martedì 13 gennaio 2026

Renato Bruson compie 90 anni ( d Connessi all'opera di Elena Filini)

 

I 90 anni di Renato Bruson, la nobiltà del canto baritonale

Renato Bruson, ovvero il talento della determinazione. Compie novant’anni oggi il grande baritono veneto, specialista nel repertorio verdiano e donizettiano, considerato tra i maggiori interpreti lirici del nostro tempo per il fraseggio nobile ed espressivo, la voce brunita e l’autorevole presenza scenica.

Ganze, 13 gennaio 1936, campagna padovana. Un’infanzia molto sofferta, che Bruson ha spesso raccontato, seguita da un percorso di studio a tappe misurate, conquistate con tenacia. Parte da Padova, dove studia musica vocale da camera con Elena Fava Ceriati: anni decisivi, in cui cesella il fraseggio e costruisce un rapporto rigoroso con la parola cantata.

Il vero debutto arriva nel 1961, quando vince il concorso di Spoleto per Il trovatore di Verdi. L’anno seguente è a Roma con I puritani di Bellini, poi al Maggio di Firenze con Un ballo in maschera. Ma in realtà, prima che grande verdiano, Renato Bruson si afferma come pregevole interprete donizettiano.

Il suo repertorio è ben delineato: Verdi (di cui ha cantato tutti i grandi ruoli per baritono), Bellini e Donizetti, alla cui Renaissance contribuisce da protagonista. L’Italia, tuttavia, non riconosce subito il suo enorme talento. «Dopo aver cantato al Metropolitan sono diventato bravo anche per l’Italia» ama ripetere. Fondamentale un’audizione con Rudolf Bing nel 1968. «L’anno dopo (1969) debuttavo al Met in Lucia di Lammermoor».

Alla Scala Bruson debutta nel 1972, con Linda di Chamounix di Donizetti. Tra le produzioni storiche spicca Don Carlos diretto da Abbado che inaugura la stagione del bicentenario: Filippo II viene cantato da Nicolai Ghiaurov, Evgenij Nesterenko e Ruggero Raimondi; nei panni del protagonista si avvicendano José Carreras, Plácido Domingo e Giorgio Casellato Lamberti. Interpreti del ruolo di Posa sono, oltre a Bruson, Piero Cappuccilli e Leo Nucci. La regina Elisabetta di Valois è interpretata da Mirella Freni, Margaret Price e Mara Zampieri, mentre come Eboli si succedono Elena Obratzsova, Grace Bumbry e Viorica Cortez.

Tra le altre tappe della sua carriera scaligera si ricordano l’Ernani del 1982 diretto da Riccardo Muti, con Plácido Domingo e Mirella Freni; l’Otello del 1987, ancora con Domingo e Freni sotto la direzione di Carlos Kleiber; e il Macbeth inaugurale del 1997 diretto da Muti, con Roberto Alagna e Maria Guleghina.

Nel 2013, a 77 anni, Renato Bruson dà l’addio alle scene in occasione del bicentenario verdiano, come regista e protagonista del Falstaff nel teatrino di Busseto. E Parma rimane un luogo del cuore: qui il baritono ha voluto aprire una Fondazione in un grande appartamento che guarda la facciata del Teatro Regio, in cui trovano posto i ricordi di una vita, il ricordo di Giuseppe Verdi e quello di Tita Tegano, moglie e preziosissima consigliera.

Nel novembre 2023, l’Associazione Memoria Vocis Cirino-Silveri e Oltre La scena gli hanno conferito il Premio Paolo Silveri al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, in un applauditissimo gala durante il quale Renato Bruson ha raccontato la propria vita e la propria carriera.

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