Intanto, Melon, ogni volta che si rivolge al Parlamento degli italiani, chiamata in causa per ragioni che attengono al suo ruolo di Premier, fa immediatamente pensare, dopo qualche minuto di calma ( apparente), a quel personaggio di una trasmissione di Bonolis, all'Indignato speciale che non non riesce in alcun modo, pur provandoci, a parlare pacatamente, ed anzi professa apertamente che lui senza strillare ed adirarsi non sa stare.
Anche Meloni è sempre così, appena la si tocca esplode con una rabbia che non le dona in nessun modo, trasformandola da Premier in pescivendola, con rispetto parlando.
Negli ultimi mesi, a proposito dei suoi rapporti con gli Usa, le è stato fatto notare, in un paio di occasini, che Lei è succube di Trump, nonostante che da tempo si sarebbe dovuta dissociare dal suo pazzoide operato con il quale sta destabilizzando il mondo intero ( anche in queste ore con la faccenda serissima della guerra con l'Iran).
L'hanno definita 'cortigiana' di Trump; e proprio ieri dai banchi dei Cinquestelle, è partito un'altra accusa: 'inginocchiat' davanti a Trump, nessuna dissociazione, anzi acquisto di 'ginocchiere' per stare più comoda.
Ambedue le accuse non sessite - ma potevano essere meno pittoresche - stavano a dire che la promessa di dissociarsi dagli Usa, fatta proprio da Lei, non è stata mantenuta.
Senonchè in Italia, paese cattolico dove il sesso è ancora un tabù, a queste farsi colorite ( potevano essere scelte delle altre) si è subito dato un colore sessista.
Parlando nel 'politicamente scorretto', invocato spesso soprattutto dalla Destra al potere, si è visto non il senso di quelle accuse, ma ciò che quelle accuse volevano trucidamente e sessualmente dire, interpretate letteralmente e cioè: detto papale papale, ci scusi Leone XIV: pu... e pomp...
Di lì lo scoppio di bile, abbastanza consueto però, della Premier.
E infatti in un Paese come l'Italia ciò che si è sentito dire contro Schlein: ti possa investire una macchina e farti secca, è ritenuto meno grave di pu... e pomp... dimenticando che Monica Levinsky con una di queste pratiche, alla Casa Bianca, ci ha fatto una fortuna.
Alla fine della storia se, in ogni caso e in certi luoghi, si evitassero linguaggi così scomposti tutti ne guadagnerebbero e, prima di tutti, in dignità, ne guadagnerebbero i politici.
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