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mercoledì 4 gennaio 2017

Torna a suonar l' Orchestra Mozart di Abbado padre

La notizia è di quelle belle, già anticipata negli ultimi mesi dell'anno passato. La Mozart, l'orchestra fondata e diretta da Cludio Abbado, che aveva dovuto arrendersi di fronte alla malattia mortale che era tornata  colpire il direttore, sciogliendosi qualche settimana prima della  sua morte, torna ora a riunirsi per suonare, dopo alcune esperimenti cameristici in questi ultimi tempi.

Intanto gli appuntamenti fissati per questo gennaio sono due, il 6 a Bologna e l'8 a Lugano. Si tratta di una 'prova generale' di possibile ripresa, in tutt'altre condizioni. Per questi due concerti gli strumentisti - gran parte dei quali illustri e stabili in formazioni di prestigio in vari paesi europei - sì sono prestati a provare e suonare gratuitamente, e la stessa cosa ha fatto - e dichiarato pubblicamente anche per invogliare altri suoi colleghi a fare altrettanto -  Bernard Haitink, l'87. enne direttore che aveva sostituito Abbado negli ultimi concerti a capo della Mozart : per riprendere, in certo modo, proprio da dove aveva lasciato, prima della morte di Abbado, ha dichiarato a motivare la sua risposta alla chiamata della Mozart.

Dicevamo che la Mozart rinasce con altri presupposti di gestione: si sta stimolando una sorta di piccolo 'azionariato' diffuso ( c'è un termine inglese che lo definisce, ma a noi non piace) alla cui generosità e quantità affidare le sorti della bella orchestra. Facciamo il tifo perché riesca, per intanto.

Resta un mistero il fatto che con la morte di Abbado sponsor e benefattori 'pesanti' dell'Orchestra abbiano ritirato le loro  munifiche donazioni, come un mistero altrettanto incomprensibile resta l'assenza totale del ministro Franceschini e della sua corte che neanche un proposta ha avanzato  per aiutare la rinascita dell'Orchestra di Abbado, per la quale, quando il direttore era ancora in vita, ma anche subito dopo la sua morte, aveva promesso attenzione - che tradotto significa finanziamenti, in questo caso ben spesi - e il proposito di non vederla defunta definitivamente.

Per noi, non sappiamo se anche per chi legge, resta come il mistero dei misteri il silenzio e l'assenza dei figli del maestro in questo tentativo di rinascita, soprattutto di sua figlia Alessandra che  a fianco ed alle dipendenze del padre è vissuta per una vita, ma anche di Daniele che del nome di Abbado ha tanto beneficiato, anche se ora non più. Alessandra potrebbe rispondere che ora si dedica ad altri progetti avviati da suo padre, e che intrecciano arte e solidarietà. Bene, ma ha perso l'uso di parola sulle traversie della Mozart, per non dire almeno una parola di augurio?

Anche per questo e molto altro ancora, il gruppo di persone che si è impegnato in questa difficile operazione di rinascita merita attenzione ed incoraggiamento . Come meriterebbe un concreto sostegno del Ministero di Franceschini, che brucia  alcune decine di milioni per rifare la platea in legno del Colosseo.

sabato 5 marzo 2016

La Fondazione Claudio Abbado - figli ed esecutore testamentario - sceglie Berlino per trasferirvi l'archivio del musicista. Bocciata l'Italia

Cominciamo col dire che la decisione dei figli di Abbado - Daniele ed Alessandra - di spedire l'archivio del loro padre alla Biblioteca nazionale di Berlino,  a portata di mano dei Berliner Philharmoniker, che lo ebbero direttore per molti anni, nonostante che abbia qualche ragione di opportunità, non ci piace affatto, per le ragioni che i due rampolli che un pò conosciamo, direttamente o indirettamente, hanno addotto  a sostegno di tale decisione.
 No Milano perchè, in fondo, il loro padre, dopo essersi formato ed aver mosso i primi passi ed aver avuto il primo importante incarico alla Scala, andò via sbattendo la porta, molti anni fa, e non ci è più tornato, salvo una fugace apparizione  nel 2012 .
No Bologna, dove Abbado ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, e dove ha messo su l'ultima sua creatura 'giovanile', l'Orchestra Mozart; ma qui non abbiamo capito perchè.
E no Ferrara, dove Claudio Abbado per anni,  a cominciare dagli anni Ottanta  ha avuto una sua residenza con l'Orchestra europea, altra sua creatura musicale, ma dove ha trovato lavoro a sua figlia Alessandra... ed anche qui la ragione non  ci è chiara.
 Per Milano s'è ascoltata anche la voce di Filippo Del Corno, compositore ed assessore alla cultura del gabinetto Pisapia, e ovviamente in buoni rapporti con gli eredi del maestro, nonchè esponente dei salotti buoni della capitale lombarda, che ovviamente ha detto di essere d'accordo con la decisione autonoma degli eredi del maestro -  che ha anche altri due figli più piccoli, rispetto a Daniele ed Alessandro - perchè, in buona sostanza, Berlino 'fa buona guardia'.
Cioè - ed è lì'unica ragione che capiamo e possiamo condividere - andando a Berlino tutto il lascito 'musicale'  (soprattutto partiture, libri, corrispondenza poca) di Claudio Abbado sono sicuri che verrà catalogato, come sottoscritto dagli affidatari, e digitalizzato, cosa che in Italia, con i chiari di luna attuali, nessun'altra istituzione avrebbe garantito nei modi e tempi assicurati dai tedeschi.
 Noi stessi, si parva licet... ,quando abbiamo deciso di donare ad una biblioteca una decina di lettere manoscritte che Stockhausen ci scrisse ai tempi della nostra direzione di Piano Time, abbiamo subito deciso per la biblioteca musicale dell'Istituto Storico Germanico di Roma, perchè siamo sicuri che quelle lettere  in quello straordinario centro di cultura e di studio saranno conservate e rese accessibili nella migliore maniera  possibile.
 Ma noi che non abbiamo ricevuto nessun favore nè dal celebre istituto romano, del quale però in tante occasioni abbiamo potuto verificare di persona l'efficienza e la cortese sollecitutdine, nè da nessun altro, essendo liberi di fare dono delle nostre cose a chicchessia, abbiamo scelto secondo un nostro personale insindacabile parere.
 I figli del maestro, specie i due più grandi, Daniele il regista e Alessandra la manager, non possono dire altrettanto. perchè- senza timore di essere smentiti - in Italia, in nome del padre, hanno ricevuto opportunità come in nessun altro paese, neppure in Germania. E allora avrebbero dovuto tentare altre possibili strade, giustificare altrimenti la scelta senza quel  tipico atteggiamento riprovevole di chi sputa nel piatto nel quale ha mangiato e continua a mangiare.
E la figlia Alessandra - come abbiamo scritto alcuni giorni fa - perchè ora che suo padre è morto, non continua a lavorare per l'ultimo suo progetto rappresentato dalla 'Mozart'  - dove lei ha trovato lavoro per anni - che ora faticosamente si tenta di far risorgere?
 E Daniele, regista, lavora all'estero come in Italia? Ce lo dica se sbagliamo.
Spunta poi una collaborazione con l'Accademia di Santa Cecilia, guidata dal loro parente Michele Dall'Ongaro che dovrebbe avere un accesso 'privilegiato' all'ARCHIVIO BERLINESE. Ma come fa se, notizie degli ultimi tempi, il personale della Bibliomediateca ceciliana è stato ridotto all'osso al punto che  neanche la normale attività di consultazione e studio è oggi garantita?

mercoledì 24 febbraio 2016

L'Orchestra Mozart RISUONA. Per volontà e donazioni di molti. E il mondo della musica che fa? E Franceschini dove si nasconde?

Chissà che non si avveri  la rinascita dell'Orchestra Mozart, inventata e diretta per anni da Claudio Abbado,  e chiusa - 'momentaneamente, si disse allora - alla viglia dell'acutizzarsi della malattia che lo condusse alla morte a gennaio del 2014.
 Tutti si dissero allora che quell'Orchestra - un vero gioiello -  non poteva morire con il direttore. E promisero anche che, in qualche modo, sarebbe risorta. Ed invece sono trascorsi ormai due anni senza che nulla in tal senso sia accaduto. E l'Orchestra che, unica al mondo, faceva suonare insieme solisti strepitosi e giovani dotatissimi, si è dovuta arrendere al destino ed all'indifferenza  che ne hanno decretato la chiusura.
Fino a ieri, perchè da oggi - ci informa il 'Corriere', con una articolo di Giuseppina Manin - c'è un progetto concreto, gestito da Ginger, società di crowdfunding ( in parole povere, un progetto di azionariato diffuso, per entrare nel quale  ogni donazione di qualunque entità è la benvenuta: fino a questo momento sono stati donati 8.000 Euro circa, da poco più di un centinaio di donatori. Il traguardo è ancora lontanissimo, ma l'inizio è promettente ed entusiasta), al quale partecipa come capofila la Accademia Filarmonica di Bologna, guidata da Loris Azzaroni, che organizza ed ospita le attività di formazione ed anche qualche concerto della Orchestra.
Sulla cui culla non vigila più Alessandra Abbado, figlia del maestro esempre al suo fianco, in veste manageriale, dai tempi della direzione dei Berliner, di Ferrara Musica (con Mauro Meli), e poi alla Mozart . Come mai, si è spento, con la morte del padre, il sacro fuoco che bruciava nel suo petto e che la spingeva a lavorare nella musica? A proposito che belle facce quelle delle giovani che costituiscono lo staff che lavora alla nascita dell'orchestra che fu di Abbado.
 Adesso, dandosi delle regole precise nel settore economico - un rimborso spese uguale per tutti, per abbattere le spese, e dunque nessun cachet- si vuole ad ogni costo far rinascere l'orchestra. C'è già un mini calendario di concerti  nei quali, dopo la rinascita, alcuni musicisti di gran fama, si sono offerti di suonare, facendo  da amorevoli levatrici al  nuovo parto, che arriva dopo il doloroso distacco da Abbado.
 In questo bel progetto risalta, come nota stonata, l'assenza totale del ministero di Franceschini, quello della ricopertura della platea del Colosseo - sulla quale speriamo che almeno si esibisca lui: sarebbe  la vera novità  che giustificherebbe l'interesse eccessivo mostrato dal ministro per il progetto che costa alcuni milioni di Euro. Potremmo aggiungere a questa inutile enorme spesa da parte di un ministro che va  ogni giorno gridando in giro che la musica è ciò per cui l'Italia è conosciuta nel mondo, una seconda idiozia anche storica - ha ragione, lo è anche per le orchestra che chiudono, nella totale indifferenza anche sua!- ventilata  e caldeggiata dal sindaco di Verona, Tosi, che ha ottenuto una notevole somma, per formulare il progetto di fattibilità della copertura dell'Arena, da 'Calzedonia'.
Si vuole rifare il Colosseo - magari anche Franceschini penserà in un secondo momento alla sua copertura - coprire l'Arena di Verona per ospitarvi spettacoli di ogni genere anche d'inverno  oltre che d'estate, a dispetto della pioggia, e poi  si resta insensibili ed impermeabili alla chiusura di un'orchestra che si era segnalata per la sua grande qualità  oltre che per la atipicità ( grandi solisti e giovani promettenti ).
 Il prossimo 9 marzo un film sull'orchestra, realizzato nel 2104 dalla coppia Failoni/Merini, verrà proiettato alla Philharmonie di Berlino, segnando l'avvio ufficiale della raccolta fondi per far 'RISUONARE la MOZART'.
 Ma sarebbe il caso che tutti i musicisti che contano, che hanno conosciuto e lavorato con Abbado, di cui si sono professati amici( veri? occasionali?presunti? di comodo? amici/nemici?)  e che in tante occasioni dicono di avere a cuore il futuro dei giovani musicisti passassero dalle parole ai fatti; e cioè che solisti e direttori ( soprattutto direttori indispensabili alla rinascita, e pensiamo a  Muti, Pappano, Mehta e Barenboim ed altri) suonassero, cantassero o dirigessero un concerto della Mozart per riavviarla, più bella di prima. Fatti, non bastano più solo le parole.
(www.orchestramozart.com)