Ernesto Palacio, già cantante, proprietario e gestore di una agenzia di rappresentanza di artisti, nominato direttore artistico del ROF alla morte di Alberto Zedda, è stato nominato dagli organi della Fondazione presieduta dal sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, nuovo sovrintendente, succedendo a Gianfranco Mariotti che si è dimesso dopo i rilievi della Corte dei Conti sul suo contratto, dopo 38 anni ininterrotti alla guida del festival.
Tutti si sono subito precipitati a dichiarare che Mariotti, il patriarca, resta una ricchezza del festival e non solo un costo - come faceva pensare il suo compenso - ed anche che resta a disposizione per qualunque cosa, data la sua vasta esperienza. Naturalmente Palacio ha ringraziato e s'è detto onorato della nomina.
Ma ora Palacio dovrà dimostrare di essersi meritato anche il nuovo incarico, perchè non ci metteranno molto a farlo fuori se non si dimostrerà all'altezza, non avendo a Pesaro le radici e le aderenze che poteva vantare Mariotti, anche se la sua agenzia rappresenta tuttora il giovane Mariotti, direttore d'orchestra, il quale farebbe meglio a cambiare agente.
Auguri al nuovo sovrintendente Ernesto Palacio.
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sabato 9 settembre 2017
sabato 2 aprile 2016
ROF, REF, RAF e FFF FESTIVALS. La fantasia al potere
In principio fu il ROF ( Rossini Opera Festival, tassativamente all'inglese come: Verdi Requiem, la dizione preferita da Riccardo Chailly, al posto del banalissimo 'Requiem di Verdi'), poi venne il romano REF ( RomaEuropa Festival, sempre all'inglese) che non intendeva affatto fare concorrenza al fratello maggiore pesarese; terzogenito, è venuto il RAF ( Ravenna Festival, ancora all'inglese) dei coniugi Muti. Ora, buon ultimo della prima serie, ma non in assoluto perché la fantasia non si può imbrigliare, arriva il romano FFF ( Fast Forward Festival) la cui traduzione nella lingua italiana è davvero difficile da fare (ci sembra che analogo nome abbia un festival olandese, Forward Festival, con sede ad Amsterdam, da dove il direttore artistico di FFF, e cioè Giorgio Battistelli, importa 'Blank Out' dell'olandese, appunto, Michael van der Aa, per 'soprano e film in 3D'( commissionato dal festival olandese, dall'Opera di Roma e dal Festival di Lucerna) ma anche la intitolazione del suo festival alloggiato principalmente al Costanzi ma che 'si espande' nella città invadendola, perchè si accasa anche in altre sedi.
Nel programma di Battistelli c'è poi la ripresentazione, in veste nuova e dopo mezzo secolo, di un'opera di Bussotti ' La Passion selon Sade' ( Alda Caiello soprano, Marcello Panni direttore) , anche per vedere che effetto fa oggi un lavoro che allora gettò nello scompiglio il mondo musicale e per non passare sotto silenzio gli 85 anni di Bussotti.
E poi importa un lavoro del 1996 di Heiner Goebbels( 'Schwarz auf Weiss') con l'autore sul podio dell'Ensemble Modern; uno spettacolo di danza di Preijocaj che si è visto, da cinque anni a questa parte, a Milano, Bolzano, Firenze, con quattro danzatori in una coreografia costruita su un famoso recital di John Cage al Lirico di Milano addirittura nel 1977. In omaggio a Wofgang Rihm, compositore residente di FFF, si vedrà 'Proserpina'(presentato a Schwetzingen nel 2011); e a Ravel, ai suoi 'Miroirs', si ascolterà il frutto di un progetto del pianista compositore Pode, che ha coinvolto alcuni compositori costringendoli ad ispirarsi ai tableax raveliani.
Poi spazio alle percussioni, il primo 'amore' del compositore Battistelli, con tre gruppi ospiti e soprattutto con lo sbarco in Italia, forse la prima volta, nonostante tante primavere abbia già sulle spalle, di Jean-Pierre Drouet, 'monsieur percussions'.
In uno dei concerti di percussioni compare anche quel 'Libro celibe' che ci accadde di ascoltare all'Aquila alcuni anni fa, e che Battistelli, pur trattandosi di una sua composizione, non ha resistito alla tentazione di inserirlo nel programma, cosa che sarebbe stato meglio risparmiarsi.
Insomma un festival che FFF ha rubato al REF, nel quale 'paro paro' si sarebbe potuto vedere ed ascoltare, perché l'originale e la copia si propongono di importare il meglio dal mondo per mostrarlo alla stupefatta nazione italica, e che inaugura la serie di festival di teatro contemporaneo che Battistelli, e Fuortes sopra a lui, fortissimamente hanno voluto, per rivitalizzar e per dare un senso alla presenza del noto compositore (che sta lavorando ad un'opera su soggetto biblico, centrata sulla 'piccante' vita di Lot il patriarca), nella direzione artistica della comune impresa teatrale.
Nel programma di Battistelli c'è poi la ripresentazione, in veste nuova e dopo mezzo secolo, di un'opera di Bussotti ' La Passion selon Sade' ( Alda Caiello soprano, Marcello Panni direttore) , anche per vedere che effetto fa oggi un lavoro che allora gettò nello scompiglio il mondo musicale e per non passare sotto silenzio gli 85 anni di Bussotti.
E poi importa un lavoro del 1996 di Heiner Goebbels( 'Schwarz auf Weiss') con l'autore sul podio dell'Ensemble Modern; uno spettacolo di danza di Preijocaj che si è visto, da cinque anni a questa parte, a Milano, Bolzano, Firenze, con quattro danzatori in una coreografia costruita su un famoso recital di John Cage al Lirico di Milano addirittura nel 1977. In omaggio a Wofgang Rihm, compositore residente di FFF, si vedrà 'Proserpina'(presentato a Schwetzingen nel 2011); e a Ravel, ai suoi 'Miroirs', si ascolterà il frutto di un progetto del pianista compositore Pode, che ha coinvolto alcuni compositori costringendoli ad ispirarsi ai tableax raveliani.
Poi spazio alle percussioni, il primo 'amore' del compositore Battistelli, con tre gruppi ospiti e soprattutto con lo sbarco in Italia, forse la prima volta, nonostante tante primavere abbia già sulle spalle, di Jean-Pierre Drouet, 'monsieur percussions'.
In uno dei concerti di percussioni compare anche quel 'Libro celibe' che ci accadde di ascoltare all'Aquila alcuni anni fa, e che Battistelli, pur trattandosi di una sua composizione, non ha resistito alla tentazione di inserirlo nel programma, cosa che sarebbe stato meglio risparmiarsi.
Insomma un festival che FFF ha rubato al REF, nel quale 'paro paro' si sarebbe potuto vedere ed ascoltare, perché l'originale e la copia si propongono di importare il meglio dal mondo per mostrarlo alla stupefatta nazione italica, e che inaugura la serie di festival di teatro contemporaneo che Battistelli, e Fuortes sopra a lui, fortissimamente hanno voluto, per rivitalizzar e per dare un senso alla presenza del noto compositore (che sta lavorando ad un'opera su soggetto biblico, centrata sulla 'piccante' vita di Lot il patriarca), nella direzione artistica della comune impresa teatrale.
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mercoledì 10 giugno 2015
Povera Italia con Franceschini ministro
L'abbiamo scritto tante volte, fino ai giorni corsi, quando abbiamo segnalato la sua, di Franceschini ministro, mania di grandezza. Ora ha deciso di riportare il Colosseo come era ai tempi dei romani, quando belve e gladiatori lottavano ma non per gioco; mentre a Roma deve chiudere la GNAM perchè non ha soldi per pagare i custodi, e successivamente veniamo a sapere che una folla inferocita ha atteso senza esito che la Reggia di Caserta aprisse i battenti rimasti chiusi a causa di una assemblea del personale di custodia, senza preavviso. E episodi del genere sono quotidiani.
Poi scopriamo anche, da una lettera scritta al 'Corriere' da Vittorio Emiliani, che il Colosseo, ogni volta che piove più del solito, si inonda, e che perciò se ci fosse stata già la platea lignea e quegli ascensori azionati un tempo da schiavi, per portare in cima belve e lottatori, sia la platea che gli ascensori sarebbero marciti, nel giro di qualche anno, per essere continuamente immersi nell'acqua. E da Emiliani, apprendiamo anche che il Ministero è a conoscenza da tempo del problema e che lo rimanda di anno in anno, fino a quando non accadrà l' irreparabile, in barba ai milioni che Della Valle ha impegnato per il restauro dell'anfiteatro.
Perchè, allora, Franceschini pensa a ricostruire platea ed ascensori, quando sa bene che prima dovrebbe bonificare il sottosuolo del grande monumento che è il più visitato d'Italia e che rende più di tutti gli altri?
Semplicemente per mania di grandezza e per incapacità a individuare le priorità nella manutenzione del nostro patrimonio artistico. Per la quale ha subito sbandiertao la richiesta al Governo di una cifra pari a quattro-cinquecento milioni di Euro da destinare a importantissimi siti archeologici e museali del nostro paese, per non mandarli in rovina.
E così parla di PON ( Programma Operativo Nazionale), come a Pesaro parlano di ROF ( Rossini Opera Festival), a Roma di REF ( Roma Europa Festival); ma solo in Italia può farlo, perchè all'estero lo prenderebbero a pesci in faccia, dopo aver letto tutto quello che leggono ogni giorno sull'incuria con la quale trattiamo la straordinaria eredità del nostro passato.
Poi scopriamo anche, da una lettera scritta al 'Corriere' da Vittorio Emiliani, che il Colosseo, ogni volta che piove più del solito, si inonda, e che perciò se ci fosse stata già la platea lignea e quegli ascensori azionati un tempo da schiavi, per portare in cima belve e lottatori, sia la platea che gli ascensori sarebbero marciti, nel giro di qualche anno, per essere continuamente immersi nell'acqua. E da Emiliani, apprendiamo anche che il Ministero è a conoscenza da tempo del problema e che lo rimanda di anno in anno, fino a quando non accadrà l' irreparabile, in barba ai milioni che Della Valle ha impegnato per il restauro dell'anfiteatro.
Perchè, allora, Franceschini pensa a ricostruire platea ed ascensori, quando sa bene che prima dovrebbe bonificare il sottosuolo del grande monumento che è il più visitato d'Italia e che rende più di tutti gli altri?
Semplicemente per mania di grandezza e per incapacità a individuare le priorità nella manutenzione del nostro patrimonio artistico. Per la quale ha subito sbandiertao la richiesta al Governo di una cifra pari a quattro-cinquecento milioni di Euro da destinare a importantissimi siti archeologici e museali del nostro paese, per non mandarli in rovina.
E così parla di PON ( Programma Operativo Nazionale), come a Pesaro parlano di ROF ( Rossini Opera Festival), a Roma di REF ( Roma Europa Festival); ma solo in Italia può farlo, perchè all'estero lo prenderebbero a pesci in faccia, dopo aver letto tutto quello che leggono ogni giorno sull'incuria con la quale trattiamo la straordinaria eredità del nostro passato.
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giovedì 14 agosto 2014
Spigolature agostane. Bentornata Aspesi; Salisburgo suona, dirige a canta italiano. Dal Canada ha già cantato Paolo Cervone per Romaeuropa Festival
Se non arrivava Ferragosto e non si riapriva il ROF - gli intenditori sanno di cosa parliamo - non avremmo avuto il cadeau della Aspesi, in vacanza, come ogni anno, in quel di Pesaro. Teniamocelo buono il ROF, senza il ROF, ora che anche Lissner se ne va e Pereira sembra non goda delle sue attenzioni, senza il ROF la Aspesi non ci delizierebbe con i suoi reportage musicali. Senonchè la lettura del reportage da Pesaro prima che il ROF tiri su il sipario, deve aver fatto infuriare qualche critico musicale della Repubblica - la Aspesi sì e io no?- che ha preteso, senza attendere i francobolli delle pagine domenicali, che nel corso della settimana, si parlasse anche di un altro festival, benchè in uno spazio più ridotto per rispetto delle gerarchie, di quello di Martina Franca che, zitto zitto, continua l'avanzata.
La Aspesi, una volta partita da Pesaro, nelle more autunnali, dia qualche consiglio alla sua amica Sonia, consorte di Kaiser Franz, che qualche giorno fa , sul concorrente Corriere, s'è sbracata in maniera indecente, al punto da costringere noi poveretti a parlarne su questo blog, e addirittura Tullio Gregory, ad intervenire per censurare quelle parole 'veramente sceme' in libertà, riguardanti i pacchi della Enciclopedia Treccani, che lei non sapeva dove mettere e che ha utilizzato, consigliata dalla figlioletta intelligente, a farne un bel tavolone da salotto, sul quale appoggiare le bevande fredde - era specificato. Non diceva la Sonia perchè solo quelle fredde, contava sull'intelligenza, almeno pari alla sua, dei lettori del Corriere. Natalia consigli, per favore, alla sua amica Sonia, il silenzio, seconod il saggio biblico: tarda ad loquendum, prompta ad audiendum.
Abbiamo ricevuto il catalogo generale di Romaeuropa Festival che avrà luogo da fine settembre e fine novembre, a Roma. C'è molta danza, anzi soprattutto danza, il più ricco festival italiano di danza, che surclassa bellamente e senza fatica quello di Rovereto. Solo che di molti di quegli spettacoli avevamo già avuto notizia dai sempre più frequenti reportages, soprattutto dal Canada, del nostro bravissimo collega Paolo Cervone. Che, a questo punto, non si capisce se è consigliere della direzione artistica del festival, oppure inviato del festival, o reporter in proprio che indovina sempre ciò che andrà al Festival Romaeuropa.
E, infine, l'ennesima scoperta: quest'anno Salisburgo canta, suona e dirige italiano. Ma non era la stessa cosa anche l'anno scorso, anzi soprattutto l'anno scorso e quello prima, pure? Certo. Come le televisioni, ad ogni inizio estate, dedicano trasmissioni su trasmissioni alla dieta, alla prova costume, alle cure anticellulite, chiamando qualche dottore che esibisce ragazze che sarebbero davvero sfigate se avessero anche la cellulite, tanto sono magre e malnutrite, i giornali parlano delle nostre eccellenze musicali, presenze costanti nei migliori festival del mondo, come Salisburgo.
La Aspesi, una volta partita da Pesaro, nelle more autunnali, dia qualche consiglio alla sua amica Sonia, consorte di Kaiser Franz, che qualche giorno fa , sul concorrente Corriere, s'è sbracata in maniera indecente, al punto da costringere noi poveretti a parlarne su questo blog, e addirittura Tullio Gregory, ad intervenire per censurare quelle parole 'veramente sceme' in libertà, riguardanti i pacchi della Enciclopedia Treccani, che lei non sapeva dove mettere e che ha utilizzato, consigliata dalla figlioletta intelligente, a farne un bel tavolone da salotto, sul quale appoggiare le bevande fredde - era specificato. Non diceva la Sonia perchè solo quelle fredde, contava sull'intelligenza, almeno pari alla sua, dei lettori del Corriere. Natalia consigli, per favore, alla sua amica Sonia, il silenzio, seconod il saggio biblico: tarda ad loquendum, prompta ad audiendum.
Abbiamo ricevuto il catalogo generale di Romaeuropa Festival che avrà luogo da fine settembre e fine novembre, a Roma. C'è molta danza, anzi soprattutto danza, il più ricco festival italiano di danza, che surclassa bellamente e senza fatica quello di Rovereto. Solo che di molti di quegli spettacoli avevamo già avuto notizia dai sempre più frequenti reportages, soprattutto dal Canada, del nostro bravissimo collega Paolo Cervone. Che, a questo punto, non si capisce se è consigliere della direzione artistica del festival, oppure inviato del festival, o reporter in proprio che indovina sempre ciò che andrà al Festival Romaeuropa.
E, infine, l'ennesima scoperta: quest'anno Salisburgo canta, suona e dirige italiano. Ma non era la stessa cosa anche l'anno scorso, anzi soprattutto l'anno scorso e quello prima, pure? Certo. Come le televisioni, ad ogni inizio estate, dedicano trasmissioni su trasmissioni alla dieta, alla prova costume, alle cure anticellulite, chiamando qualche dottore che esibisce ragazze che sarebbero davvero sfigate se avessero anche la cellulite, tanto sono magre e malnutrite, i giornali parlano delle nostre eccellenze musicali, presenze costanti nei migliori festival del mondo, come Salisburgo.
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martedì 10 settembre 2013
A Pesaro voglia di svecchiamento, mentre si parla a ruota libera
Alla vigilia del famoso ROF di Pesaro ( Rossini Opera Festival) il Corriere della Sera pubblicava una doppia pagina di quelle denominate 'Eventi' e che tutti sanno essere una pubblicità camuffata da pagina di cultura, perchè sono pagate dalle istituzioni che desiderano a tutti i costi che si parli della loro attività. Le fanno da tempo oltre il Corriere, anche Il Sole 24 ore e La repubblica. In quelle pagine parlavano a ruota libera, dicendo molte inesattezze gli artefici attuali del festival, e cioè Mariotti, sovrintendente, 80 anni ( in questo caso val la pena precisare che al ROF lavorano altri due Mariotti, come interni all'organizzazione, ed un terzo come esterno, il direttore, e tutti e tre, da quel che ne sappiamo, sono figli del sovrintendente: una vera bottega d'arte) e Zedda, direttore artistico, 86 anni. Nella loro chiacchierata con Valerio Cappelli, si proclamavano autori e fautori del festival, non solo, ma anche della Fondazione Rossini, il braccio musicologico del festival, con la quale Mariotti e Zedda non c'entrano nulla. Veramente, per un tempo Zedda ne faceva parte, fino a quando dopo una grave offesa recata a Cagli - per secoli presidente, ed oggi presidente onorario - Vittorio Emiliani fu costretto ad estrometterlo, per evitare che il gruppo di studio e lavoro che s'era creato nella fondazione venisse infastidito. Mariotti e Zedda non fanno attenzione neanche alle date: la Fondazione, preesistente comincia a lavorare, in funzione delle edizioni critiche, dal 1970; Zedda non era ancora nella Fondazione; il ROF nasce nel 1980. E Valerio Cappelli, all'oscuro dei fatti (?), non replica, non rettifiica, non va a controllare. In fondo loro pagano e quindi possono dire quello che vogliono. All'indomani Vittorio Emiliani interviene sul Corriere con una lettera a De Bortoli, per fare qualche precisazione. Dopo di lui, anche l'attuale presidente della Fondazione scrive al Corriere. Ringrazia De Bortoli per lo spazio che ha voluto dedicare al festival pesarese, fingendo di non sapere che quelle pagine le ha pagate il sovrintendente Mariotti, e corregge anch'egli le inesattezze di Mariotti e Zedda. Pace fatta? La sera dell'inaugurazione del festival con la discussissima 'Italiana in Algeri', Ilaria Narici - attuale presidente del comitato scientifico della Fondazione e a capo di Ricordi che edita le edizioni critiche e che per questo deve contrattare con il festival anche i costi dell'utliizzo delle partiture (Conflitto di interessi? Quando mai!) - a Radio Tre dice : parlando della Foindazione dove c'è come presidente 'onorario' Cagli che era ora di svecchiare, mandando a casa i matusalemme. E molti hanno interpretato le parole della Narici come rivolte a Mariotti e Zedda, ultraottantenni ancora in sella, e decisi a restarvici, nonostante l'età.
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