L'ambasciatore russo Paramonov attacca l'Italia e il Colle: "Accuse a Mosca palesi falsità"
Duro attacco alle autorità italiane da parte dell'ambasciatore russo a Roma, Alexei Paramonov. Durante il discorso ufficiale a Villa Abamelek per la Giornata della Russia – un evento disertato dai principali esponenti politici italiani – il diplomatico ha respinto con forza le critiche rivolte a Mosca dai "colli romani", con un chiaro seppur implicito riferimento al Quirinale, definendo una palese falsità l'addebito alla Russia di tutti i problemi dell'ordine mondiale.
Paramonov ha difeso l'operazione militare in Ucraina descrivendola come una risposta alla guerra ibrida dell'Occidente e all'espansione della Nato verso est, iniziata a suo dire a metà degli anni Novanta senza alcuna giustificazione. Secondo l'ambasciatore, Mosca non aveva altra scelta se non quella di difendere autonomamente i propri interessi nazionali, a differenza di quei leader europei che avrebbero smarrito la propria sovranità trasformandosi in vassalli dei potenti del mondo.
Nel corso del suo intervento davanti a centinaia di invitati – tra cui Moni Ovadia, l'editore Sandro Teti, il presidente di Democrazia Sovrana e Popolare Francesco Toscano e Gianluca Savoini – Paramonov ha ammonito chi medita una nuova campagna verso est a ricordare i crimini del passato e l'aggressione nazista. Ha poi rivendicato il fallimento del tentativo occidentale di isolare la Russia, citando la riuscita cooperazione con i partner dei Brics, del G20 e dell'Organizzazione di Shanghai per la creazione di un nuovo modello geopolitico multipolare.
Il diplomatico ha infine concluso con un'apertura condizionata, affermando che Mosca non ha una logica da fortezza assediata e resta aperta al dialogo anche con i Paesi occidentali, Italia inclusa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e rispettino i legittimi interessi russi.
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