mesi, a seguito della chiusura per risparmio, concessa da Fuortes ai dipendenti affaticati.
innanzitutto voglio dirvi che Verona cerca il nuovo sovrintendente dell'Arena. Non si sa ancora se il nuovo sindaco, Sboarina, terrà Polo; intanto resta il commissario Fuortes, e c'è pure la direttora generale Tartarotti, come anche un 'vice' direttore artistico, Sobrino - vice di chi ? Ai box si starebbe scaldando Cecilia Gasdia, ma non si sa se sarà presa in considerazione dal sindaco: Lei ci conta, anche perchè è stata capolista di una compagine che lo ha appoggiato alle elezioni; ma si sta scaldando per correre come direttore artistico o sovrintendente? Non si sa ancora in queste ore, ciò che si sa è che in ambedue i ruoli sarebbe al debutto in un incarico di responsabilità artistica o amministrativa in una istituzione piena di guai.
Intanto ecco i numeri del grande successo della stagione appena conclusa:
- Dei posti disponibili, ogni sera, della vasta platea, 13.000 circa, mediamente ne sono stati occupati intorno agli 8.000, lasciandone vuoti 5.000 appena a sera che, moltiplicati per 48 serate, fa 240.000 posti circa invenduti per tutta la stagione, superati di gran lunga da quelli venduti: 380.000 circa.
Rispetto alla stagione precedente, quella disastrosa, l'incremento è stato del 2,8 % circa.
L'unica serata che ha fatto un quasi flop è stata quelle in cui veniva eseguita al IX Sinfonia di Beethoven, che ha totalizzato circa 7.000 biglietti venduti, con il positivo risultato di non veder pigiati gli spettatori come nelle altre sere, quando erano mediamente 8.000. Insomma con metà Arena vuota si respirava a pieni polmoni.
- Gli incassi hanno registrato un incremento rispetto al 2016 del 3% circa, attestandosi quest'anno intorno ai 22 milioni e 600 mila circa. Nelle 48 serate di spettacolo, l'incasso medio è stato di 470.000 Euro circa, con l'eccezione in negativo della serata della celebre ultima Sinfonia beethoveniana, quando l'incasso è stato di poco superiore ai 250.000 Euro circa.
-L'ultima notizia positiva, una volta registrati i successi clamorosi di botteghino e posti venduti, riguarda la stagione prossima, quella del 2018, quando le serate saranno una in meno di quest'anno, 47 e non 48, e si svolgerà dal 22 giugno al 1 settembre. I titoli rappresentati, cinque in tutto, saranno: Carmen, in apertura, con la regia di De Ana, in un nuovo allestimento; di De Ana sarà anche la regia dell Barbiere di alcuni anni fa; due opere con la regia di Zeffirelli (Aida, Turandot) e Nabucco, con la regia di Bernard. Anche la prossima stagione si preannuncia come un ulteriore grande successo.
Saluti dall'Arena che, fra breve, si godrà il meritato risposo di due mesi, a seguito della chiusura per risparmio, concessa da Fuortes ai dipendenti affaticati.
venerdì 11 novembre 2016
POLO (non POLLO): il nuovo sovrintendente dell'Arena di Verona
Di Giuliano POLO, nuovo sovrintendente dell'Arena di Verona, che dovrebbe guidare la fondazione musicale 'a mezzi' con il commissario Carlo Fuortes, suo sponsor con Franceschini, sembrano tutti contenti, anzi lo sono. Si dichiarano tutti soddisfatti e spiegano: si vede che Renzi ha a cuore le sorti dell'Arena di Verona. L'unico che non si è fatto ancora sentire è Tosi, il sindaco che esce sconfitto da tutta la storia della Fondazione che presiedeva e dalla quale, momentaneamente, è stato estromesso, una volta sventate le sue manovre per rimettere in sella Girondini o per svendere la parte redditizia dell'Arena ( la stagione estiva, e lo spazio architettonico) a un paio di industriali veronesi.
Diciamo momentaneamente solo perchè fra non molti mesi, in primavera, a Verona ci saranno le votazioni e Tosi si ripresenterà - come si dice - oppure al suo posto candiderà la sua compagna, parlamentare leghista, aderente al movimento di Tosi. E allora le cose potrebbero nuovamente cambiare.
Allora, una volta avviata sulla strada del risanamento dei conti, la Fondazione veronese potrebbe disgraziatamente tornare sotto l'influenza di Tosi , andandosi di nuovo a cercare guai. Ma forse, anche dopo le votazioni comunali, qualora dovesse restare al potere Tosi o la sua compagna, che è la stessa cosa, Franceschini potrebbe allungare il tempo del commissariamento e lasciarvi lì come sovrintendente 'a mezzi' con il commissario, e sotto la vigilanza di Tartarotti/Turandot, POLO.
E' così isolato Tosi, nella questione Arena, il cui sfracello è stato evitato solo all'ultimo minuto, ma che, in qualche maniera, lui ha consentito, chiudendo gli occhi sull'amministrazione del suo delfino Girondini, il famoso perito agrario, che anche la Lega -per la resa dei conti e la faida interna al partito prima di Bossi ed ora di Salvini - plaude apertamente all'arrivo del nuovo sovrintendente, fatto prelevare a Franceschini dall'Accademia di Santa Cecilia, per ordine di Fuortes. E plaudono naturalmente tutti gli altri partiti, PD compreso.
Lo stesso PD, che a Verona plaude, e che a Bologna tace sulle possibili tragiche sorti del Teatro Comunale presieduto da Nicola Sani, che si è visto decurtare il finanziamento statale ed è alla ricerca disperata di soldi. Il Comune, PD, fa orecchie da mercante, ed il Teatro bolognese rischia di fare una brutta fine. La stessa che stava per fare Verona, evitata solo all'ultimo minuto.
P.S. Sul sito dell'ANFOLS, nella sezione STAMPA, che riproduce articoli riguardanti le fondazioni liriche - una rassegna stampa fornita all'Associazione di categoria delle Fondazioni liriche direttamente dall'AGIS di Carlo Fontana - nell'articolo riguardante la nomina del nuovo sovrintendente veronese, il cognome dell'interessato, POLO, viene storpiato in POLLO. Si tratterà di una svista alla quale non costerà molto rimediare, quanto prima; per non dare l'impressione che l'ANFOLS ritenga il nuovo sovrintendente un volatile che, partitosi da Roma, sia andato volontariamente a farsi spennare a Verona.
Diciamo momentaneamente solo perchè fra non molti mesi, in primavera, a Verona ci saranno le votazioni e Tosi si ripresenterà - come si dice - oppure al suo posto candiderà la sua compagna, parlamentare leghista, aderente al movimento di Tosi. E allora le cose potrebbero nuovamente cambiare.
Allora, una volta avviata sulla strada del risanamento dei conti, la Fondazione veronese potrebbe disgraziatamente tornare sotto l'influenza di Tosi , andandosi di nuovo a cercare guai. Ma forse, anche dopo le votazioni comunali, qualora dovesse restare al potere Tosi o la sua compagna, che è la stessa cosa, Franceschini potrebbe allungare il tempo del commissariamento e lasciarvi lì come sovrintendente 'a mezzi' con il commissario, e sotto la vigilanza di Tartarotti/Turandot, POLO.
E' così isolato Tosi, nella questione Arena, il cui sfracello è stato evitato solo all'ultimo minuto, ma che, in qualche maniera, lui ha consentito, chiudendo gli occhi sull'amministrazione del suo delfino Girondini, il famoso perito agrario, che anche la Lega -per la resa dei conti e la faida interna al partito prima di Bossi ed ora di Salvini - plaude apertamente all'arrivo del nuovo sovrintendente, fatto prelevare a Franceschini dall'Accademia di Santa Cecilia, per ordine di Fuortes. E plaudono naturalmente tutti gli altri partiti, PD compreso.
Lo stesso PD, che a Verona plaude, e che a Bologna tace sulle possibili tragiche sorti del Teatro Comunale presieduto da Nicola Sani, che si è visto decurtare il finanziamento statale ed è alla ricerca disperata di soldi. Il Comune, PD, fa orecchie da mercante, ed il Teatro bolognese rischia di fare una brutta fine. La stessa che stava per fare Verona, evitata solo all'ultimo minuto.
P.S. Sul sito dell'ANFOLS, nella sezione STAMPA, che riproduce articoli riguardanti le fondazioni liriche - una rassegna stampa fornita all'Associazione di categoria delle Fondazioni liriche direttamente dall'AGIS di Carlo Fontana - nell'articolo riguardante la nomina del nuovo sovrintendente veronese, il cognome dell'interessato, POLO, viene storpiato in POLLO. Si tratterà di una svista alla quale non costerà molto rimediare, quanto prima; per non dare l'impressione che l'ANFOLS ritenga il nuovo sovrintendente un volatile che, partitosi da Roma, sia andato volontariamente a farsi spennare a Verona.
Etichette:
accademia di santa cecilia,
agis,
anfols,
arena di verona,
franceschini,
Fuortes,
girondini,
giuliano polo,
nicola sani,
PD,
tartarotti,
teatro comunale di bologna,
tosi
lunedì 31 ottobre 2016
L'Arena di Verona osservata speciale, avvolta da nebbie nei conti
Come ha raccontato ieri 'Il fatto quotidiano' la Fondazione Arena di Verona, mentre attende la firma del ministro Franceschini al 'piano' di salvataggio approntato da Fuortes , a sua volta confermato commissario fino a risanamento avvenuto o per lo meno avviato, con l'accesso ai benefici della Legge Bray - che prevede la chiusura del Corpo di ballo (che per l'attività in Arena è come il pane) e la chiusura della Fondazione per due mesi l'anno, in autunno, con un risparmio di qualche milione di Euro per anno - presenta ancora alcuni punti oscuri che nè Franceschini nè il sindaco Tosi, spettatore distratto della creazione del deficit nei conti, negli ultimi cinque anni di gestione del suo pupillo Girondini, perito agrario (non è così?) intendono chiarire.
E così mentre da una parte Tosi caldeggia l'ipotesi della privatizzazione dell'Arena, in seguito a fallimento - ma solo per la gestione della sua attività estiva, affidata a società che vede al vertice due mammasantissima dell'industria veronese ( acciaio e intimo), ai quali la storia ed il prestigio della Fondazione non fotte proprio nulla - dall'altro si viene a sapere, come noi avevamo in parte già scritto, che a dirigere il costoso Museo dell'Opera fatto erigere proprio negli anni di Girondini a spese dell'Arena, alla quale ha procurato un deficit annuo di oltre 700.000 Euro, c'è proprio il responsabile del deficit: Girondini, il quale è a capo della società Arena Extra srl, che è quella che gestisce tutte le attività extra melodramma ospitati in Arena ( reggiseni e mutandine on ice ed altro...) ricevendone i compensi che non vengono girati alla Fondazione Arena, alla quale dovrebbe anche andare un canone di affitto per quelle manifestazione, ma che Arena Extra non gira. M
Sembrerebbe configurarsi una specie di società... non proprio onlus; i ricavi tutti a me (Arena Extra srl) le spese tutte alla Fondazione Arena.
A febbraio di quest'anno Renzi al Tosi che gli si è avvicinato nel mentre si stacca dalla Lega, gli rifila il direttore operativo, la principessina Micheli, al secolo Francesca Tartarotti (stipendio 135.000 Euro), togliendone il carico all'Opera della sua Firenze, dove invece guadagnava 90.000 Euro; da febbraio a maggio, quando si comincia a parlare di fallimento, ristrutturazione, privatizzazione, nulla di nuovo, Lei resta al suo posto; arriva Fuortes che prepara il piano tagliateste e tagliavite... ma i conti particolareggiati che hanno portato al deficit e le relative responsabilità - che non possono che essere di Girondini, il quale, detto per inciso, guadagna molto di più della maggior parte dei sovrintendenti, e nel cui contratto è anche previsto un 'premio di produzione' ulteriore, che siamo sicuri Tosi gli avrà concesso - non si possono vedere.
Si ricorre alla Corte dei Conti, ma nulla di fatto.
Insomma Tosi e Girondini presentano il conto alla comunità, che in quale modo deve tirare fuori i soldi per sanare il buco, ma alla comunità conoscere le cause per cui uno potrebbe almeno sputargli in faccia al responsabile dell'allegra gestione, no. Questo non è consentito, per volere di Tosi ed anche di Franceschibi, ha anche lui la sua bella responsabilità in tale anomalia, visto che concede i soldi della 'Bray'
C'è solo da augurarsi che stessa sorte ( deficit) non tocchi ad un altro Museo dell'Opera, quello del Teatro San Carlo, messo su negli stessi anni dell'Arena, dal commissario Nastasi, per il quale noi abbiamo il sospetto che l'abbia fatto anche - non ci meraviglieremmo, se così fosse - per creare la poltroncina sulla quale far sedere sua moglie, che ora, per la fortuna del San Carlo, è mamma e quindi ha altro da fare.
E c'è da augurarsi anche, per la salvezza dell'Arena, che alle prossime elezioni, in primavera - è così?- non venga riconfermato Tosi, e neppure la sua compagna, parlamentare ora aderente al movimento di Tosi, che questi vorrebbe candidare a reggere il Comune di Verona. Perché, in caso contrario, approvato il piano di risanamento e ripartito Fuortes, per 'missione compiuta', verrebbe riformato il CdI, anche la Tartarotti resterebbe, e Tosi o la sua compagna- mi gioco qualunque cosa - rimetterebbero Girondini sulla poltrona di Sovrintendente. E' già accaduto una volta due anni fa, la secondo mandato contro il volere di molti.
P.S. Amministrazione trasparente. All'Arena c'è anche un 'direttore commerciale e marketing', il quale ha uno stipendio di 100.000 Euro. Ma a tale compenso si aggiungono altri 5.000 Euro se egli riesce ad ottenere sponsorizzazioni superiori a 300.000 Euro. Ci viene da ridere. All'Arena un direttore commerciale e marketing non è capace di portare più di 300.000 Euro, mentre costa un terzo di ciò che eventualmente sarebbe capace di produrre in termini di sponsorizzazione?
Il suo nome è Corrado Ferraro, nato violinista e poi diventato commercialista. Lavora come violinista in varie 'orchestre e teatri' dal 1978 al 1993. Ma è nato nel 1962. Dunque ancora minorenne comincia a lavorare in 'orchestre e teatri'.
E così mentre da una parte Tosi caldeggia l'ipotesi della privatizzazione dell'Arena, in seguito a fallimento - ma solo per la gestione della sua attività estiva, affidata a società che vede al vertice due mammasantissima dell'industria veronese ( acciaio e intimo), ai quali la storia ed il prestigio della Fondazione non fotte proprio nulla - dall'altro si viene a sapere, come noi avevamo in parte già scritto, che a dirigere il costoso Museo dell'Opera fatto erigere proprio negli anni di Girondini a spese dell'Arena, alla quale ha procurato un deficit annuo di oltre 700.000 Euro, c'è proprio il responsabile del deficit: Girondini, il quale è a capo della società Arena Extra srl, che è quella che gestisce tutte le attività extra melodramma ospitati in Arena ( reggiseni e mutandine on ice ed altro...) ricevendone i compensi che non vengono girati alla Fondazione Arena, alla quale dovrebbe anche andare un canone di affitto per quelle manifestazione, ma che Arena Extra non gira. M
Sembrerebbe configurarsi una specie di società... non proprio onlus; i ricavi tutti a me (Arena Extra srl) le spese tutte alla Fondazione Arena.
A febbraio di quest'anno Renzi al Tosi che gli si è avvicinato nel mentre si stacca dalla Lega, gli rifila il direttore operativo, la principessina Micheli, al secolo Francesca Tartarotti (stipendio 135.000 Euro), togliendone il carico all'Opera della sua Firenze, dove invece guadagnava 90.000 Euro; da febbraio a maggio, quando si comincia a parlare di fallimento, ristrutturazione, privatizzazione, nulla di nuovo, Lei resta al suo posto; arriva Fuortes che prepara il piano tagliateste e tagliavite... ma i conti particolareggiati che hanno portato al deficit e le relative responsabilità - che non possono che essere di Girondini, il quale, detto per inciso, guadagna molto di più della maggior parte dei sovrintendenti, e nel cui contratto è anche previsto un 'premio di produzione' ulteriore, che siamo sicuri Tosi gli avrà concesso - non si possono vedere.
Si ricorre alla Corte dei Conti, ma nulla di fatto.
Insomma Tosi e Girondini presentano il conto alla comunità, che in quale modo deve tirare fuori i soldi per sanare il buco, ma alla comunità conoscere le cause per cui uno potrebbe almeno sputargli in faccia al responsabile dell'allegra gestione, no. Questo non è consentito, per volere di Tosi ed anche di Franceschibi, ha anche lui la sua bella responsabilità in tale anomalia, visto che concede i soldi della 'Bray'
C'è solo da augurarsi che stessa sorte ( deficit) non tocchi ad un altro Museo dell'Opera, quello del Teatro San Carlo, messo su negli stessi anni dell'Arena, dal commissario Nastasi, per il quale noi abbiamo il sospetto che l'abbia fatto anche - non ci meraviglieremmo, se così fosse - per creare la poltroncina sulla quale far sedere sua moglie, che ora, per la fortuna del San Carlo, è mamma e quindi ha altro da fare.
E c'è da augurarsi anche, per la salvezza dell'Arena, che alle prossime elezioni, in primavera - è così?- non venga riconfermato Tosi, e neppure la sua compagna, parlamentare ora aderente al movimento di Tosi, che questi vorrebbe candidare a reggere il Comune di Verona. Perché, in caso contrario, approvato il piano di risanamento e ripartito Fuortes, per 'missione compiuta', verrebbe riformato il CdI, anche la Tartarotti resterebbe, e Tosi o la sua compagna- mi gioco qualunque cosa - rimetterebbero Girondini sulla poltrona di Sovrintendente. E' già accaduto una volta due anni fa, la secondo mandato contro il volere di molti.
P.S. Amministrazione trasparente. All'Arena c'è anche un 'direttore commerciale e marketing', il quale ha uno stipendio di 100.000 Euro. Ma a tale compenso si aggiungono altri 5.000 Euro se egli riesce ad ottenere sponsorizzazioni superiori a 300.000 Euro. Ci viene da ridere. All'Arena un direttore commerciale e marketing non è capace di portare più di 300.000 Euro, mentre costa un terzo di ciò che eventualmente sarebbe capace di produrre in termini di sponsorizzazione?
Il suo nome è Corrado Ferraro, nato violinista e poi diventato commercialista. Lavora come violinista in varie 'orchestre e teatri' dal 1978 al 1993. Ma è nato nel 1962. Dunque ancora minorenne comincia a lavorare in 'orchestre e teatri'.
Iscriviti a:
Post (Atom)