Visualizzazione post con etichetta caiello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caiello. Mostra tutti i post

venerdì 27 maggio 2016

Nel FAST FORWARD FESTIVAL, festival di Teatro Contemporaneo dell'Opera di Roma, per Bussotti omaggio 'fatto in casa'

 Questa sera al Teatro Argentina si inaugura il festival di 'Teatro Contemporaneo' ideato da Giorgio Battistelli per l'Opera di Roma, allo scopo di riportare Roma la centro della cultura innovativa internazionale - come ha spiegato Fuortes. Intento ottimo, niente da dire. Presenti esecutori ospiti internazionali. Con una sola eccezione.
 Questa sera per la serata inaugurale arriva da Francoforte l'Ensemble Modern per Nero su Bianco di Heiner Goebbels; più avanti, un altro complesso straniero ( Ensemble Aleph) per la serata dedicata a Drouet; e, verso gli ultimi giorni, per l'unica vera proposta operistica, Proserpina, in prima italiana, di Wolfgang Rihm, l'Opera mette a disposizione orchestra e coro del teatro.
 Domani sera, invece, in collaborazione con l'Accademia di Santa Cecilia, all'Auditorium, nel 'Teatro Studio' (mai sito fu più appropriato alle condizioni della serata),  viene riproposta La Passion selon Sade, omaggio a Sylvano Bussotti, ottantacinquenne, con un opera sperimentale di cinquant'anni fa.
 Ma solo per questa serata, che vuole  rinfrescare la memoria su una delle produzioni  che a suo tempo fece scandalo,  l'Opera di Roma non ritiene di dover ricorrere a professionisti in carriera e magari anche noti. Infatti, tolti il direttore ( Marcello Panni) ed il soprano ( Alda Caiello), per l' ensemble strumentale ( Ensemble Novecento, creato per l'occasione) prende gli strumentisti  direttamente dalle aule  dei Corsi di perfezionamento dell'Accademia di Santa Cecilia;  ed altrettanto fa per la regia, scene costumi e luci,  ricorrendo agli allievi del Progetto 'Fabrica.Young Artists Program' del Teatro dell'Opera di Roma.
 Insomma per Bussotti non c'erano più soldi? O  Bussotti non meritava, come tutti gli altri, interpreti già collaudati?

sabato 2 aprile 2016

ROF, REF, RAF e FFF FESTIVALS. La fantasia al potere

In principio fu il ROF ( Rossini Opera Festival, tassativamente all'inglese come: Verdi Requiem, la dizione preferita da Riccardo Chailly, al posto del banalissimo 'Requiem di Verdi'), poi venne il romano REF ( RomaEuropa Festival, sempre all'inglese) che non intendeva affatto fare concorrenza al fratello maggiore pesarese;  terzogenito, è venuto il RAF ( Ravenna Festival, ancora all'inglese) dei coniugi Muti. Ora, buon ultimo della prima serie, ma non in assoluto perché la fantasia non si può imbrigliare, arriva il romano FFF ( Fast Forward Festival) la cui traduzione nella lingua italiana è davvero difficile da fare (ci sembra che analogo nome abbia un festival olandese, Forward Festival,  con sede ad Amsterdam, da dove  il direttore artistico di FFF, e cioè Giorgio Battistelli, importa 'Blank Out' dell'olandese, appunto, Michael van der Aa, per 'soprano e film in 3D'( commissionato dal festival olandese, dall'Opera di Roma e dal Festival di Lucerna) ma anche la intitolazione del  suo festival alloggiato principalmente al Costanzi ma che 'si espande' nella città invadendola, perchè si accasa anche in altre sedi.
 Nel programma di Battistelli c'è poi la ripresentazione, in veste nuova e dopo mezzo secolo, di un'opera di Bussotti '  La Passion selon Sade' ( Alda Caiello soprano, Marcello Panni direttore) , anche per vedere che effetto fa oggi un lavoro che allora gettò nello scompiglio il mondo musicale e per non passare sotto silenzio gli 85 anni di Bussotti.
E poi importa un lavoro del 1996 di Heiner Goebbels( 'Schwarz  auf Weiss') con l'autore sul podio dell'Ensemble Modern; uno spettacolo di danza di Preijocaj che si è visto, da cinque anni a questa parte, a Milano, Bolzano, Firenze, con quattro danzatori in una coreografia costruita su un famoso recital di John Cage al Lirico di Milano addirittura nel 1977. In omaggio a Wofgang Rihm, compositore residente di FFF, si vedrà 'Proserpina'(presentato a Schwetzingen nel 2011); e a Ravel, ai suoi 'Miroirs',  si ascolterà il frutto di un progetto del pianista compositore Pode, che ha  coinvolto alcuni compositori costringendoli ad ispirarsi ai tableax raveliani.
 Poi spazio alle percussioni, il primo 'amore' del compositore Battistelli, con tre gruppi ospiti e soprattutto con lo sbarco in Italia, forse la prima volta, nonostante tante primavere abbia già sulle spalle, di Jean-Pierre Drouet, 'monsieur percussions'.
 In uno dei concerti di percussioni compare anche quel 'Libro celibe' che ci accadde di ascoltare all'Aquila alcuni anni fa, e che Battistelli, pur trattandosi di una sua composizione, non ha resistito alla tentazione di inserirlo nel programma, cosa che  sarebbe stato  meglio risparmiarsi.
 Insomma un festival che FFF ha rubato al REF, nel quale 'paro paro' si sarebbe potuto vedere ed ascoltare,  perché l'originale e la copia si propongono di importare il meglio dal mondo per mostrarlo alla stupefatta  nazione italica, e che inaugura la serie di festival di teatro contemporaneo che Battistelli, e Fuortes sopra a lui, fortissimamente hanno voluto, per rivitalizzar e per dare un senso alla presenza del noto compositore (che sta lavorando ad un'opera su soggetto biblico, centrata sulla  'piccante' vita di Lot il patriarca), nella direzione artistica  della comune impresa teatrale.