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lunedì 11 gennaio 2016

In ricordo di Pierre Boulez N.4 .Boulez riceve il Leone d'oro a Venezia e parla di Maderna

A marzo dello scorso anno scrivemmo su questo blog  il post che ora ripubblichiamo, riguardante Boulez ed anche Maderna.

In una articolo celebrativo per i novant'anni di Pierre Boulez - sacrosanto - sul Corriere, a firma Manin, Ivan Fedele, che gli ha attribuito il 'Leone d'oro' alla Carriera della Biennale Musica di cui è direttore, spezza una lancia in favore della grande umanità di Boulez, a dispetto della sua immagine stereotipata di gran pensatore e teorico della musica  cui va ad aggiungersi quella di oggi: protettore e missionario ( Fedele, pieno di orgoglio, ci mette anche la sua, giacchè lavorò all'IRCAM parigino ed ebbe l'onore di una 'commissione' dello stesso Boulez).
Racconta  Fedele che scoprì la grande sensibilità e profonda umanità di Boulez ascoltando una sua interpretazione dell'Adagietto della 'Quinta' di Mahler, che in lui convive con la durezza con cui apostrofa colleghi e musiche che non condivide e non stima - in cima alla lista i cosiddetti minimalisti, la cui musica è poca cosa: ' les minimalistes sont minimaux', ebbe a dirci in una delle interviste che ci concesse negli anni.
 Ma il buon cuore di Boulez, secondo Fedele, si è manifestato anche concretamente, come quando ha aiutato la famiglia  del defunto Maderna, i cui figli ha provveduto concretamente a mandare a scuola,  nel silenzio e nella discrezione più totali.
 Fedele,però, non sa cosa pensava Boulez di Maderna compositore, nonostante il suo sodalizio giovanile con il musicista italiano e con Berio Il suo gesto di solidarietà concreta  potrebbe suonare come una sorta di risarcimento, alla luce di ciò che stiamo per dire?
 Boulez non aveva grande stima del Maderna compositore, la cui opera riteneva difficile ( impossibile) da definire ed identificare e non a causa della tecnica dell'aleatorietà. Boulez  ha sempre reso onore e merito al Maderna apostolo della musica contemporanea, ma non al compositore.
 In una breve conversazione che avemmo con lui, ai tempi di 'Piano Time',  presso l'Accademia di Francia a Roma, in uno dei suoi rari passaggi nella Capitale,  manifestò il suo pensiero in proposito, definendo Maderna un 'elefante leggerissimo' che, a causa della sua frenetica attività di direttore e divulgatore, tolse tempo alla composizione, nella quale il suo lascito è di pochissimo valore. In sintesi ci disse  proprio questo.  E Mario Bortolotto sulle stesse pagine  di 'Piano Time', dove pubblicammo quella intervista lampo, colse l'occasione, da quelle poche righe, per spiegare meglio la durezza ma anche la verità di quelle affermazioni.
 Mario Bortolotto, se non ci sbagliamo, ha ripubblicato anni fa quella sua pagina profondissima, sul Foglio, dove crediamo di averla riletta qualche tempo fa.

martedì 31 marzo 2015

Al concerto di Pappano, con la prima assoluta di Sciarrino, un giallo

All'indomani della elezione di Michele dall'Ongaro a presidente-sovrintendente di Santa Cecilia, immediatamente il sito del'Accademia dava conto dell'avvenuto cambio al vertice , mettendo al posto del vecchio sovrintendente, il nuovo. E il vecchio, Bruno  Cagli? Creata appositamente una carica per lui, quella di presidente onorario, con la quale oggi figura nell'organigramma dell'Accademia, con funzioni evidentemente di rappresentanza, come ha già iniziato a fare in occasione della Laurea Honoris causa a Pappano, dove l'assente dall'Ongaro era sostituito dal presente Cagli.
 Ma al concerto di Pappano con la  strepitosa novità assoluta di Sciarrino, sfogliando il programma di sala, davvero ricco, leggiamo in prima pagina  i nomi dei componenti del consiglio di amministrazione presieduto da dall'Ongaro. Ma che vi notiano? L'assenza di Battistelli, ed il rientro di Giovanni  Carli Ballola ed Ivan Fedele,  estromessi con la nuova sovrintendenza.  E Battistelli? L'amico gemello di dall'Ongaro  era  stato già estromesso dopo neppure un mese dal suo rientro, a seguito delle elezioni che hanno visto gli elettori dell'Accademia esattamente schierati a metà su due fronti, con qualche unità in più per dall'Ongaro? Dunque tutte le professioni  di amicizia di dall'Ongaro nei riguardi di Battistelli, erano finte, come abbiamo sempre pensato e continueremo a pensare, perché nessuno ci toglierà mai dalla testa che lì, come in qualunque altro ambiente nel quale si esercita un notevole potere, le pugnalate non si risparmiano a nessuno. E
 Tra parentesi - ma la cosa ci lascia davvero indifferenti- per questo il nuovo re dell' Accademia deve guadarsi bene le spalle perché una pugnalata gli può essere sferrata quando meno se lo aspetta, e non deve dormire sugli allori, perché anche noi temiamo, senza per questo  star svegli di notte, che alla fine del primo mandato non è poi così automatico che ne riceva un altro. Battistelli, l'amico gemello è là, sempre  paziente che aspetta,  e se non gli è riuscito una volta ed anche un'altra, forse alla terza ci riesce, perché giocheranno in suo favore, tutti gli errori che dall'Ongaro sicuramente commetterà in questi anni, per sete e fame di potere. Ma che ha già fatto anche da vicepresidente, come si nota da certe presenze del cartellone della stagione in corso.
 Comunque, a fine serata, tornati a casa, il giallo è venuto a risoluzione: sul programma di sala avevano messo il nome del nuovo presidente ed anche di quello onorario; ma per i componenti del Cda, avevano lasciato quelli vecchi.

mercoledì 25 febbraio 2015

Giorgio(Battistelli) torna all'ovile governato da Michele(Dall'Ongaro); ma punta al governo del suo piccolo borgo natio: Albano

Dopo qualche anno, in cui ha vagato a destra e sinistra, Giorgio Battistelli - 'il musicista che si tiene alla larga da qualunque consorteria, salvo che dalla sperimentazione in ogni campo', come recita l'intestazione del suo profilo, nel sito ufficiale del compositore - torna all'ovile di Santa cecilia, anzi nel suo consiglio di amministrazione - che ora per far finta di cambiar vita si chiama 'Consiglio di indirizzo', dal quale per protesta era uscito un paio di anni fa, in aperto dissenso con Cagli (allora  presidente/sovrintendente, ed ora presidente onorario, che Battistelli si augura di non incontrare mai a causa dei lusinghieri giudizi di Cagli ai tempi della precedente elezione a presidente in cui Battistelli era il suo avversario) il quale al suo posto aveva chiamato Gianni Letta, come sostituto niente male, e che ora resta a Santa Cecilia, come anche a Musica per Roma.
 Dal medesimo consiglio sono usciti Ivan Fedele e Giovanni Carli Ballola, come anche Tarquini dell'Unione industriale, nella quale ha cariche di vertice Gianpaolo Letta, figlio di Gianni.
 Il rientro all'ovile smentisce le voci di questi ultimi mesi  su un dissidio profondo fra Dall'Ongaro e Battistelli, a proposito del quale nelle ultime ore Dall'Ongaro ha gettato acqua sul fuoco: Giorgio ed io siamo amici. E non è assolutamente improbabile che Battistelli diventi vice presidente dell'Accademia, occupando il ruolo che fino a qualche giorno fa era di Dall'Ongaro. Non crediamo che tale ruolo possa essere assunto da  Matteo D'amico - altro musicista della medesima compagnia di giro, alla quale appartiene anche Dall'Ongaro e Battistelli, e membro del Consiglio di santa Cecilia,  se consideriamo che D'Amico è direttore artistico dell'Accademia Filarmonica, nel cui consiglio direttivo siede ancora Dall'Ongaro ed anche Battistelli, se ricordiamo bene. Intrecci di amorosi sensi!
 Dunque Dall'Ongaro e Battistelli si sarebbero fronteggiati civilmente nella corsa a Santa Cecilia, ed ora, a elezioni avvenute, i due tornano ad essere amici - come sono sempre stati (?) - anzi a collaborare. Ma se avessero fatto finta di farsi la guerra fra di loro, per mettere fuori gioco  gli eventuali altri  aspiranti?
 Ora che è andato via anche dal Consiglio di indirizzo dell'Opera di Roma, pur mantenendo la carica di Direttore artistico dell'Orchestra della Toscana e di Presidente della Barattelli dell'Aquila, Battistelli potrà dar corso al suo forte ed incontenibile impegno civile, presentandosi, come ha annunciato nell'agosto scorso, candidato sindaco del suo borgo natio alle porte di Roma.