Non avrei mai dovuto incontrare Epstein», Bill Gates pentito al Congresso Usa. La difesa nell’inchiesta finanziere pedofilo: «Non sapevo»
«Non avrei mai dovuto incontrare Jeffrey Epstein». Ad ammetterlo, ancora una volta, è
Bill Gates nella sua testimonianza a porte chiuse a Capitol Hill. «Alla luce di ciò che so oggi,
capisco che se anche se avesse procurato i donatori promessi alla Fondazione Gates questo
non avrebbe giustificato il fatto di essere associati a lui», ha aggiunto il miliardario
ribadendo però di non aver «mai assistito a comportamenti criminali di Epstein, né avuto
alcun indizio che fosse coinvolto in attività illecite». Il fondatore di Microsoft ha anche
sottolineato di non essere mai stato sulla sua isola, nel suo ranch o nella sua villa in Florida
. In più ha ribadito di non aver mai molestato nessuna ragazza, mentre frequentava Epstein.
Cosa c’è negli Epstein files su Gates
Bill Gates è tra le numerose personalità influenti che hanno avuto contatti con Epstein e
che compaiono – insieme a Bill Clinton e altri soggetti – in fotografie o filmati
diffusi dal Dipartimento di Giustizia. Parlando con i giornalisti al suo arrivo a Capitol Hill,
il miliardario ha detto di essere «felice di essere qui volontariamente per testimoniare e
aiutare il lavoro della commissione. Spero che la mia testimonianza sia utile al lavoro,
importante lavoro della commissione per ottenere giustizia per le vittime», ha affermato.
Le accuse a Gates, le bozze incriminate
Gli aspetti più controversi della divulgazione dei cosiddetti “Epstein files” – scrive Cnn –
riguardano due bozze di email che sembrano essere state scritte da Epstein a sé stesso nel
luglio 2013. In questi messaggi, con numerosi errori di battitura e toni polemici, Epstein
«afferma di aver favorito incontri sessuali per Bill Gates» e di averlo aiutato «a procurarsi
farmaci destinati a nascondere alla moglie un’infezione sessualmente trasmissibile».

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