Julija Navalnaja lancia un duro attacco al festival “Un’estate da Re“, in programma alla Reggia di Caserta il 27 luglio. In una lunga lettera pubblicata da Repubblica, la vedova di Aleksej Navalny denuncia la presenza tra gli ospiti del maestro Valerij Gergiev, definendolo «complice e fiancheggiatore della politica criminale di Putin». «Non è solo un direttore d’orchestra — scrive — è un caro amico di Putin, un suo sostenitore attivo, parte integrante del regime. Nel 2012 lo ha sostenuto alle elezioni, nel 2014 ha appoggiato l’annessione illegale della Crimea, nel 2016 ha tenuto un concerto propagandistico a Palmira, in Siria. Nel 2018 ha di nuovo fatto campagna per lui, mentre mio marito veniva escluso illegalmente dalle presidenziali».
Navalnaja: «Fingere che Gergiev sia solo un artista è ipocrisia»
Nella lettera Navalnaja contesta con forza il tentativo di separare arte e politica: «Qualsiasi tentativo di fingere che Gergiev sia solo un artista è ipocrisia. Se questo è solo un evento culturale, allora chiamatelo “Un’estate da ipocriti”. O scrivete chiaramente su ogni manifesto il nome del “Re” celebrato dal festival: Vladimir Putin». Ricorda anche un’inchiesta pubblicata dalla Fondazione Anticorruzione, fondata da Navalnyj, che accusa Gergiev di aver usato fondi pubblici russi, formalmente destinati a giovani musicisti, per fini personali. «Il suo sostegno al Cremlino è ricompensato con cariche, titoli, denaro», afferma. Navalnaja chiude con un appello agli italiani: «Siate coerenti. Gergiev non ha mai condannato l’invasione dell’Ucraina. È un ambasciatore culturale di Putin. Non è forse sufficiente per non invitarlo mai più a un festival internazionale?». A parlare per prima del caso era stata la vice presidente per parlamento europeo Pina Picierno in un post su X, in cui rivolgeva direttamente a Vincenzo De Luca. Finora, tuttavia, il governatore della Campania ha difeso la scelta parlando di «dialogo tra i popoli».
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