Questo - che si legge sotto - scrivevamo qualche anno fa a proposito della Associazione dei critici musicali italiani, per decenni guidata da Angelo Foletto, che si è spento ieri dopo lunga malattia. Dopo che un nostro collega, che partecipava sempre alle riunioni di detta associazione, ci aveva riferito che il 'sinedrio' come non l'abbiamo sempre definita, s'era occupato di alcune critiche che noi le avevano rivolto a ragione, ma che non serve ora riprendere.
Della sua grave malattia, grave già allora, ci aveva riferito quel collega, malato anch'egli da più tempo, che è deceduto qualche anno prima di Foletto.
Con Foletto noi abbiamo avuto più di un momento di confronto, mai frequentazione personale, sul ruolo della critica che noi abbiamo considerato non limitato a scrivere recensioni di concerti ed opere o a distribuire premi, come nel caso dei Premi Abbiati, sui quali pure abbiamo spessissimo avuto da ridire. Foletto ha sempre sostenuto, nei vari colloqui a distanza, che l'Associazione non era un sindacato, che non dovesse sporcarsi le mani in nulla, che non dovesse mai fare barricate contro o favore di qualcuno ( come invece l'ha fatto, quando l'appartenenza al 'sinedrio' lo imponeva) e che certe commistioni di attività ( critici per giornali e dipendenti di istituzioni musicali o direttori artistici), che per noi erano da condannare, non lo erano per Foletto ed altri come lui che facevano appello alla coscienza morale del critico ( quella coscienza morale che per noi è sempre stata come l'araba fenice).
Di Foletto, pur riconoscendogli la competenza necessaria per svolgere il lavoro del critico, ci disturbava quella sua aria 'professorale' accentuata oltre che dalla postura dalla voce impostata, come un cantante d'opera, ed anche un pò nasale, comune ad altri come lui, nell'atto di pontificare ( da che pulpito!). Naturalmente questo non conta più di tanto, e forse all'indomani della sua morte, potrebbe anche risultare di pessimo gusto. E forse lo è anche. Parce Sepulto ! Mea culpa.
Nonostante tutto, ci dispiace della sua morte, seguita alla lunga e grave malattia. In tutta sincerità Pietro Acquafredda
"Il Presidente, Angelo Foletto, ha letto e posto in discussione la mozione presentata dal socio Carlo Vitali, e da lui poi illustrata nel dettaglio, risultata da recenti scritti denigratori e ingiuriosi – su quotidiani cartacei e online oltre che su libri – nei confronti dell’intero settore della critica musicale di cui l’Associazione è rappresentante, e di alcuni soci. L’assemblea ha approvato a maggioranza la proposta di redigere un documento da inviare ai mezzi di comunicazione a risposta immediata dei casi in cui l’esercizio professionale di critico musicale e l’ANCM fossero ancora screditati a torto."
Così decideva il 'sinedrio' dell'Associazione Nazionale Critici musicali, riuniti sotto la presidenza di Foletto-Pilato, l'anno scorso per procedere all'assegnazione dei Premi Abbiati, gli attesissimi e preziosissimi Oscar della musica italiana. Dopo di che la seduta milanese venne sciolta. La prossima a breve.
Della mozione del 'socio' Vitali eravamo venuti a conoscenza appena qualche giorno dopo la riunione del 'sinedrio'; perchè fra gli autori di scritti ritenuti denigratori e ingiuriosi c'eravamo proprio noi che, in diverse occasioni, ci eravamo fatti portavoce dell'inefficacia generale della critica musicale in Italia, del suo 'stare alla finestra' senza mai scendere in strada ed intervenire tutte le volte che la situazione l'avrebbe richiesto.
Per noi la ragione del non intervento, eretto a regola professionale da parte di molti membri della veneranda associazione, era la logica conseguenza di certi fitti rapporti che molti critici intrattenevano con le istituzioni musicali - rapporti non gratuiti. Quelle stesse istituzioni che avrebbero invece dovuto tenere sempre sotto tiro, per raccontarne fatti e misfatti non infrequenti.
I critici musicali italiani, anche consapevoli della loro reale ininfluenza, preferivano 'pro bono pacis' ( tradotto: per non avere rogne) e ' pro domo sua' ( tradotto: salvaguardare i propri interessi) fingere di non vedere, non sentire.E non parlare.
Come fecero addirittura anche nel caso, poi archiviato, dei colleghi che avevano denigrato ed ingiuriato l'Associazione o suoi membri, rimandando ogni decisione a tempi migliori, o peggiori, mai ve ne fossero.
Comunque e nonostante tutto, noi attendiamo con ansia la proclamazione dei vincitori degli 'OSCAR' della musica italiana, ad opera del 'sinedrio' del Critici musicali, presieduto, da appena un ventennio, da quell'angelo di Foletto.
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