mercoledì 28 gennaio 2026

Teatro San Carlo di Napoli. Non c'è pace fra sindaco Manfredi, e sovrintendente Macciardi ( da Corriere del Mezzogiorno, di Paolo Cuozzo)

 

Teatro San Carlo, l’offensiva di Manfredi si sposta su bilancio e programma


Il Consiglio di indirizzo del Massimo convocato per il 2 febbraio. Il primo cittadino: valuteremo la proposta del cartellone

Il tribunale unifica i due fascicoli sul San Carlo, la partita della nomina si riapre
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La partita a scacchi sul San Carlo riprende lunedì 2 febbraio, giorno in cui alle 11 del mattino, Gaetano Manfredi, sindaco e presidente del Teatro, ha convocato il Consiglio di indirizzo per l’approvazione del bilancio. Ma non solo. Perché i punti all’ordine del giorno sono ben sei: c’è infatti «l’approvazione del verbale numero 84 del 21 ottobre 2025»; le «comunicazioni del presidente» che precedono quelle «del sovrintendente»; e c’è anche «l’utilizzo delle risorse ai sensi dell’articolo 1, comma 359 della legge 234 del 2021» insieme alle immancabili «varie ed eventuali». 

C’è tutto, insomma, per la prima volta dalla nomina di Fulvio Adamo Macciardi alla guida del Massimo napoletano, per sedersi finalmente intorno al tavolo e parlarsi, magari chiarendosi. Se di chiarimento si può parlare. Perché lunedì, su tutto, avranno la meglio e parleranno i freddi numeri, quelli del bilancio di previsione 2026 che fanno da sfondo alla prima stagione targata Macciardi. 

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«È un atto obbligatorio — ha detto Manfredi — noi dobbiamo mettere il San Carlo in condizione di proseguire la sua attività. Ascolteremo anche la relazione del sovrintendente: è necessario individuare quale sia il programma di sviluppo e di crescita del San Carlo che chiaramente ha bisogno di mantenere il suo alto standard artistico e garantire capacità di attrazione del pubblico che è alla base anche dell’equilibrio economico del teatro». 
Il sindaco ripete, dunque, come fatto nei giorni scorsi, di voler «vedere e valutare» il cartellone per la stagione che verrà, atteso che quella attuale è ancora quella pianificata da Stéphane Lissner. 

La riunione è la prima dopo i giudizi del Tribunale di Napoli e del Tar Campania rispetto ai ricorsi che il sindaco di Napoli, e presidente della Fondazione Teatro di San Carlo, aveva presentato avverso la nomina del sovrintendente designato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Ma il fatto che lunedì, sindaco e sovrintendente siederanno per la prima volta uno di fronte all’altro non significa che Manfredi abbia cambiato idea sull’iter che ha portato alla nomina di Macciardi, in ogni caso validato e confermato da tribunale civile e Tar, dunque corretto. 
Manfredi su questo terreno non arretra e aspetta il Tribunale civile, il 10 febbraio, otto giorni dopo il bilancio, a cui si è rivolto cercando di impugnare e annullare il deliberato del 4 agosto 2025, in cui tre consiglieri su cinque — Gianfranco Nicoletti, Marilù Faraone Mennella e Riccardo Realfonzo — si riunirono, nonostante il sindaco avesse provato a revocare la seduta, e indicarono Macciardi nuovo sovrintendente. Nomina che Manfredi ha sempre avversato, non sul piano personale ma per come è maturata. Poi però il sindaco ha perso i ricorsi, al Tribunale e al Tar, sebbene non sembri intenzionato ad arretrare sul terreno della battaglia legale. Anche se intanto ci sono dei passaggi improcrastinabili, come l’approvazione del bilancio di previsione che quantifica i finanziamenti dei soci: Ministero della Cultura, Comune di Napoli, Città metropolitana e Regione Campania. Quest’ultima, negli ultimi giorni di presidenza De Luca, incrementò il suo stanziamento da 7 a 7,5 milioni l’anno. Conferimenti che ora, Roberto Fico, dovrà confermare. Ma su questo non sembrano esserci dubbi. Che invece ci sono su quale sarà l’atteggiamento politico che il neo-governatore avrà con il «suo» referente nel Consiglio, Realfonzo. 
Manfredi, si sa, ha chiesto a Fico il sostegno nel Cdi per la guida del San Carlo, visto che Realfonzo è stato l’ago della bilancia per metterlo in minoranza insieme ai due esponenti del Mic. Manfredi vorrebbe al suo fianco nel Consiglio del teatro il neogovernatore in prima persona al posto di Realfonzo, che invece fu indicato da De Luca. In alternativa, Cutaia, che è l’assessore regionale alla Cultura, così da aver un filo diretto con Palazzo Santa Lucia. Ma il passaggio è tutt’altro che scontato.
Al momento, l’ex presidente della Camera, che sulla questione sta facendo fare agli uffici legislativi regionali gli approfondimenti necessari, ci va cauto. «Parlo solo del San Carlo in senso generale, non parlo delle singole questioni — ha commentato — . Il San Carlo è l’istituzione culturale principale di Napoli, è il teatro lirico più antico d’Europa e noi come Regione tuteliamo la grandezza del teatro: è interesse dell’Italia e dei napoletani. Ora penso al San Carlo in termini di istituzione», le parole di Fico. Che per adesso evita di sbilanciarsi in una vicenda che, si racconta, pur volendo fortissimamente sostenere Manfredi, non morirebbe dalla voglia di intestarsi una battaglia sul teatro e, di conseguenza, contro De Luca, che ha nominato Realfonzo nel Consiglio del San Carlo. 

A Fico fa eco Ninni Cutaia, assessore regionale alla Cultura: «Noi — dice — siamo arrivati che tutto era già compiuto, è una situazione che va osservata con molta attenzione. Abbiamo come obiettivo il bene del San Carlo e io so bene, per la mia storia, cosa accade quando un teatro va in sofferenza e noi vogliamo evitare che il San Carlo e i suoi fruitori abbiano problemi. Credo che le ferite vadano lenite e curate». Cutaia ribadisce anche il pensiero di Manfredi: «Bisogna guardare al progetto, rafforzando se possibile le cose buone fatte fino ad oggi, e sono tante». Ed ancora: «Non ho parlato con Realfonzo ma con Macciardi, in accordo con il presidente Fico, per cercare di vedere le prospettive del teatro perché conta il progetto e non dispero». Anzi sono certo che come Regione saremo molto utili, sapendo che un sovrintendente ha la mano libera, ma che tra le competenze della Regione ci sono ipotesi di linee programmatiche nel rispetto del lavoro dei soci e del San Carlo». E su Macciardi, Cutaia chiude così: «Sta amministrando il progetto di altri, sta gestendo una fase di passaggio. Ma i numeri del San Carlo sono ottimi e l’invito che facciamo è quello di proseguire su una proiezione internazionale tenendo lo sguardo sul territorio». Insomma, la partita a scacchi sul San Carlo è ricominciata.

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