Attesa finita per mezzo milione di maturandi italiani. Il ministero ha pubblicato l'ordinanza con le materie della seconda prova - latino al classico e matematica allo scientifico - ma soprattutto quelle dell'orale. Da quest'anno infatti al colloquio non si porteranno più tutte le discipline dell'ultimo anno, come almeno in teoria era previsto finora, ma una selezione di quattro a scelta del ministero. Così ha voluto il ministro Giuseppe Valditara varando la sua riforma dell'esame di Stato all'insegna di un ritorno al passato recente, visto che l'orale con 4 materie è lo stesso della generazione dei padri dei maturandi (quella post Sessantotto), mentre i nonni ancora ricordano la Maturità con tutte le materie dell'ultimo triennio. Il fischio di inizio quest'anno sarà il 18 giugno alle 8 e 30 con la prima prova: il tema. Il giorno dopo c'è la prova di indirizzo, dalla settimana successiva si parte con gli orali. Ma vediamo quali sono le materie di quest'anno.
D'ora in poi all'orale, invece che dal documento scelto dalla commissione (un brano, un quadro, un grafico, una poesia), si partirà dal «curriculum dello studente», che riassume in forma sintetica l'esperienza scolastica del candidato, compresi i risultati nei test Invalsi. Si terrà conto anche dell'impegno in attività extrascolastiche, benché non tutti abbiano le stesse possibilità di fare sport o seguire dei corsi di lingua al pomeriggio: molto dipende anche dal contesto di partenza. E verranno pesate anche non meglio specificate «attività particolarmente meritevoli».
Le altre novità della Maturità con il marchio Valditara sono una commissione più snella (e quindi anche meno onerosa, nonostante un arrotondamento dei compensi): quattro membri di cui due esterni (anziché sei), più il presidente anch'esso esterno.
E l'obbligo tassativo di sostenere tutte le prove. Una norma di legge voluta dal ministro dopo che l'anno scorso alcuni studenti si erano rifiutati di sostenere il colloquio per protesta contro un sistema giudicato troppo competitivo e iniquo, contando sul fatto che con i crediti maturati nel triennio e i voti incassati nei due scritti raggiungevano comunque la sufficienza. D'ora in poi «l'esame è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste»: chi fa scena muta di proposito verrà bocciato; non così invece chi, preso dal panico, non riuscisse ad aprire bocca.
Dall'anno scorso chi prende 6 in condotta è tenuto a presentare un elaborato di «cittadinanza attiva e solidale», che verrà discusso sempre durante il colloquio. Mentre lo studente pur bravo ma esuberante che prende meno di 9 in condotta sarà penalizzato nel calcolo dei crediti scolastici accumulati durante il triennio.
Quanto al cosiddetto «bonus» per i più bravi passa da 5 a 3 punti, purché il candidato abbia ottenuto «con le sue sole forze» un punteggio complessivo di almeno 90 punti.
Nuova enfasi durante il colloquio anche alle attività di alternanza scuola-lavoro, che sempre per volontà di Valditara tornano a essere intitolate al lavoro (prima si chiamavano «percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento»). E anche all'educazione civica.
Ultima novità - per il ministero è la prima: torna la dicitura «esame di Maturità» che, almeno formalmente era stata levata dal ministro Luigi Belinguer nel 1997, anche se tutti - studenti, genitori e docenti - continuavano a chiamarla così.
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