Ho sempre tenuto per me fino ad oggi ciò che ho sempre pensato e penso tuttora di una collega tv, brava certamente soprattutto se si pensa a tante altre anche sue compagne di lavoro che andrebbero cancellate dai palinsesti (ma non lo fanno perchè hanno compagni di peso, sempre azzimati e con capelli composti laccamente). Il suo nome è Monica Setta che attualmente ha apparizioni continue, di riffa o di raffa, in tv, come padrona di casa o ospite.
L'altra sera ha fatto l'ennesima intervista ad uno dei suoi padrini, Salvini, al quale, raccontavano i giornali, ogni mattina lei inviava un sms di augurio e di lode, generato da stima incondizionata e nessun interesse.
L'ho sempre ritenuta eccessiva, nel modo in cui si presenta anche a prima mattina in tv. Petto infuori, monili così debordanti da farla compatire. E, detto senza pudore, volgare nel portamento.
Ieri leggo un lungo articolo panegirico dedicatogli al quotidiano di Napoli Il Mattino. Per l'articolista lei abita a Roma, in un quartiere per ricchi, ha un salotto aristocratico e la sua casa è oberata di argenteria. Qualche pezzo si è visto, confesso che neanche avessi soldi da buttare o da investire anche in argenti di pessimo gusto, mi comprerei uno solo dei pezzi in mostra.
Devo però confessare che sebbene mi disturbi l'eccesso la volgarità, la burineria, ciò che più mi offende nel suo caso, è che è pugliese come me. E questo non mi riesce di perdonarlo ad una corregionaria.
Una pugliese non può essere così.
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