giovedì 3 luglio 2025

Giuli spergiuro! di Pietro Acquafredda

 Ieri in Parlamento si è assistito ad uno spettacolo indecente sotto ogni punto di vista, Innanzitutto perchè ci saranno stati al massimo una ventina di parlamentari, desolante visione non nuova,  mentre il resto se ne fotte di quello che accade, anche quando rappresentanti dei vari gruppi presentano interpellanze ai vari ministri su questioni di  evidente importanza.

 Ma soprattutto perchè l'imputato Giuli  è stato accusato di falsa testimonianza dalla parlamentare Piccolotti che gli ha detto senza mezzi termini: lei viene qui a raccontare MENZOGNE. E Giuli se l'è presa, dichiarando che una simile accusa non era tollerabile anche per la sede.

 Principale destinatario delle interpellanze  il Ministro della cultura e l'operato del suo dicastero. Argomento: tax credit, declassamento  di alcune prestigiose realtà culturali del Paese, dal Teatro La Pergola, al festival di Sant'Arcangelo di Romagna, al Teatro Due di Parma, ed anche alle dimissioni caldeggiate proprio da Giuli, a dispetto dei convenevoli dell'apparenza, della presidente di Cinecittà, Sbarigia.

 A tutte le interrogazioni, quattro o cinque o forse più ha sempre risposto ad ogni contestazione che lui su alcune decisioni, affidate alle Commissioni consultive del Ministero, non mette bocca: il Ministro non fa che prenderne atto.

 A consolazione del ministro attaccato da tuti e su tutti i fronti, due interventi, uno iniziale affidato a Rita Dalla Chiesa, che tutte le volte che parla e su qualunque argomento, anche fuori del Parlamento, mi fa vergognare per Lei, per la ragione che difende a spada tratta il piatto in cui mangia (la nomina a Parlamentare di Forza Italia) mentre recita la pappetta che le preparano: neanche un Euro pubblico dev'essere speso senza ragione ( si riferiva al caso del presunto omicida di Villa Panphili che attraverso una società di produzione ricevette molti anni fa un finanziamento statale per un film mai prodotto... a  coronare il fuoco di fila contro Giuli, imbarazzato, non più spavaldo nel suo  dottissimo ed incomprensibile eloquio ( "i suoi discorsi si possono leggere anche dalla fine al principio, al contrario, tanto non dicono nulla in nessun caso - gli era stato rimproverato dalla Schlein tempo fa) l'intervento della 'casa madre' dei fratelli, suggellato dalla presenza autorevole e specchiata del famoso Mollicone che lodava il ministro ed il suo dicastero ( dicastero 'di famiglia' ) perchè sta lavorando anche per eliminare ogni opacità.

 Va detto naturalmente che le interrogazioni parlamentari a risposta immediata sono tutte programmate, tanto che il ministro le conosce prima di entrare in Aula e per ognuna di esse ha giù preparato la risposta. Per questa ragione e solo per questa sono state fatte le due dei 'fratelli' e forzista', per non lasciarlo da solo nella fossa dei leoni. Come del resto si merita, per il suo totale asservimento alla causa del partito, fregandosene bellamente delle terra bruciata che, per suo tramite il Duo delle sorelle Meloni,  stanno facendo con metodo, costanza e perseveranza, nella cultura e spettacolo, da quando è al  Ministero,  proseguendo l'azione di Sangiuliano. 

P.S.

 A proposito delle Commissioni ministeriali consultive per lo Spettacolo, qualche dato per chiarirsi le idee. Innanzitutto i componenti sono scelti con criteri che non hanno nulla a che fare con competenza ed indipendenza di giudizio ( quattro su sette dei componenti sono di nomina ministeriale, dunque la maggioranza che vota compatta in ogni caso, seguendo i dettami del vertice ministeriale. e perciò se tre dei sette si dimettono per protesta per non avallare l'azione punitrice dei ministero contro gli avversari politici, come accaduto nel caso della Pergola fiorentina, Giuli non si scompone, decino i s'suoi' che sono maggioranza).   

 C'è anche da dire che  in dette commissioni ci sono personaggi che girano da una all'altra ad ogni cambio, per fine mandato; ci sono dei fedelissimi ( Toniolo è uno di questi) sempre presenti- lo abbiamo segnalato tante volte) che, per conto del Ministro, fanno da cani da guardia del malloppo.

 Come anche che i componenti, molti dei quali 'mezze calzette' cosiddetti, hanno fatto i loro interessi più che quelli del paese, vantando presso le istituzioni  raccomandazioni e promozioni, in cambio di favori ( inviti nelle stagioni delle istituzioni favorite, a loro dire, nel caso di musicisti- potrei fare i loro nomi, evito per carità cristiana).

 Infine, non posso dimenticare quel che ci disse anni fa, a proposito delle Commissioni una signora, Gisella Belgeri, che se ne intendeva, avendo passato gran parte della sua vita, in ragione dei numerosi prestigiosi incarichi in quelle stanze  del ministero. 

 Le commissioni prendevano le loro decisioni in autonomia ( dubitiamo anche di questo, perchè nelle riunioni si entrava già con qualche foglietto predisposto! come si fa ai concorsi ed agli esami di maturità) , ma al momento della verbalizzazione entrava il dirigente ministeriale ( ve lo ricordate il 'grande&grosso direttore generale Nastasi), che li aveva nominati quei commissari, e diceva come andava verbalizzato. 

E se lo si è sempre fatto, alla cosiddetta maniera 'democristiana'  cioè con un minimo di decenza , non è difficile immaginare quanto di più e peggio lo si faccia ora, in nome della distruzione della cultura 'di sinistra' e con questi 'barbari', affamati  e senza ritegno, al potere.


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