«Determinati ad andare avanti»: è questo il mantra della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul protocollo Italia-Albania sui migranti. Lo ripete da mesi, respingendo tutte le critiche e gli attacchi sul centro di accoglienza che ha numeri ben lontani dalle aspettative e che ha scatenato un duro scontro tra governo e magistratura. E lo fa anche oggi chiudendo, insieme al primo ministro albanese Edi Rama, il vertice intergovernativo Italia-Albania. «Non tutti hanno compreso la validità del modello» del Protocollo Italia-Albania sui migranti, «tanti hanno lavorato per frenarlo o bloccarlo ma noi siamo determinati ad andare avanti, perché è un meccanismo che ha la potenzialità di cambiare il paradigma sulla gestione dell'immigrazione», ha sotolineato Meloni nelle dichiarazioni finali.
«Quando entrerà in vigore» il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo «i centri» in Albania «funzioneranno - ha aggiunto Meloni - come dovevano funzionare dall'inizio: avremo perso due anni per finire esattamente com'era all'inizio. La responsabilità non è la mia, arriveremo due anni dopo a fare
esattamente quello che potevamo fare due anni prima. Penso che
ciascuno si assumerà le sue responsabilità».
«È una giornata che per le nostre relazioni bilaterali, per i nostri rapporti si può definire storica», ha sottolineato Meloni. «Non solamente - ha spiegato - perché è la prima volta che i nostri governi si incontrano in un formato di questo tipo, ma anche per quello di cui siete appena stati testimoni, cioè la quantità e la qualità delle intese bilaterali tecniche e governative che sono state sottoscritte. Chiaramente noi sappiamo che i rapporti tra Italia e Albania sono rapporti che diciamo affondano molto lontano, sono stati rapporti sempre costanti che vanno oltre gli interessi reciproci». L'Italia «è un punto di riferimento per l'Albania e quello che noi vogliamo fare con questa giornata è fare di questo rapporto straordinario tra le nostre nazioni anche tesoro per rafforzare sempre di più la nostra cooperazione. L'Italia è anche il primo partner commerciale di Tirana, sono circa 3.000 le imprese italiane che attualmente lavorano in Albania. Il nostro obiettivo è dare a questa presenza una profondità sempre maggiore rendendo più sistematici i nostri rapporti, creando le condizioni» per svilupparne di nuovi.
Tra pochi giorni, tra l'altro, si aprirà l'ultimo capitolo negoziale per l'adesione all'Ue da parte dell'Albania, «un segnale importante», dice la premier, che non nasconde che «sarebbe per noi motivo di grande soddisfazione poter avviare i negoziati politici proprio in occasione della presidenza di turno italiana del Consiglio dell'Unione Europea che avrà luogo nei primi sei mesi del 2028. Sarebbe uno sbocco naturale per tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme in questi anni».

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