Il baritono russo Ildar Abdrazakov «non prenderà parte all’opera Don Giovanni, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026». Lo ha annunciato la Fondazione Arena di Verona: la decisione è stata presa a seguito delle proteste contro l’esibizione del cantante lirico, giudicato molto vicino alle posizioni di Vladimir Putin. Finisce così molto rapidamente quello che si prospettava come un nuovo caso-Gergiev. Le prime critiche erano state sollevate dalla Fondazione Navalny, a cui si sono accodati diversi protagonisti della politica italiana (e europea), come Carlo Calenda e Pina Picierno.
«Un altro alleato e propagandista di Putin sta progettando di esibirsi in Italia», aveva scritto su X la Fondazione creata dall’oppositore russo morto in una colonia penale in Siberia, sottolineando che Abdrazakov «è stato un rappresentante di fiducia per la campagna presidenziale di Putin e ora dirige il Teatro dell’Opera e del Balletto di Sebastopoli, nella Crimea occupata, in Ucraina».
Le esibizioni di Abdrazakov in Italia erano previste il 18, 21, 23 e 25 gennaio 2026. La vicenda, come detto, richiama alla memoria quella di Valery Gergiev, direttore d’orchestra russo criticato per le sue posizioni ritenute vicine al Cremlino e che si è visto cancellare il concerto in programma lo scorso 27 luglio alla Reggia di Caserta.
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