sabato 24 gennaio 2026

Teramo, La preside della scuola dove si cantò 'Faccetta nera' promossa per questo da Giuli nel Cda dei Musei in Abruzzo ( da Dottor Salute, di Sergio Di Napoli)

 

Faccetta nera cantata dagli alunni, dirigente nominata da Giuli ai musei d’Abruzzo non ci sta

Riemerge il caso di una scuola del Teramano: una dirigente scolastica entra nel cda dei musei statali e scoppia lo scontro politico.

Il caso nella scuola del Teramano

La vicenda risale a qualche anno fa e riguarda una scuola primaria in provincia di Teramo. In occasione della Giornata della Memoria, due classi quinte furono coinvolte in un’attività didattica che prevedeva l’ascolto del brano “Faccetta nera”, canzone storicamente legata al periodo fascista. L’obiettivo dichiarato, secondo quanto emerso all’epoca, era mostrare agli alunni come la vita dei bambini durante il fascismo fosse diversa da quella attuale.

L’episodio suscitò forti reazioni da parte dei genitori e dell’Anpi, che denunciarono l’inopportunità dell’iniziativa. L’allora dirigente scolastica definì l’accaduto “agghiacciante” e parlò di una scelta “sconsiderata” da parte dell’insegnante coinvolta, annunciando possibili provvedimenti. Tuttavia, la docente non subì sanzioni disciplinari.

La nomina e le critiche politiche

La dirigente scolastica è oggi tornata al centro dell’attenzione dopo la nomina, da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli, nel consiglio di amministrazione dei musei statali della regione Abruzzo. La decisione ha innescato una dura reazione del Pd, che ha chiesto chiarimenti sui criteri adottati, accusando il ministro di utilizzare incarichi culturali come strumenti di collocamento politico.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione AbruzzoMarco Marsilio, che ha espresso solidarietà alla dirigente, parlando di una “aggressione squadristica” e sostenendo che le accuse ripropongano una ricostruzione dei fatti ritenuta falsa e strumentale.

La replica della dirigente scolastica

Interpellata dall’Ansa, la dirigente ha respinto le accuse, definendo la vicenda del 2023 “completamente strumentalizzata”. Secondo la sua ricostruzione, una docente avrebbe mostrato un filmato storico contenente il brano “Faccetta nera”, senza che alcun bambino fosse obbligato a cantare. Dopo la segnalazione di un genitore e l’intervento dell’Anpi, sarebbero state convocate riunioni chiarificatrici e adottato un provvedimento disciplinare conclusosi senza conseguenze.

La dirigente ha inoltre respinto con fermezza ogni addebito personale, parlando di diffamazioni e criticando duramente sia l’iniziativa politica sia il trattamento mediatico della vicenda. Ha infine ribadito l’intenzione di continuare a svolgere il proprio incarico con impegno, nel rispetto delle istituzioni e con l’obiettivo di valorizzare la cultura e il territorio.

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