L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di colpire i cittadini di ben 43 Paesi. Stabilendo un nuovo divieto di viaggio negli Stati Uniti più ampio delle restrizioni imposte durante il primo mandato del presidente Trump. L'indiscrezione è stata raccolta dal New York Times citando diversi funzionari a conoscenza del dossier. Ci sarebbe già una bozza di elenco di raccomandazioni elaborato da funzionari diplomatici e di sicurezza che suggerisce una lista "rossa" di 11 Paesi i cui cittadini sarebbero categoricamente esclusi dall'ingresso negli Stati Uniti. Si tratta di Afghanistan, Bhutan, Cuba, Iran, Libia, Corea del Nord, Somalia, Sudan, Siria, Venezuela e Yemen, hanno affermato i funzionari al quotidiano americano con la garanzia dell'anonimato.
Il New York Times (qui l’articolo) ha fatto esaminare la bozza che vedete in alto a diversi funzionari delle ambasciate e degli uffici regionali del Dipartimento di Stato, nonché specialisti della sicurezza di altri dipartimenti e agenzie di intelligence. I commenti sono discordanti. Possono esserci ragioni politiche alla base di questi divieti e rischiano di interrompere la cooperazione anche su altre tematiche. La bozza di proposta include anche una lista "arancione" di 10 Paesi (che vedete in alto) per i quali i viaggi sarebbero stati limitati ma non interrotti. Ai viaggiatori che si muovono per motivi di affari o lavoro potrebbe essere consentito l'ingresso, ma non alle persone che viaggiano con visti per immigrati o turisti. I cittadini di questa seconda lista verrebbero sottoposti anche a colloqui obbligatori in presenza per ottenere un visto. Questa lista include Bielorussia, Eritrea, Haiti, Laos, Myanmar, Pakistan, Russia, Sierra Leone, Sudan del Sud e Turkmenistan.
Quando è entrato in carica il 20 gennaio il presidente Usa Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo che richiedeva al Dipartimento di Stato di identificare i Paesi «per i quali le informazioni di controllo e screening sono così carenti da giustificare una sospensione parziale o totale dell’ammissione di cittadini». Ha dato al dipartimento 60 giorni per inviare un rapporto dettagliato alla Casa Bianca. Dunque, secondo i calcoli, sarebbe in arrivo per la prossima settimana. Il Bureau of Consular Affairs del Dipartimento di Stato ha preso l'iniziativa e ha affermato che i dipartimenti di Giustizia e Sicurezza Nazionale e l'Office of the Director of National Intelligence avrebbero dovuto assistere nell’attività.
Non è chiaro neanche se le persone con visti esistenti saranno esentate dal divieto o se i loro visti saranno annullati. Né è chiaro se l'amministrazione intende esentare i titolari di green card esistenti, che sono già stati approvati per la residenza permanente legale. La scorsa settimana l'amministrazione Trump ha dichiarato di aver annullato la carta verde di Mahmoud Khalil, ex studente laureato della Columbia University di origine palestinese e nato in Siria, perché aveva guidato proteste nel campus americano contro la guerra di Israele a Gaza. Il governo Usa ritiene quelle manifestazioni come antisemite, innescando una battaglia legale sulla legalità di questa mossa.
Alcuni dei Paesi presenti nelle bozze delle liste rosse e arancioni sono stati sanzionati Trump già durante il primo mandato, ma molti sono nuovi. Alcuni condividono caratteristiche con le liste precedenti: sono generalmente a maggioranza musulmana o comunque non bianchi, poveri e hanno governi considerati deboli o corrotti.
Nessun commento:
Posta un commento