lunedì 1 giugno 2026

Roma, Auditorium Cavour, Piazza Adriana, 5 giungo. Concerto del Coro 'O.Vecchi', dir. Alessandro Annibali

                                                              IL CANTO E L’OMBRA


                        Patria, amore e destino nel coro dell’opera italiana risorgimentale

                               Azione poetico-musicale per coro e voce recitante



Questo concerto non nasce come una semplice successione di brani. È, piuttosto, un percorso che tieneinsieme musica e parola, ascolto e coscienza. È un lavoro che mi accompagna da tempo e che, prova dopo prova, ha chiesto una forma più chiara, più necessaria.

Al centro c’è il coro dell’opera italiana tra la fine del Settecento e l’Ottocento. Un coro che cambia natura: non è più soltanto sostegno sonoro o ornamento scenico, ma diventa presenza viva, voce collettiva. Il coro guarda, giudica, partecipa. Diventa popolo.

Questo cambiamento nasce dentro una stagione storica precisa: il Risorgimento. In quegli anni il teatro musicale si carica di una funzione nuova, quasi civile. Nei cori si sente un desiderio condiviso: libertà, fine dell’oppressione, bisogno di riconoscersi in qualcosa di comune. Non è ancora politica dichiarata, ma è già una coscienza che si forma, che prende voce.

Per questo la parola poetica e letteraria entra nel programma non per spiegare la musica, ma per starle accanto. I testi non commentano: attraversano i brani, li allargano, li portano dentro un tempo più lungo quello della memoria e della storia.

Sono testi che, per molti di noi, un tempo erano familiari: li abbiamo incontrati, studiati, talvolta mandati a memoria. Oggi non è più così scontato riconoscerli. E proprio per questo vale la pena farli tornare, riascoltarli, lasciarli agire di nuovo.

Così come per i brani corali ho scelto pagine tra le più note del repertorio operistico, che molti di noi riconoscono quasi istintivamente, anche per la parte poetico-letteraria ho cercato frammenti e figure dalle opere più conosciute dei nostri autori. Non per ripetere qualcosa di già saputo, ma per rimetterlo in circolo, dentro un ascolto vivo.

Può darsi che, in qualche punto, tra parola e musica si avverta una distanza. È normale. È uno spazio voluto, dove l’ascolto si fa più attento e ciascuno può trovare il proprio modo di entrare. Anche i momenti più leggeri o festosi non sono mai puramente decorativi: dentro di essi affiora comunque una forma di consapevolezza, talvolta implicita, talvolta ironica, sempre legata alla vita di una comunità. Il concerto si regge su tre nuclei tematici, che attraversano tutti i brani e ne guidano il senso.


PROGRAMMA

G. Paisiello – Dormi, o cara da Nina o la pazza per amore

S. Mercadante – Coro trionfale da La Vestale

G. Donizetti – Deh, tu di un’umile preghiera da Maria Stuarda

G. Verdi – Condotta ell’era in ceppi da Il trovatore (mezzosoprano)

G. Rossini – Cinto il crine da Guglielmo Tell

G. Donizetti – Che interminabile andirivieni da Don Pasquale

G. Donizetti – Cantiamo da L’elisir d’amore

G. Verdi – Si ridesti il Leon di Castiglia da Ernani

G. Verdi – Patria oppressa da Macbeth

V. Bellini – Guerra, guerra da Norma

G. Rossini – Gloria e onore al giovinetto da Guglielmo Tell

V. Bellini – A festa! da I Puritani

G. Rossini – Coro finale da Guglielmo Tell


INTERPRETI


Coro “Orazio Vecchi” diretto da Alessandro Anniballi


Pianoforte: Manlio Pinto

Soprano: Carmela Maffongelli

Contralto: Monica Burgio

Tenore: Alessandro Risa Basso:

Nicolò Sasso

Voce recitante: Gianluca Boccuni


Roma, venerdì 5 giugno, ore 20:30

Auditorium Cavour, piazza Adriana, 3


“La musica è la favella dell’anima, l’espressione

potente di un desiderio di libertà, l’armonia che


scuote le coscienze

e unisce i popoli nella lotta.”

Giuseppe Mazzini

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