lunedì 10 novembre 2025

Venezia. Musicisti da tutta Italia in corteo per protesta conrto le nomine alla Fenice ( da Corriere del Veneto, di Vera Mantengoli)

 

Venezia, migliaia di musicisti al corteo-protesta contro la nomina di Venezi alla Fenice. Mini concerti in sei tappe: «Fuori la politica dai teatri»


Orchestrali e artisti arrivati da tutta Italia per il corteo-concerto in Laguna. La partenza dalla stazione di Santa Lucia, l'arrivo al Teatro La Fenice

Protesta lavoratori La Fenice


«Basta con la politica nei teatri». Le voci sono tante, circa un migliaio, e si ripetono ribadendo un messaggio all’unisono: «La Fenice non si vende, si rispetta e si difende». Per tre ore le maestranze del teatro veneziano e di tanti altri colleghi, arrivati da tutta Italia, sfilano per calli e campi cittadini fino ad arrivare davanti alla Fenice. Agli slogan si aggiungono i più celebri brani musicali di Monteverdi, Vivaldi, Puccini, Rossini, Verdi e tanti altri che fuoriescono da una cassa portata dai manifestanti. 

«Continuate a strumentalizzarci»

Il messaggio di questo grande fiume di persone è lo stesso che i musicisti della Fenice ripetono da fine settembre, quando il sovrintendente Nicola Colabianchi nomina all’improvviso Beatrice Venezi a direttrice musicale, dal 2026 al 2030. «Chiediamo la revoca della nomina di Venezi, ma non abbiamo proprio nulla contro di lei come persona - ricordano in quasi tutti gli interventi, aperti e chiusi da Emiliano Esposito del Coro della Fenice - Lo abbiamo detto in tutti i modi, ma ci continuano a strumentalizzare. Noi chiediamo la revoca perché il suo curriculum non è all’altezza del ruolo di un Teatro come quello veneziano».

La mobilitazione «nazionale»

Dopo la mobilitazione dello scorso 17 ottobre, i musicisti vogliono dimostrare di essere ancora più uniti. «Quella di oggi è una grande festa perché si concretizza la solidarietà che tutti gli enti ci hanno espresso dall’inizio delle nostre proteste - spiega il violinista della Fenice Eugenio Sacchetti - Non è un attacco a Venezi, ma come musicisti dobbiamo passare esami su esami per dimostrare la nostra preparazione ed esigiamo che chi assumerà questo ruolo abbia un profilo professionale di altissimo livello e il suo non è adesso così».


Le paure

La Fenice funge da pioniere di una battaglia che anche molti altri enti sentono loro, ovvero la paura che la politica invada l’arte, s’impossessi della cultura e che metta a tacere le competenze. Paure che sarebbero confermate dalla bozza del codice dello spettacolo redatta dal Sottosegretario Gianmarco Mazzi dove, denunciano i manifestanti, si va sempre di più verso una centralizzazione delle nomine.  

Le richieste

«Si è detto che Venezi è una figura carismatica e comunicativa e che potrebbe attrarre più giovani a Teatro, ma trovo questa posizione offensiva - ha detto la regista veneziana Elena Barbalich, professoressa all’Accademia di Belle Arti e già con due spettacoli realizzati alla Fenice - I giovani vogliono qualità e hanno tutti gli strumenti per capire, non hanno bisogno di abbassare il livello. Inoltre lavorare alla Fenice come direttrice musicale richiede un background enorme che si conquista con il tempo e l’esperienza. Per questo sono qui». 

«Disponibili al dialogo»

Dopo essersi fermata in Campo Santa Margherita, San Polo e Rialto, il corteo, capitanato dal grande striscione con scritto Gran Teatro La Fenice, arriva in Campo San Fantin, dove si ribadisce l’intento a continuare. «Siamo disponibili a un percorso con Venezi, basta che non sia imposta e che alla fine si valuti con trasparenza se può assumere questo ruolo - spiega Marco Trentin, violinista della Fenice e segretario nazionale della Fiasl Cisal - Se invece non si vuole discutere e si vuole imporre con forza questo nome si deve sapere che non molleremo e che andremo avanti a chiederne la revoca».

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