"Certamente ad Auschwitz non si va in gita”. Il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, risponde così ai giornalisti che lo hanno interpellato in merito alla polemica innescata dalla ministra della Famiglia, Eugenia Roccella. Il cardinale ha puntualizzato che nel lager “si va per fare memoria di una tragedia immane che ha colpito il popolo di Israele e deve rimanere un monito per tutti noi di fronte anche alla crescita dell'antisemitismo”. Questi, ha detto Parolin, “sono punti di memoria che devono essere continuamente richiamati, quindi, andare lì vuol dire fare un gesto di memoria e di solidarietà”.
Parolin si trovava all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede. I giornalisti gli hanno chiesto un’opinione anche sulla possibilità che Trump possa intervenire per risolvere il conflitto in Ucraina: “Lo spero – ha risposto -. Spero che, chiuso il capitolo Gaza, possa dedicarsi anche maggiormente al tema Ucraina e a cercare una via d'uscita alla guerra. Tentativi ne sono stati fatti tanti a partire dall'incontro, rimane sempre che l'America ha un ruolo importante in queste vicende”.

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