venerdì 11 luglio 2025

Nardò. Una studentessa scrive alla Presidente della Commissione di maturità che l'ha promossa con 98/100. La presidente rispodnte, La studentessa replica e chiarisce

 

Marina Duca, la studentessa replica alla presidente di commissione e chiede gli atti della Maturità: «Nessun vittimismo, ho denunciato un sistema»© - licenza temporanea -

Polemica alla Maturità: dopo la prima lettera e le accuse, la studentessa replica e chiede i verbali dell'esame. Nei giorni scorsi, la lettera di Marina Duca, studentessa neo-maturata del Liceo Classico «Galileo Galilei» di Nardò (Lecce), indirizzata alla presidente di commissione Chiara Vantaggiato (dirigente scolastica del «Salvemini» di Alessano), ha acceso i riflettori sulla «gestione» del colloquio della maturità, scatenando un'accesa discussione. La giovane aveva denunciato comportamenti e domande che riteneva ingiuste da parte della Presidente di commissione. Ora, dopo le dichiarazioni della Presidente stessa e nel bel mezzo del vortice mediatico, la studentessa torna sulla questione e annuncia una richiesta di accesso agli atti. Ecco la sua seconda lettera pubblica.

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LA LETTERA

«Dopo le dichiarazioni della presidente e nel bel mezzo della discussione mediatica che si sta sviluppando in queste ore con attacchi anche violenti sui social nei miei confronti, sento il bisogno di fare alcune piccole precisazioni», premette la studentessa. Che poi mette in fila una serie di questioni: «- Il vittimismo – esordisce - non mi appartiene; - La mia lettera non contiene una lamentela ma una denuncia pubblica contro un comportamento ed un sistema che ho ritenuto di non subire; - Il mio voto di maturità è 98, pertanto non si è trattato di uno sfogo scaturito dalla delusione per "una prova andata male" ma della reazione ad un’ingiustizia per come è stato gestito il colloquio dalla Presidente; - Avrei potuto, come "i saggi" consigliano spesso "farmi i fatti miei"; - Andrò sicuramente avanti per la mia strada e guarderò oltre, ma ho deciso di non voltarmi dall’altra parte, perché non voglio che quello che è accaduto a me possa accadere ad altri ragazzi e ragazze».

NIENTE RISPOSTE ERRATE

Duca poi va avanti con l'elenco di rimostranze: «- La difesa della Presidente lascia intendere che potrei essere stata io a non aver saputo rispondere sulla differenza tra il 25 aprile e il 2 giugno, ma la domanda non è stata posta alla sottoscritta bensì ad un’altra candidata. Pertanto, le dichiarazioni della Presidente sono false; -Per tale ragione ho avanzato formale richiesta di accesso agli atti per acquisire copia dei relativi verbali; - La mia prova orale si è svolta alla presenza di altri 5 compagni firmatari con me della lettera, circostanza, quest’ultima, alla quale la Presidente non attribuisce alcun valore, ad ulteriore conferma della scarsa considerazione che la stessa ha dell’opinione altrui (in sede d’esame, infatti, i membri della commissione interni ed esterni sono stati limitati e delegittimati nell’esercizio delle loro funzioni dalla Presidente che in maniera perentoria ha ribadito in più occasioni la sua prerogativa di decidere per tutti); - Contrariamente a quanto dichiarato, nella mia prova orale non ho fornito risposte errate sulle quali la Presidente avrebbe avuto il legittimo diritto di intervenire (con i giusti modi) per correggere, ma si è trattato di una serie di domande capziose e dal contenuto così ampio e discutibile da non avere una risposta univoca e predefinita; - Stessa cosa si è verificata per altri compagni che come me stanno procedendo con la richiesta di accesso agli atti; - Trovo inaudito, inoltre, che chi viene investito da un ruolo così importante come quello di Presidente di Commissione agli esami di Stato corregga la risposta esatta di un candidato, fornendo la risposta sbagliata e insinuando il dubbio nello studente che invece aveva piena conoscenza dell’argomento richiesto; - Questo si è verificato con la mia compagna Alice che alla domanda "Ci sono più monarchie o più repubbliche in Europa" aveva risposto correttamente: "ci sono più repubbliche", sentendosi dire: "hai sbagliato"; - Tutto quello che dico può essere provato da testimoni e attraverso i verbali di esame che mi auguro siano conformi allo svolgimento delle prove».

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