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domenica 8 gennaio 2017

Due buone notizie in questo inizio di 2017: crescita del turismo culturale, rinascita dell'Orchestra Mozart

La notizia migliore delle due, se non altro perché coinvolge un numero altissimo di persone, è l'aumento consistente del visitatori di musei, monumenti e siti archeologici nell'anno appena passato, con un incremento oltre che di visitatori, conseguentemente, anche di entrate da botteghino. Ed è una notizia che ci rende oltremodo contenti, perché l'aumento del pubblico in Italia è in controtendenza rispetto all'Europa, dove si registra, invece, un calo non irrilevante, perfino al Louvre (dopo gli attacchi terroristici a Parigi ed in Francia).

I particolari del resoconto del 2016 , fatto da Franceschini, sono oltremodo interessanti. Naturalmente i soliti  notissimi monumenti sono in cima alla lista dei siti visitati: Colosseo, con un leggero calo - causa controlli all'entrata? - Pompei, Uffizi ecc... ma anche una maggior presenza di tanti altri monumenti e siti  del nostro ricco territorio. Entrano nella lista dei monumenti visitati anche il Pantheon, fino a poco tempo fa negletto; brilla anche la Reggia di Venaria, che conferma Torino come una delle mete più ambite del turismo nazionale e non. Nella lista delle mete preferite c'è anche Mantova, capitale della cultura nell'anno appena trascorso.

Non pochi attribuiscono tale insperato successo a due fattori di incentivazione. Il primo, interessante, la domenica prima del mese, in cui  si può visitare tutto gratuitamente; il secondo, l'arrivo di direttori stranieri, scelti attraverso un bando internazionale, che,  per cultura, sono più abituati dei nostri ed anche più addestrati oltre che alla conservazione alla valorizzazione del nostro patrimonio.  Un giovane musicista ha lanciato una proposta. Perché non affidiamo a direttori stranieri anche le nostre istituzioni musicali, nella speranza che le rivitalizzino almeno per il pubblico?

 La seconda buona notizia - ma ad essa avevamo accennato già nei giorni scorsi - è la rentrée dell'Orchestra Mozart, che dopo tre anni di silenzio dal quale non si sapeva se sarebbe mai rimersa, è tornata a suonare al Manzoni di Bologna, diretta da Bernard Haitink che aveva diretto prima del suo forzato scioglimento ( causa malattia di Claudio Abbado, il fondatore) l'ultimo concerto chiamato a sostituire il fondatore ormai in gravi condizioni di salute e assai prossimo alla morte. Lunga vita alla Mozart!
Solo che... della Mozart non è fregato nulla alla città di Bologna, alla Regione, allo Stato (al Ministero di Franceschini) e poco, anzi pochissimo anche ai 1000 che hanno donato poco più di 90.000 Euro, attraverso la raccolta fondi diffusa.

mercoledì 4 gennaio 2017

Torna a suonar l' Orchestra Mozart di Abbado padre

La notizia è di quelle belle, già anticipata negli ultimi mesi dell'anno passato. La Mozart, l'orchestra fondata e diretta da Cludio Abbado, che aveva dovuto arrendersi di fronte alla malattia mortale che era tornata  colpire il direttore, sciogliendosi qualche settimana prima della  sua morte, torna ora a riunirsi per suonare, dopo alcune esperimenti cameristici in questi ultimi tempi.

Intanto gli appuntamenti fissati per questo gennaio sono due, il 6 a Bologna e l'8 a Lugano. Si tratta di una 'prova generale' di possibile ripresa, in tutt'altre condizioni. Per questi due concerti gli strumentisti - gran parte dei quali illustri e stabili in formazioni di prestigio in vari paesi europei - sì sono prestati a provare e suonare gratuitamente, e la stessa cosa ha fatto - e dichiarato pubblicamente anche per invogliare altri suoi colleghi a fare altrettanto -  Bernard Haitink, l'87. enne direttore che aveva sostituito Abbado negli ultimi concerti a capo della Mozart : per riprendere, in certo modo, proprio da dove aveva lasciato, prima della morte di Abbado, ha dichiarato a motivare la sua risposta alla chiamata della Mozart.

Dicevamo che la Mozart rinasce con altri presupposti di gestione: si sta stimolando una sorta di piccolo 'azionariato' diffuso ( c'è un termine inglese che lo definisce, ma a noi non piace) alla cui generosità e quantità affidare le sorti della bella orchestra. Facciamo il tifo perché riesca, per intanto.

Resta un mistero il fatto che con la morte di Abbado sponsor e benefattori 'pesanti' dell'Orchestra abbiano ritirato le loro  munifiche donazioni, come un mistero altrettanto incomprensibile resta l'assenza totale del ministro Franceschini e della sua corte che neanche un proposta ha avanzato  per aiutare la rinascita dell'Orchestra di Abbado, per la quale, quando il direttore era ancora in vita, ma anche subito dopo la sua morte, aveva promesso attenzione - che tradotto significa finanziamenti, in questo caso ben spesi - e il proposito di non vederla defunta definitivamente.

Per noi, non sappiamo se anche per chi legge, resta come il mistero dei misteri il silenzio e l'assenza dei figli del maestro in questo tentativo di rinascita, soprattutto di sua figlia Alessandra che  a fianco ed alle dipendenze del padre è vissuta per una vita, ma anche di Daniele che del nome di Abbado ha tanto beneficiato, anche se ora non più. Alessandra potrebbe rispondere che ora si dedica ad altri progetti avviati da suo padre, e che intrecciano arte e solidarietà. Bene, ma ha perso l'uso di parola sulle traversie della Mozart, per non dire almeno una parola di augurio?

Anche per questo e molto altro ancora, il gruppo di persone che si è impegnato in questa difficile operazione di rinascita merita attenzione ed incoraggiamento . Come meriterebbe un concreto sostegno del Ministero di Franceschini, che brucia  alcune decine di milioni per rifare la platea in legno del Colosseo.