martedì 4 novembre 2025

Il democratico Mamdani, 34 anni, musulmano, è il nuovo sindaco di New York ( da Inside Over, di Andrea Muratore)

 

Il volo di Mamdani: batte Cuomo ed è il nuovo sindaco di New York

Zohran Mamdani ce l’ha fatta. Il politico 34enne del Partito Democratico americano è il nuovo sindaco eletto di New York e entrerà ufficialmente in carica il prossimo 1 gennaio. Ha vinto col 50,4% dei voti un’elezione contesa sconfiggendo l’ex governatore Andrew Cuomo, da lui già affrontato alle primarie interne, che si è fermato poco oltre il 41%, nonostante l’invito a sostenerlo del Partito Repubblicano e del presidente Donald Trump.

Mamdani ha fatto una corsa solitaria e in salita contro tutti: attaccato perché socialista democratico e musulmano, accusato di inesperienza, criticato addirittura da Israele per il presunto “antisemitismo”, l’ex consigliere statale e progressista radicale ha vinto mobilitando il voto giovanile in un’elezione partecipata da quasi 2 milioni di cittadini della Grande Mela, poco meno del 50% del totale, un boom di affluenza contro il 23% registrato nel 2021.

La geografia della vittoria di Mamdani

Mamdani stravince a Bushwick (82-15) e Harle (71-26) e in 8 su 10 dei quartieri della città più popolosa d’America, mentre Cuomo conquista solo l’Upper East Side e Midwood. A Staten Island Cuomo vince di 33 punti, negli altri quattro borough è invece Mamdani nel complesso a emergere: +5% nel Queens, +10% a Manhattan, +11% nel Bronx, +20% a Brooklyn.

Qui hanno fatto presa le proposte del candidato di abbattere i costi degli affitti, risolvere la crisi abitativa, rendere più inclusivo e progressista il modello sociale della città. Trasversalmente, pesa anche l’effetto-etnia. Secondo le proiezioni del New York Times, è in vantaggio su tutte le categorie delle minoranze: asiatici (4%), ispanici (20%) e neri (26%). Nel suo discorso di festeggiamento ha dichiarato che New York continuerà a restare “una città di immigrati” e rivendicato la sua affiliazione ai Socialisti Democratici d’America (Dsa).

La storia dei sindaci di New York nati all’estero

Sindaco più giovane dai tempi di Hugh J. Grant, eletto nel 1889 a 31 anni, primo musulmano a riuscire nell’impresa, Mamdani non è il primo nato all’estero a conquistare la poltrona di primo cittadino della Grande Mela. 24 dei 95 sindaci che New York ha avuto dal 1665 a oggi erano nati fuori dal territorio americano. 19 di essi erano dell’era coloniale, ma ce ne sono stati cinque nell’ultimo secolo e mezzo parimenti provenienti dall’estero, tra cui l’italo-americano Vincent R. Impellitteri, sindaco dal 1950 al 1953 e nato a Isnello, in provincia di Palermo.

Ora per Mamdani arriverà una fase critica: quella della trasposizione delle promesse in programma di governo. L’attivo politico dem dovrà passare dalla fase di lotta, casa per casa e strada per strada, a quella dell’amministrazione e del pragmatismo. La scommessa è forte: governare le conseguenze sociali del boom mondiale di una città come New York da sinistra, ricucire in forma progressiva fragilità e disuguaglianze, vincere lo scetticismo di chi accusa Mamdani di essere un comunista senza capacità amministrative.

“The Red Apple” titola in prima pagina il New York Post, reiterando questa narrazione. A Mamdani il compito di convincere gli scettici e applicare un programma che si ripropone di sconvolgere dalle fondamenta il Partito Democratico. E di interrogarlo su cosa voglia fare il mondo progressista un anno dopo la sconfitta con Donald Trump.

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