Sindacati del Teatro Verdi di Trieste su fronti contrapposti sul tema della nomina del Sovrintendente, senza il quale è complesso programmare le attività della stagione con il cartellone già definito.
Il mandato di Giuliano Polo è scaduto il 21 giugno; il Consiglio di indirizzo del teatro, ad agosto si era espresso per la riconferma. Il sindaco Roberto Dipiazza è ottimista: secondo lui la ratifica da parte del ministro alla Cultura Giuli arriverà al massimo entro qualche giorno.
«La politica è fatta di queste cose» chiosa il sindaco «ma ricordiamoci che il teatro di Trieste non ha nessun debito, e questa è la cosa più importante; e poi Giuliano (Polo, ndr) è una persona che merita: ha fatto bene per cinque anni, e adesso deve andare avanti.»
Contrari alla riconferma di Polo invece i segretari territoriali di Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials che nei giorni scorsi hanno inviato al ministro Giuli una lettera in cui si chiede «discontinuità» nella gestione della fondazione.
Secondo Anna Furlan, della Fistel Cisl, «l'amministrazione non ha tenuto conto della contrattazione sindacale; ed "esce" con due sentenze di primo grado per dei licenziamenti legittimi, quindi delle sentenze piuttosto pesanti; ed è un'amministrazione che non ci ha dato modo di capire quale sia il rapporto tra biglietti staccati e situazione economica».
La Cgil non vuole intervenire sulla scelta del candidato, ma chiede tempi rapidi. Spiega David Fisher: «Non crediamo che il sindacato sia chiamato a decidere in merito ai nomi: per questo c'è il Consiglio di indirizzo che è già l’espressione del territorio e che chiamato a fare le proprie scelte.»
Nel pomeriggio di martedì, in due distinte assemblee, i sindacati si sono confrontati con i lavoratori.
Nei giorni scorsi, un'altra lettera, firmata da circa 200 persone tra dipendenti del teatro e corregionali, a sostegno di lavoratrici e lavoratori del Teatro in «grave difficoltà perchè da quasi 4 mesi manca un Sovrintendente» era stata indirizzata al ministro Giuli, al presidente Fedriga e al sindaco Dipiazza, con l'invito ai «Soci fondatori» ad «adempiere ai propri doveri istituzionali provvedendo alla tempestiva nomina dell’Organo gestorio».
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