giovedì 16 ottobre 2025

Direttore musicale, stabile, principale, ospite ed altre imprecisioni che si leggono questi giorni sui giornali a proposito del Caso 'Teatro La Fenice'

 Si legge in questi giorni che la causa di tutto il casino creato al Teatro La Fenice,  è B.V. - e con Lei anche Nicola Colabianchi. agli ordini delle 'Fratelle Meloni' - che sarebbe stata nominata DIRETTORE MUSICALE STABILE, senza esserne all'altezza, e che il suo contratto varrà a partire dall'ottobre del 2026.  Vi si aggiunge, per questa ragione, che gli orchestrali hanno un anno di tempo a disposizione per conoscere la malcapitata ed Ella per farsi conoscere - come se arrivasse da un altro pianeta e nulla si conosca già della sua scarsezza professionale ed inadeguatezza al ruolo. Ma è sul suo ruolo e su come venga indicato che vogliamo soffermarci.

 Il Direttore Musicale non è stabile, è direttore musicale e basta. Collabora con il Sovrintendente sulle scelte artistiche sue e della stagione, ed ha la responsabilità dell'orchestra. 

Al solo pensiero viene da ridere. Lei che non è stimata come direttrice d'orchestra dovrebbe garantire la qualità dell'orchestra affidatale e  presiedere anche le audizioni  e i concorsi per i nuovi ingressi di strumentisti. 

Non esiste un Direttore Musicale che non sia stabile; e comunque tale dizione è la prima volta che viene utilizzata dagli incapaci analfabeti cronisti. 

Dove c''è un Direttore Musicale può naturalmente esserci anche un direttore ospite e forse anche principale.

 

Il Direttore Stabile è altra cosa. A lui viene affidata un'orchestra sul cui podio è frequentemente presente, ragiona con la direzione artistica sui programmi affidatigli, ma non ha direttamente la responsabilità dell'orchestra, anche se potrebbe essere buon consigliere del sovrintendete e direttore artistico sull'argomento.


Il Direttore Principale  si segnala soprattutto per una  maggiore presenza sul podio di quell'orchestra, a differenza di tutti gli altri direttori, la cui presenza è saltuaria.


Il Direttore Ospite è un gradino sotto a quello principale, magari  può servire all'orchestra per conoscerlo meglio, in previsione di un possibile incarico futuro. E forse anche per realizzare particolari porgetti legati alla sua persona e messi in atto anche altrove.


E c'è anche il Direttore onorario a vita, che è il caso di Riccardo Muti al Teatro dell'Opera di Roma. E vuol dire che quel direttore mai più dirigerà,  per tutta la vita, all'Opera di Roma, dove è stato direttore stabile o principale (non si è mai capito) per qualche tempo. E allora quel titolo? Semplice captatio benevolentiae non recepita. 


 

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