Che andrebbero a fare Colabianchi e B.V. a Trieste, espulsi dalla Fenice, ammesso che possa essere proprio questo il 'lieto'(?) fine prospettato da Giuli?
Potrebbero avere gli stessi ruoli per i quali ambedue sono stati imposti dal Governo romano acchiappatutto di Meloni e Mollicone a Venezia?
Sembrerebbe improbabile o no? Giuliano Polo non ancora riconfermato alla sovrintendenza potrebbe aver fatto immaginare il possibile dirottamento a Trieste della coppia indesiderata a Venezia. S Riconfermassero Polo, che compirà 70 anni fra due anni, per un emendamento del Mollicone romano alla legge del Governo delle 'sue' Fratelle Giorgia e Arianna, potrà restare ben oltre l'età limite, fino alla fine del suo mandato (lo stesso trucchetto che favorirà a Roma, Francesco Giambrone, ammansito nei confronti del Governo che politicamente è lontanissimo da quelli nei quali lui e tutta la sua famiglia hanno militato e militano con responsabilità amministrative.
Potrebbe allora Colabianchi prendere il posto i Polo o più verosimilmente del direttore artistico Rodda, settantenne, da sempre in quel teatro, violinista di professione, con la passione per la 'fotografia', non per l'opera lirica. Ma è chiaro che il mestiere si può imparare.
E la bella giovane direttrice 'scarsa' per l'universo mondo musicale, in carriera per imposizione, quello di direttore musicale, in un teatro in cui Lei ha diretto - non sappiamo però con quali esiti né del gradimento dell'orchestra - perchè appunto il presidente della Fondazione è il 'destro' Dipiazza che tiene ai rapporti con Roma.
Però, se l'orchestra di Trieste non si rivoltasse contro verrebbe giudicata una mandria di caproni, senza offesa, visto che ha dimostrato solidarietà alla lotta dei colleghi veneziani.
Insomma il cosiddetto 'lieto' fine TRIESTINO appare ancora improbabile, ma certamente più improbabili sono, le dimissioni dei soggetti che hanno causato lo scandalo a Venezia.
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