L'Aquila Capitale italiana
della Cultura. Mattarella: strumento di convivenza
e pace
"Un evento collettivo che fonde musica, parola e immagini - spiega Leonardo De Amicis, curatore dell'impianto artistico - Non una semplice celebrazione, ma un atto fondativo, un impegno condiviso verso una nuova stagione culturale"
Un racconto intenso che attraversa memoria, territorio e identità: oggi sabato 17 gennaio L'Aquila ha aperto ufficialmente il suo anno da Capitale italiana della Cultura 2026 con una cerimonia solenne all'Auditorium della Guardia di Finanza, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"Il ruolo di Capitale della Cultura non è esclusivo delle istituzioni, riguarda la collettività, la comunità, L'Aquila, la provincia, la Regione, è un'opportunità e una occasione di crescita nella conoscenza e nell'incontro. Un augurio a tutti gli aquilani e i giovani affinché possano trarre stimoli e valori da porre a frutto per il futuro delle loro comunità. La cultura è motore e collante delle civiltà". Così Mattarella, nel corso della cerimonia inaugurale.
"L'immenso valore della cultura risalta ancor di più in questo periodo storico che ci porta molteplici motivi di preoccupazione, dove strategie predatorie sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione. La cultura è strumento principe di dialogo e quindi di pace".
"La cultura è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, vuol dire investire in democrazia".
L'Aquila attende il presidente Mattarella
Conclusa la cerimonia istituzionale, le celebrazioni sono andate avanti nel centro storico con un ricco programma di eventi: nel pomeriggio è partito il drone show 'Sotto un unico cielo'. Sguardi all'insù, e tutti a seguire le figure sopra la linea degli alberi. I droni hanno lavorato come punti luce, che, muovendosi insieme, hanno costruito un racconto per immagini. La prima forma è apparsa come una trama circolare, una spirale luminosa che ha richiamato una costellazione. Subito dopo lo show è entrato nel terreno più esplicito dell'identità: nel cielo è comparso lo stemma della città, dentro uno scudo dai contorni netti. La sequenza ha proseguito ripercorrendo simboli e riferimenti riconoscibili: i droni hanno composto la bolla di Celestino, quindi San Bernardino, il Castello a presidiare il cuore della città, la Fontana delle Novantanove Cannelle e quel '99' tornato come sigillo e memoria comune. Nel racconto per immagini è entrata anche l'ora che ha spezzato tutto, le 3.32, quella del devastante terremoto del 6 aprile 2009: una pausa, il silenzio. Poi la ripartenza, raccontata come ricostruzione mattone dopo mattone.
Dopo lo show la luce si è spostata in strada, secondo la regia di Marco Boarino. La parata "Il viaggio della luce" ha accompagnato il pubblico verso piazza Duomo, guidata da Dundu, gigante luminoso alto cinque metri, prima dello spettacolo 'La città celestiale', con una "ballerina volante" e dell'accensione del "Faro 99". Una serata di inaugurazione in cui la città si è riconosciuta anche alzando lo sguardo insieme.
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