In mille per le calli contro Venezi direttrice
VENEZIA
Arte e politica Il corteo dei lavoratori e lavoratrici della Fenice, accorsi orchestrali da tutta Italia in solidarietà mentre uno stereo trasmetteva Vivaldi e Mozart

Una manifestazione come quella di ieri pomeriggio, indetta dagli orchestrali della Fenice per protestare contro la scelta di Beatrice Venezi come direttore del teatro, non si era mai vista a Venezia e, crediamo, in nessun’altra città italiana.
Circa un migliaio di persone si sono date appuntamento davanti alla stazione di Santa Lucia e hanno attraversato la città senza strepiti, senza altoparlanti e senza scandire un solo slogan. Tutti in silenzio dietro un dimesso striscione con scritto «Gran Teatro la Fenice» e ad uno stereo che trasmetteva composizioni di Vivaldi e Mozart. Nessuna bandiera di partito ma solo quelle delle sigle sindacali. Nessun cartellone di protesta.
Qualcuno reggeva un foglio bianco che riportava solo il nome del teatro da cui proveniva: la Scalaa di Milano, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste e tanti altri ancora, venuti a portare sostegno ai colleghi della Fenice. Non si era mai vista tanta solidarietà tra musicisti e lavoratori dei teatri.
«LA PREPOTENZA che oggi è toccata a noi, domani potrebbe toccare anche a loro se passa l’idea che le nomine non debbano seguire canali di merito ma solo quelli della politica – commenta Francesca Poropat, corista del Teatro -. Mi chiedo come farà Venezi a lavorare in questa condizioni. La musica è un atto d’amore e nasce dalla stima e dalla fiducia che gli orchestrali nutrono tra di loro e nei confronti di chi li dirige».
Il corteo ha passeggiato per calli e campielli, fermandosi nei campi più larghi per brevi interventi. Musicisti, lavoratori dello spettacolo ma anche tanti cittadini, da sempre appassionati frequentatori del teatro veneziano. Molti di loro sono alla loro prima manifestazione pubblica. «Mio papà suonava alla Fenice e mi portava a sentire i concerti seduta per terra in buca d’orchestra – racconta una signora – Ho conosciuto così i più grandi direttori e mi piange il cuore vedere il teatro ridotto così per colpa di gente che non merita le cariche che gli sono state affidate solo perché sono amici dei potenti».
Nicola Atalmi, segretario regionale Slc Cgil non ha paura a confessare che non si aspettava una simile partecipazione. «La nomina della Venezi è stata fatta solo con lo scopo di occupare un posto di prestigio ed è avvenuta violando un accordo non scritto ma che era sempre stato rispettato dai sovrintendenti: ascoltare il parere di chi con questo direttore deve lavorare. È stata una operazione condotta in fretta e male che ha avuto come unico risultato quello di compattare gli orchestrali contro di lei».
Dall’altra parte della barricata, si fa finta di non sentire e non si retrocede di un passo.
«La nomina di Venezi non si discute – dichiara il ministro Alessandro Giuli – Alla Fenice ci sarà un lieto fine».
Il sindaco Luigi Brugnaro rincara la dose dichiarando che non accetterà «le prepotenze degli orchestrali». «Dichiarazioni arroganti in linea con quanto l’amministrazione comunale ci ha abituato. – ribatte Gianfranco Bettin, consigliere Avs in Comune -. Ma di sicuro la nomina della Venezi non ha niente a che vedere con la musica e l’arte».
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