C'è chi , per mestiere, canta sempre vittoria e la Rai è uno di questi - la Rai meloniana, più di ogni altra per necessità, come anche alcune precedenti.
Aldo Grasso, nella sua rubrica tv del Corriere, ieri, ha criticato la ripresa, la trasmissione, la regia tv ed anche l'esito degli ascolti, deludentissimi per una 'prima serata' - intorno al mezzo milione, share del 3,3% - della Tosca (Rai 3), dopo che per giorni la Rai aveva insistito nell' annunciare la trasmissione 'in mondovisione', dell'opera di Puccini - per celebrare il centenario della morte del musicista (che comunque cadeva l'anno scorso) e che, come punto di forza, aveva la ricostruzione dello spettacolo che andò in scena, al debutto, 125 anni fa, proprio al Teatro dell'Opera di Roma.
Grande successo, secondo la Rai, al punto che ha già annunciato che il prossimo anno, ancora nel giorno di Ognissanti, verrà trasmesso, sempre in 'mondovisione' - vera o finta? e i dati quando si avranno?- Falstaff di Giuseppe Verdi, per celebrare - secondo il vangelo di Mazzi sottosegretario, ex Sanremo, e perciò espertissimo di musica di questo governo - l'opera lirica italiana, 'patrimonio dell'umanità'.
In quale considerazione la Rai meloniana, più di qualunque altra precedente, tenga la musica, lo racconta il fatto che nel confezionare nuovi prodotti del settore, cui tanto tiene, così dice, si affida sempre a professionisti interni che possono vantare notorietà nazionale per aver curato trasmissioni del tipo 'il pranzo è servito' o 'E' sempre mezzogiorno'.
Il regista tv della Tosca è uno di quei professionisti interni cui la Rai affida qualunque cosa, come non ne avesse altri. Lo abbiamo cosciuto ai tempi del Concerto di Capodanno dalla Fenice, del quale ci siamo occupati per oltre dieci anni. Lui come altri, arrivava poche ore prima della 'generale', affidandosi a ciò che gli diceva e suggeriva il 'consulente musicale', che sapeva fare il suo mestiere, ma che veniva promosso sul campo a regista della trasmissione, in assenza di regista competente.
Quello stesso regista ha voluto scimmiottare il capolavoro di inventiva che fu Tosca nelle ore e nei luoghi di Tosca (1992) di Andrea Andermann. Non sarebbe stato più opportuno riprenderlo, accordandosi con il produttore, e ritrasmetterlo in mondovisione, anche per rinfrescare al memoria di quanti lo hanno visto in passato nei festival di tutto il mondo, osannato e pluripremiato?
Per carità cristiana, sorvoliamo sui siparietti affidati quasi sempre a stelle e stelline dello spettacolo che dovrebbero, nelle intenzioni della Rai, dare lustro e costituire appeal per un genere, come quello dell'opera lirica, che non ne avrebbe di suo, per gli italiani, mentre quei fessi degli stranieri tutti l'adorano. Vale anche per la danza: Bolle, un esempio per tutti: senza il contorno 'non tira' - la pensano così.
Come valuta ogni volta il risultato degli ascolti la Rai (Cultura)? Non esistono flop, perchè c'è sempre un'altra edizione precedente che ha fatto peggio, o analoga trasmissione, soprattutto se della concorrenza.
Un esempio dal Concerto di Capodanno della Fenice, per capire. Nei dieci anni in cui ce ne siamo occupati, per incarico della Rai, curando il programma , quel concerto faceva ascolti sempre intorno ai 4.500.000 telespettatori. L'anno seguente la nostra uscita - per una ritorsione del 'capataz' di allora, Cristiano Chiarot, al quale contestammo la presenza nel programma di un brano di Battistelli, che lui, di sua iniziativa, gli avrebbe commissionato, contando che noi non avremmo mai e poi mai osato contestarglielo, perchè inadatto - con un programma, evidentemente poco idoneo, a cura di Ortombina-Chiarot, quello stesso concerto superò di poco i 3.000.000 di telespettatori, con un calo netto, da un anno all'altro, di circa 1.500.000 telespettatori. Quale fu il commento dei dirigenti tv di allora, Giancarlo Leone (?): grande successo. E il calo? Siamo sempre al disopra di 3.000.000.
Aldo Grasso chiude , amaramente ed ironicamente, la sua rubrica dedicata a Tosca in teatro e tv: "Alla fine, pare ci fossero più spettatori dentro il teatro 'a gratis', che davanti ai televisori di casa".
Per la Rai è stato un successo; si replica l'anno prossimo, e, d'ora in avanti, ogni anno, sempre con identico GRANDE successo tv.
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