lunedì 8 giugno 2026

La più grande collezione di maioliche al mondo. Palermo, Palazzo Torre Pirajn, Stanza al Genio ( da Harper's Bazaar, di Martina Appendino)

 Al piano nobile di Palazzo Torre Pirajno, nel rione storico della Kalsa, a Palermo, si cela una delle più grandi collezioni di maioliche in Europa. Qui, dal 2008, è possibile ammirare migliaia di mattonelle antiche, tutte diverse l’una dall’altra, disposte con cura geometrica sulle pareti e soffitti di sale storiche che prendono il nome di Stanze al Genio in riferimento alla fontana del Genio di piazza Rivoluzione, prossima al Palazzo. Ciò che caratterizza lo splendore delle Stanze al Genio è l’unicità di ogni esemplare realizzato a mano, scrigno di storie di tempi passati, memoria di creatività trasformista.

0A0A2109.JPG© Courtesy of Pio Mellina

Ogni maiolica delle Stanze al Genio racchiude una storia che trascende tempo e spazio

La maiolica è un tipo di ceramica a pasta porosa rivestita di smalto stannifero (solitamente bianco), decorata e cotta più volte. Un tempo, questo sistema di produzione avveniva principalmente in Sicilia e Campania, ed era volto alla realizzazione di pavimentazioni pregiate. Le mattonelle maiolicate venivano prodotte dalla mano meticolosa di artigiani, e per questo considerate beni preziosi, ma non solo: la rarità che caratterizza oggi le mattonelle maiolicate è legata anche al periodo Liberty e Déco, durante il quale la nuova classe emergente abbandonò l'uso di maioliche, preferendo le economiche mattonelle industriali in cemento stampato. Ciò comportò la chiusura delle fabbriche più importanti di maioliche, nonché la sostituzione o distruzione di esemplari meravigliosi. Alcuni di questi, perlopiù maioliche di Napoli e di Vietri sul Mare, di epoca ottocentesca e del primo Novecento, sono conservati oggi nella casa museo.

0A0A2204.JPG© Courtesy of Pio Mellina

La collezione nacque quasi per caso, per opera di Pio Mellina, curatore e proprietario. Aveva solo undici anni quando, passeggiando tra le bancarelle di un mercato antiquario con la famiglia, Mellina rimase affascinato da una singola mattonella maiolicata, scovata tra le minutaglie. Inizio così una collezione che si espanse in fretta, fino alla decisione di renderla pubblica nella sua interezza. Era il 2008 quando l'assortimento fino ad allora custodito in due magazzini e confinato allo sguardo privato di Mellina e a quello di qualche occasionale studioso venne disposto sulle pareti e soffitti di Palazzo Torre Pirajno, creando distese geometriche di frammenti decorativi dall’impatto visivo memorabile.

Tra le sale della Casa Museo, i temi delle maioliche spaziano notevolmente: dai disegni floreali alla rappresentazione dei miti greci, fino all’influenza esotica della ceramica cinese, molto in voga tra Settecento e Ottocento. Ogni sala prende il nome dai temi ricorrenti e dagli spunti decorativi. Nella Sala Neoclassica, ad esempio, compaiono temi classici e pompeiani, come il cave canem, un “attenzione al cane” ante litteram, o il Dioniso alato sul leone. Al centro della sala si trova una stufa in maiolica della fabbrica Oneto del Duca di Sperlinga, sottoposta a vincolo dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo.

dining area with ornate tiled wall and chandelier© Courtesy of Pio Mellina

La Sala Floreale presenta decorazioni a soffitto di carattere vegetale. Due pareti sono arricchite da mattonelle e porzioni di pavimenti settecenteschi di produzione napoletana, tra cui spiccano un pavimento con decori a intreccio e una rosa dei venti al centro, pannelli con rose azzurre di gusto cinese e mattonelle firmate Giustiniani a imitazione di mosaici. Compaiono inoltre vasi di gusto greco e motivi che richiamano il punto croce. Le altre due pareti raccolgono porzioni di pavimenti e mattonelle singole dell’Ottocento, sempre di produzione napoletana. Vi sono poi le sale dedicate a Burgio, località siciliana in provincia di Agrigento: qui le dimensioni ridotte delle mattonelle indicano una produzione più antica. Riconoscibili sono i colori tipici del luogo, verde ramina, giallo ferraccia, blu e manganese, e una vetrina antica che espone servizi da tavola Florio.

interior hallway with decorative ceiling and vintage furniture© Courtesy of Pio Mellina
a vibrant kitchen with decorative elements and functional furniture© Courtesy of Pio Mellina

Se le mattonelle sono protagoniste di scena, il palazzo che le accoglie è una cornice articolata. In un luogo di tale fascino, non mancano infatti particolarità originali, custodi di tradizioni: una porta segreta conduce all’antica cucina, tuttora in uso. In questa stanza si trovano oggetti tipici del diciannovesimo secolo, insieme a mattonelle dello stesso periodo caratterizzate da disegni geometrici realizzati a mascherina. Sulle restanti pareti è possibile osservare una sezione dedicata ai marchi di fabbrica impressi sul retro delle maioliche e un’altra ancora, dedicata alle antiche forme in terracotta per dolci.

interior of a room featuring ornate tile displays and vintage furniture© Courtesy of Pio Mellina

La Sala de Vasi, così denominata per il soffitto decorato con vasi monocromi, raccoglie pavimenti e mattonelle della seconda metà dell’Ottocento provenienti da Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina. Notevoli le geometrie tipiche delle mattonelle da cucina e i due grandi pannelli decorativi. Spiccano inoltre una splendida stufa in terracotta scolpita con allegorie del diciottesimo secolo napoletano e diverse vetrine espositive: una è interamente dedicata alla cancelleria d’epoca, con bottiglie d’inchiostro, scatole di pennini, calamai e astucci per matite provenienti dalla storica Cartoleria Perna di via Roma, a Palermo. Nelle altre vetrine sono esposti vecchi giocattoli e una raccolta di bottiglie da farmacia.

0A0A2211.JPG© Courtesy of Pio Mellina

Per chi ama il bello, le Stanze al Genio sono una tappa imperdibile di Palermo, opera di cura e dedizione di una vita, ode all’arte mediterranea e alla mano capace di artisti e decoratori, che nello scorrere dei secoli hanno sempre saputo stupire, esempio di reinvenzione e resilienza per le generazioni a venire.

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