mercoledì 10 giugno 2026

Teatro La Fenice. Colabianchi ci rifà. vuole cambiare il maestro del coro, contro il coro stesso , semplicemente perchè scade il suo mandato ( Corriere della Sera, di Sara D'Ascenzo). Per sapere il nome del successore, chiedere a via della Scrofa ( P.A.)

 

Via il mae­stro del Coro alla Fenice risale la ten­sione tra Cola­bian­chi e i musi­ci­sti

Un nuovo caso scuote La Fenice di Vene­zia. Il mae­stro del Coro Alfonso Caiani, nomi­nato nel 2021 dal sovrin­ten­dente For­tu­nato Ortom­bina, alla sca­denza del con­tratto - a otto­bre 2026 - non sarà ricon­fer­mato. Siamo nel novero delle pre­ro­ga­tive del sovrin­ten­dente Nicola Cola­bian­chi, ma dato il pre­ce­dente della nomina di Bea­trice Venezi a diret­trice musi­cale, riti­rata il 26 aprile dopo sette mesi di aspre pole­mi­che, la pre­oc­cu­pa­zione ser­peg­gia nei cor­ri­doio di un tea­tro che ha nel suo Coro una delle eccel­lenze insieme all’Orche­stra. Tanto che i mae­stri del Coro, che Caiani ha diretto e fatto cre­scere negli ultimi cin­que anni e con i quali aveva lavo­rato anche nella sta­gione 2008-2009, qual­che giorno fa hanno con­se­gnato per il tra­mite della Rsu al mae­stro Cola­bian­chi un docu­mento in cui espri­mono il loro plauso per il lavoro fatto col mae­stro (votato dalla stra­grande mag­gio­ranza) e chie­dono di essere con­sul­tati prima che sia presa la deci­sione sul futuro. Richie­sta che Cola­bian­chi respinge: «Non rien­tra asso­lu­ta­mente in nes­suna prassi - dice il mae­stro - non l’ho mai vista rea­liz­zare in nes­sun tea­tro nel quale ho lavo­rato. È un’indi­ca­zione che posso rece­pire, ascol­tare, arrivo a capirne la ratio, anche per­ché ho la mas­sima stima di Caiani, ma è impor­tate anche fare nuove espe­rienze per cre­scere».

Sarebbe que­sto, per Cola­bian­chi, il motivo per cui dal primo novem­bre la Fenice non si avvarrà più di un pro­fes­sio­ni­sta come Caiani, diplo­mato al Con­ser­va­to­rio «Giu­seppe Verdi» di Milano in Com­po­si­zione, Dire­zione d’orche­stra, Dire­zione di coro e Poli­fo­nia vocale, mae­stro del coro nella sta­gione ‘98-99 nel cele­bre Così fan tutte del «Pic­colo Tea­tro Gior­gio Stre­hler». Spiega infatti Cola­bian­chi: «Caiani ha dimo­strato di essere un mae­stro di Coro ottimo,

Cola­bian­chi Non ho mai visto in nes­sun tea­tro la con­sul­ta­zione del coro. Cam­biare serve per cre­scere

un eccel­lente pre­pa­ra­tore, affi­da­bile e cor­retto sotto tutti i pro­fili e il son­dag­gio del Coro lo dimo­stra: tutte le atti­vità si sono svolte sem­pre in un clima sereno, disteso, pro­fi­cuo».

Ma allora per­ché cam­biare? «A mio parere - dice ancora il sovrin­ten­dente - la cre­scita e il rag­giun­gi­mento di livelli più alti, dopo cicli ampi, si otten­gono col rin­no­va­mento, con nuova pra­tica e nuovi per­corsi, con un con­fronto con realtà diverse. Ancora non ho deciso quale sarà il pro­filo del nuovo, siamo in una fase di valu­ta­zione, non c’è ancora una deci­sione presa, anche se prima della pausa estiva ci sarà». Parole che ricor­dano da vicino quelle che Cola­bian­chi pro­nunciò alla vigi­lia della nomina di Bea­trice Venezi, ma è ancora Cola­bian­chi a rifiu­tare il paral­lelo: «Con Caiani stiamo par­lando in que­sti giorni del futuro, il suo con­tratto scade a otto­bre dopo cin­que anni e valu­te­remo le scelte oppor­tune per far cre­scere il Coro». Non sarà che si pro­fila un nuovo caso Venezi? «Mi sem­bra impro­ba­bile - spiega deciso il sovrin­ten­dente - que­sto è un caso com­ple­ta­mente diverso. Se si dovesse deci­dere per un cam­bio - cosa data per certa, ndr - verrà chia­mato un mae­stro che ha un’espe­rienza signi­fi­ca­tiva, per far cre­scere il Coro, dati anche i grandi impe­gni che avranno il pros­simo anno. Sono timori del tutto infon­dati».

Impe­gni che oggi ver­ranno pre­sen­tati in una con­fe­renza stampa per illu­strare la pros­sima sta­gione, la prima che porta la firma di Cola­bian­chi. Che, anti­cipa, sicu­ra­mente non con­tem­plerà La Tra­viata di Giu­seppe Verdi, ormai un cavallo di bat­ta­glia della Fenice: «Sarà una sta­gione bella e inte­res­sante, con tante novità, con tanti mae­stri, nuovi titoli che man­cano da tanto tempo dice -. Cia­scun diret­tore arti­stico (e Cola­bian­chi lo è oltre a sovrin­ten­dente, ndr) dà il pro­prio indi­rizzo secondo i desi­deri, le neces­sità. È nor­male ci siano titoli diversi, un diret­tore cerca di accon­ten­tare un po’ tutti i gusti, deve dare rispo­ste a tutti quanti. Forse ormai La Tra­viata è solo per i turi­sti e posso già dire che non ci sarà». E nem­meno Caiani

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