giovedì 16 ottobre 2025

Il Papa dia l'esempio nelle vertenze sindacali. Come nel caso dei dipendenti dei Musei in rotta con il Governatorato ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati)

 

Musei Vaticani, il Tribunale spera in un accordo tra Governatorato e i custodi, «serve concertazione»

Guano stratificato abbondantemente sui monumenti esterni, ambienti definiti insalubri, eccessivi turisti da controllare tutti in una volta per via dei flussi crescenti registrati quotidianamente ai Musei Vaticani, responsabilità crescenti non sempre riconosciute contrattualmente e, dunque, da adeguare. Nella prima udienza dell'insolita class action avviata da un gruppo di custodi contro il Governatorato (che di fatto sovrintende a gran parte del personale d'Oltretevere) è affiorato un quadro piuttosto complesso e problematico. Non tanto per il compito immane di proteggere e sorvegliare opere d'arte inestimabili nei musei, ma soprattutto per il muro contro muro tra le parti. Il Governatorato ha liquidato ancora una volta le richieste sindacali avanzate dai custodi definendole “temerarie” o “inesistenti”. Sul lato opposto i lavoratori attraverso il loro difensore, l'avvocata Laura Sgrò, hanno sviluppato in una ventina di punti le loro ragioni chiedendo un confronto da anni. Che però di fatto è mancato totalmente nonostante i tentativi. Al punto che il presidente del Tribunale vaticano, Venerando Marano, ha incalzato a trovare un accordo e ad imboccare la via della conciliazione. «E' negli auspici di questo tribunale» ha ripetuto. 

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L'avvocato Giuseppe Puglisi Alibrandi difensore del Governatorato - attualmente diretto da suor Raffaella Petrini – ha illustato nel dettaglio la posizione dell'ente, confermando di fatto la carenza di dialogo interno e la mancanza di un criterio capace di risolvere i contenzioni conducendoli ad una concertazione. Ha assicurato che i Musei, sulla questione degli ambienti insalubri, si stanno attrezzando per dotarsi di sistemi adeguati di aerazione interna, soprattutto nei luoghi più affollati dai turisti . Poi su altre questioni  giuridiche ha rimandato ad altri enti :  la sfera di competenza normativa è quella della Segreteria di Stato o della Segreteria dell'Economia. Un aspetto controverso nei fatti. Secondo l'avvocata Sgrò un datore di lavoro dovrebbe essere sempre responsabile delle condizioni di salute dei propri dipendenti. «E' vero che vi è un conflitto di norme in diversi punti. Ma è anche vero che è il Governatorato che ne deve rispondere visto i custodi sono stati assunti proprio dal Governatorato. Chi, se non il datore di lavoro, dovrebbe occuparsi della salute, delle uscite di sicurezza, dei carichi di lavoro?» Come prova l'avvocata ha chiesto al Tribunale di inserire tra il materiale processuale una ventina di fotografie – scattate in questi giorni - che mostrerebbero l'effettivo stato problematico in cui operano i custodi. 

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Le richieste dei custodi che sono sul tappeto sono diverse, vanno da riconoscimenti economici a criteri di inquadramento secondo il merito, dall'aggiornamento della tabella degli straordinari del lavoro festivo e notturno, al riconoscimento delle fasce orario. Chiedono poi maggiori giorni di ferie, visto che lavorano sei giorni in più rispetto tutti gli altri lavoratori del Governatorato. Seguono le indennità per i danni biologici e fisici e l'adeguamento del canone di locazione degli immobili in base al reddito familiare e non alle quotazioni attuali del mercato di Roma. 

Inizialmente la questione sindacale finita in tribunale dei custodi dei Musei Vaticani sarebbe rimasta a livello interno se il Governatorato avesse scelto la concertazione. I cinquanta lavoratori che due anni fa avevano firmato una semplice lettera indirizzata al cardinale Vergez, il predecessore di suor Petrini (che all'andata in pensione del porporato ha ereditato il dossier) speravano di trovare una quadra. La carenza di interlocuzione ha portato il contenzioso davanti all'Ufficio del lavoro che per ben tre volte ha sempre respinto le richieste. Nel giugno scorso i lavoratori (nel frattempo scesi a dodici, evidentemente per timori di spiacevoli conseguenze o rappresaglie) hanno deciso di iniziare una causa civile. Una class action mai stata tentata prima. Con il cambio di pontificato e l'arrivo di Leone XIV - che come si sa è un ferrato canonista attento ai codici e alle norme -, gli occhi sono tutti puntati sulla decisione che prenderà il Tribunale. Intanto la prossima udienza è stata fissata per il 6 novembre.

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