sabato 6 giugno 2026

Bande Musicali. onore e vanto della Puglia di ieri e di oggi ( da Quotidiano di Puglia, di Eraldo Martucci)

 

La colonna sonora della Puglia e del Sud: il viaggio nella storia delle bande musicali

Libri e seminari: tre eventi nel Salento e a Bari per celebrare la tradazioni e la rivoluzione dei concerti bandistici nel Mezzogiorno


La banda musicale di Squinzano in una storica foto del 1929

“La banda è una forma di arte spontanea e popolare”: Pietro Mascagni definiva così i complessi bandistici, da lui stesso diretti a Cerignola. E sono state proprio le bande, in particolare nel Sud Italia durante le feste patronali, a permettere la diffusione della musica dei grandi compositori facendola conoscere a quanti non potevano permettersi un biglietto di teatro. Si deve non a caso al “re” della bacchetta Riccardo Muti la definizione della banda come “colonna sonora della Puglia”. Bande che conobbero il periodo di massimo fulgore tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento, spesso composte non da musicisti professionisti ma da artigiani, sarti, calzolai e militari in congedo.

A questo straordinario segmento della nostra vita musicale e sociale sono dedicati in questi giorni tre eventi fra Salento e Bari. Si inizia oggi con un doppio appuntamento salentino. A Squinzano, alle 19 a Villa Cleopazzo, verrà presentato il libro “Banda musicale e industria nella città della musica e del vino. Squinzano” a cura di Antonio Monte, architetto specializzato in archeologia industriale, e Giuseppe Spedicati, direttore del Conservatorio “Tito Schipa”. Volume realizzato dal Comune di Squinzano nell’ambito di un progetto cofinanziato dal Cuis. Dopo i saluti del sindaco Mario Pede, del presidente della Provincia Fabio Tarantino e del presidente del Conservatorio Luigi Puzzovio, interverrà Renato Covino, dell’Università di Perugia. Saranno presenti anche gli altri autori del saggio: Maria Dragone, Alexia Giannone, Antonella Guida e Franco Antonio Mastrolia. A coordinare l’evento il giornalista Roberto Schipa.

«Il libro parla delle tradizioni di Squinzano – sottolinea Spedicati – a partire da quella della produzione dell’olio e del vino, per cui è diventata famosa in tutto il mondo. E questa parte viene sviluppata con una ricerca storica e architettonica di tutti i frantoi e gli stabilimenti di produzioni. E poi si parla ovviamente della storica banda, nata nel 1876, e diventata celebre grazie a Ernesto e Gennaro Abbate. Noi come Conservatorio ci siamo occupati proprio di questo, approfittando del dottorato di ricerca e del Fondo “Abbate” di cui siamo proprietari. Aggiungo che nel libro ci sono anche due file audio che potranno essere ascoltati tramite un QR Code: sono due rarità dei fratelli Abbate che la nostra scuola di Strumentazione per banda ha arrangiato per una moderna orchestra di fiati. È solo un anticipo del cd dedicato ai due fratelli Abbate e all’altro compositore squinzanese Nino Ippolito, che uscirà a breve».

Sempre oggi, alle 18.30 presso il Palazzo del Principe di Muro Leccese, ci sarà la giornata di studi “Il futuro delle Bande. Tra memoria storica e nuove prospettive musicali”. L’evento, ideato e coordinato da Christian Andrea Bevilacqua, dottorando di ricerca presso il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce e docente di Storia della Musica ed Etnomusicologia presso l’Università del Salento, nasce con «l’obiettivo di promuovere un confronto pubblico sul patrimonio bandistico salentino, interrogandosi non soltanto sulla sua storia, ma anche sulle prospettive future». Interverrà, tra gli altri, Leonardo Laserra Ingrosso, direttore della Banda Musicale della Guardia di Finanza, una delle più prestigiose istituzioni musicali del Paese.

Infine, dalle 15 alle 18 di martedì 9 giugno nel Salone dell’Organo del Conservatorio “Piccinni” di Bari, ci sarà il seminario “Origini, pratiche e circolazione delle bande musicali nell'Italia meridionale dell’Ottocento”, a cura di Annamaria Bonsante, musicologa e docente di Storia della Musica. Si parlerà anche di come il linguaggio “bandistico” del Mezzogiorno preunitario entra con forza nell’orchestra del melodramma ottocentesco. Molti grandi compositori introdussero infatti nelle loro opere la presenza della banda: Bellini nella “Norma”, Beethoven in “Fidelio” e Verdi nell’“Aida”. Lo stesso Verdi la utilizza nel “Macbeth” per annunciare l’arrivo del re Duncano. E prima ancora Berlioz e Spontini, nel secondo atto dell’“Agnese di Hohenstaufen”. E nel Novecento Hindemith e Stravinskij.

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