La notizia che Putin ha insignito il pianista e direttore ( soprattutto pianista) tedesco Justus Frantz della più alta onorificenza russa: l'Ordine dell'Amicizia', messa da parte l'amarezza di dover constatare una volta ancora, che il dittatore assassino russo ha diversi sostenitori anche fra i musicisti (oltre i casi ben noti di Gergiev me Netrebko) occidentali, ci ha fatto venire in mente che nel nostro archivio è conservata una sua lettera, datata 1 marzo 1981, inviata al nostro indirizzo romano di allora, pochi giorni dopo un nostro incontro a Roma, in occasione di un suo ( veramente suonava allora sempre in duo con Christoph Eschenbach) concerto, occasione per una intervista che facemmo alla presenza della sua giovane bella fidanzata ( che dopo sposerà) di allora, la baronessa Alexandra von Rehlingen che lo accompagnava nel viaggio italiano e dalla quale ha divorziato nel 1990.
Facemmo a lui una intervista per una rivista di musica da poco uscita, Banchetto Musicale, ideata e diretta da Gabriele Rifilato.
Quasi certamente era a Roma con Eschenbach, ma Frantz era del duo pianistico il 'frontman' come si direbbe oggi, anche per la sua avvenenza giovanile che ben ricordiamo.
Frantz, che ora ha 81 anni, ha avuto una bella carriera da solo o in duo con Eschenbach, soprattutto come pianista, mentre il suo sodale ne ha avuta una più brillante da direttore. E' stato fra i fondatori ed animatori del celebre Festival dello Schleswig-Holstein, ed ha suonato con direttori come Karajan, Bernstein e, di recente, spesso anche con Gergiev, per la comune vicinanza a Putin ed alla sua politica: festeggiò l'occupazione della Crimea ed ha partecipato a manifestazioni a favore dell'invasione dell'Ucraina. Bella gente!
Quella lettera, datata 1 marzo 1981, breve, un biglietto affettuoso di saluti, su carta e busta intestata, della baronessa, con stemma araldico e molte palle sulla corona, diceva: "
"Con molti cari saluti anche da Christoph Eschenbach sperando di vedervi presto. Justus Frantz e A. v. Rehlingen".
Ho avuto la tentazione di strappare quel cimelio, non di gran conto naturalmente, che certamente dimostra che qualcosa deve essergli andato 'di traverso' nella vita, per accodarsi al gruppo dei 'laudatores' del dittatore assassino russo.
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