sabato 31 gennaio 2026

Scempio storico culturale a Montefiascone: basolato romano divelto, sulla Via Francigena, per installare al fibra ottica ( da Canale 10, di Elisa Palcheti)

 

Basolato romano divelto per la fibra ottica: la denuncia dello scempio su un tratto della Francigena del Lazio (FOTO)

E’ stato rumore dei macchinari che sollevano il basolato posato oltre duemila anni fa a segnato l’inizio di quello che è stato definito un vero e proprio scempio culturale su uno dei tratti più belli e rilevanti della Via Francigena del Lazio. La denuncia parte con forza dall’Associazione Via Francigena Montefiascone, che attraverso le parole del suo presidente ha espresso profondo rammarico e meraviglia di fronte a una realtà che sembra ignorare il valore inestimabile del patrimonio archeologico locale.

Pietre millenarie rimosse e caricate sui camion tra lo sconcerto dei pellegrini; l’Associazione Via Francigena locale annuncia denuncia formale ai Beni Culturali

Non una semplice manutenzione stradale, ma un intervento invasivo come dichiarano, ha colpito uno dei tratti più suggestivi e storicamente rilevanti dell’intero cammino dei pellegrini.

A documentarlo, l’immagine dei blocchi basaltici, testimoni silenziosi del passaggio di generazioni di viandanti e soldati romani (foto in basso) ammucchiati su un camion come detriti qualunque, rappresenta un attacco diretto all’identità storica di un territorio che nel turismo lento e nella conservazione dei propri beni culturali trova la sua massima espressione.

Basolato romano divelto per la fibra ottica: la denuncia dello scempio su un tratto della Francigena del Lazio (FOTO)

L’antefatto e il valore inestimabile del basolato

Per comprendere la gravità di quanto accaduto, è necessario guardare indietro nel tempo, all’epoca della costruzione della Via Cassia, di cui il tracciato nel territorio di Montefiascone costituisce una propaggine fondamentale.

Il basolato romano originale della Via Francigena risale a oltre duemila anni fa, un’opera ingegneristica straordinaria realizzata dai Romani per collegare in modo efficiente la città di Roma con i centri nevralgici della penisola.

E questo antico sentiero, riutilizzato oggi dai pellegrini di tutto il mondo, conserva ancora le pietre basaltiche originali che conferiscono al cammino un’atmosfera sacra e senza tempo.

Ma tutto questo evidentemente, non è bastato a spostare di pochi metri un’opera di modernizzazione tecnologica che per procedere ha smantellato fisicamente monumenti di tale portata storica.

Basolato romano divelto per la fibra ottica: la denuncia dello scempio su un tratto della Francigena del Lazio (FOTO)

Allo scempio delle pietre millenarie letteralmente “cavate” dal suolo e caricate sui mezzi di trasporto, sono seguite in breve tempo le parole dell’Ass, Via Francigena di Montefiasconoe: “Con rammarico e meraviglia ci siamo trovati di fronte a questa realtà. Ancora non sappiamo se ci sono permessi e se la cosa sua regolare” – ha spiegato il presidente che da anni si batte per la tutela di questi luoghi.

La modernità che cancella la memoria

La causa di questo intervento intento, è paradossalmente legata a un servizio di pubblica utilità: il passaggio della fibra ottica, che sebbene rappresenti un obiettivo primario per lo sviluppo dei territori, ha utilizzato – nelle parole dell’Associazione – un sistema totalmente incompatibile con il rispetto dovuto a un sito protetto.

Alle immagini denuncia dell’intervento, che ha visto infatti lo smontaggio sistematico del basolato per scavare i tunnel necessari all’alloggiamento dei cavi, si accompagnano le parole del noto giornalista ambientalista e politico del ‘900 Antonio Cederna, “i vandali in casa”, che risuonano richiamando la necessità di proteggere la bellezza italiana dall’incuria e da decisioni amministrative o tecniche che sembrano non tenere conto dei vincoli storici e monumentali che gravano su simili aree.

Le azioni legali e le tutele istituzionali

Di fronte a questa situazione, l’Associazione non intende rimanere a guardare. Il presidente Lidio Crescentini ha dichiarato che, sebbene non sia ancora chiaro se l’impresa operante disponga di permessi regolari o se l’iter burocratico sia stato rispettato, il risultato visivo e materiale resta inaccettabile.

Per questo motivo, l’Associazione si vedrà costretta a denunciare formalmente l’accaduto alla Soprintendenza per i Beni Culturali e alla presidenza dell’Associazione Europea della Via Francigena.

L’obiettivo è fermare immediatamente i lavori, verificare la regolarità delle operazioni e assicurare che ogni singola pietra romana rimossa venga riposata nel suo alloggiamento originale secondo le rigorose tecniche del restauro archeologico, impedendo che un pezzo fondamentale della storia di Roma e dell’Europa finisca in discarica o smarrito per sempre.

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