Leggo per caso, qualche minuto fa, occupandomi di Sposetti- chissà perchè è mi è stato segnalato quanto sto per dirvi - che quell'ex ragazzone rosso di capelli, protagonista di tanti film idioti ambientati in una 'Terza c', nella quale lui aveva sempre la parte dello sfigato - ed anche usciere nel Forum di Canale 5 condotto da Rita Dalla Chiesa, e che avrebbe avuto dopo la tv, una breve avventura in Fratelli d'Italia, e cioè Fabrizio Bracconeri, ha osato sui social insultare la ministra nera, Kyenge, che già qualche parlamentare troglodita italiano aveva osato fare in passato, scusandosi poi. Mentre lui no, anzi ha rincarato la dose prima che i suoi rigurgiti elettronici fossero oscurati .
E lo ha fatto per il colore della pelle, dando a lei della musulmana, oltre che della 'buzzicona' ecc...
Premettendo che lui non sa neppure cosa voglia dire essere 'musulmana', e che di lingue in cui esprimersi, seppure con difficoltà, conosce solo il dialetto romano 'da bar', dato l'evidente analfabetismo, nessuno ha dato peso a quei suoi tweets, appena hanno fatto caso alla sua faccia. Perchè con quella faccia, hanno convenuto coralmente...
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lunedì 4 settembre 2017
Schieramento pro vitalizi. Sposetti pensa alle vedove dei parlamentari; Zanda ai padri della Repubblica, ottantenni o novantenni, ancora vivi
Zanda con quelle sue dichiarazioni, la seconda, relativa alla riforma dei vitalizi passati, che lui non vuole, avendo prima affermato che la riforma sarebbe incostituzionale - quando si mettono le mani in tasca ai ricchi, viene sempre tirata in ballo la Costituzione, quella che i poveri non li difende mai; ed ora che riformando i vitalizi ci sarebbero anche padri della Repubblica, ottantenni o novantenni - ma quanto campano questi patriarchi! - che resterebbero senza pensione - e sarebbe disdicevole - è veramente PATETICO.
Zanda non è solo, perché è in, buona, compagnia di Sposetti, quello che ha difeso il tesoretto dei DS, e che ora difende le vedove anche di quei padri della Repubblica, che sono rimaste accanto ai loro mariti sempre, nella buona ama anche nella cattiva sorte (quale?), e che ora verrebbero gettate in mezzo alla strada. Sposetti, come hanno fatto con quei poveri disgraziati, anche l'altra settimana a Roma, quando hanno perfino usato gli idranti? No, risponde Sposetti, non come quei poveri disgraziati che, comunque, la pensione non l'avevano, però almeno metaforicamente come loro.
Sia Sposetti che Zanda sbagliano di grosso: non si toglie la pensione ai patriarchi e neppure alle matriarche. La si riduce solo, ricalcolandola. Perchè Sposetti e Zanda non considerano che ci sono patriarchi e matriarche, ma c'è anche molto altro, che usufruiscono, SENZA AVERLI MERITATI, dei vitalizi, anche da trenta quarant'anni e forse ancora di più, con un particolare trattamento, favorevole, nel caso di reversibilità.
Sposetti e Zanda, ma non solo loro, provano ad agitare lo spauracchio del ricalcolo di tutte le pensioni da parte di quei ladroni dell'INPS. State attenti - ricattano! - che un giorno potrebbe l'INPS fare altrettanto con tutte le pensioni in essere, oltre che con quelle future, sulle quali però il metodo contributivo è stato già definito in esclusiva per legge, come anche per parlamentari e consiglieri regionali.
E sono pure in cattiva fede, sia Sposetti che Zanda e gli altri loro sodali, perchè tale previsione - un vero ricatto con il quale sperano che il popolo tenga ancora a riposo i forconi - è a chiare lettere vietata da un articolo della stessa legge che vuole rivedere i vitalizi. Ma anche e soprattutto perchè le pensioni in essere calcolate con il metodo misto - contributivo e retributivo - sono quasi sempre il frutto di trenta quaranta'anni di LAVORO, salvo alcune ben note eccezioni ( per le quali tuttavia erano previste almeno vent'anni di lavoro). E comunque quando mai parlamentari, consiglieri regionali ed eletti in qualunque altra istituzione ( si pensi al particolarissimo regime che riguarda compensi e pensioni dei cosiddetti 'parlamentari' della Regione Sicilia), hanno prestato rappresentanza pubblica per trenta quarant'anni per meritarsi gli IMMERITATI VITALIZI? Nel loro caso i trenta quarant'anni rappresentano il tempo medio del godimento del vitalizio, non della prestazione di 'lavoro', a seguito del quale avrebbero potuto meritare l'immeritato, in ogni caso, vitalizio.
Zanda non è solo, perché è in, buona, compagnia di Sposetti, quello che ha difeso il tesoretto dei DS, e che ora difende le vedove anche di quei padri della Repubblica, che sono rimaste accanto ai loro mariti sempre, nella buona ama anche nella cattiva sorte (quale?), e che ora verrebbero gettate in mezzo alla strada. Sposetti, come hanno fatto con quei poveri disgraziati, anche l'altra settimana a Roma, quando hanno perfino usato gli idranti? No, risponde Sposetti, non come quei poveri disgraziati che, comunque, la pensione non l'avevano, però almeno metaforicamente come loro.
Sia Sposetti che Zanda sbagliano di grosso: non si toglie la pensione ai patriarchi e neppure alle matriarche. La si riduce solo, ricalcolandola. Perchè Sposetti e Zanda non considerano che ci sono patriarchi e matriarche, ma c'è anche molto altro, che usufruiscono, SENZA AVERLI MERITATI, dei vitalizi, anche da trenta quarant'anni e forse ancora di più, con un particolare trattamento, favorevole, nel caso di reversibilità.
Sposetti e Zanda, ma non solo loro, provano ad agitare lo spauracchio del ricalcolo di tutte le pensioni da parte di quei ladroni dell'INPS. State attenti - ricattano! - che un giorno potrebbe l'INPS fare altrettanto con tutte le pensioni in essere, oltre che con quelle future, sulle quali però il metodo contributivo è stato già definito in esclusiva per legge, come anche per parlamentari e consiglieri regionali.
E sono pure in cattiva fede, sia Sposetti che Zanda e gli altri loro sodali, perchè tale previsione - un vero ricatto con il quale sperano che il popolo tenga ancora a riposo i forconi - è a chiare lettere vietata da un articolo della stessa legge che vuole rivedere i vitalizi. Ma anche e soprattutto perchè le pensioni in essere calcolate con il metodo misto - contributivo e retributivo - sono quasi sempre il frutto di trenta quaranta'anni di LAVORO, salvo alcune ben note eccezioni ( per le quali tuttavia erano previste almeno vent'anni di lavoro). E comunque quando mai parlamentari, consiglieri regionali ed eletti in qualunque altra istituzione ( si pensi al particolarissimo regime che riguarda compensi e pensioni dei cosiddetti 'parlamentari' della Regione Sicilia), hanno prestato rappresentanza pubblica per trenta quarant'anni per meritarsi gli IMMERITATI VITALIZI? Nel loro caso i trenta quarant'anni rappresentano il tempo medio del godimento del vitalizio, non della prestazione di 'lavoro', a seguito del quale avrebbero potuto meritare l'immeritato, in ogni caso, vitalizio.
mercoledì 23 agosto 2017
Sposetti, ex comunista, s'è convertito al cristianesimo ed ora difende vedove e orfani (di ex parlamentari)
Il nome di Sposetti fa venire alla mente l'irriducibile difensore della diversità del PCI in fatto di finanziamenti, nel caso specifico di quelli provenienti dall'URSS. Egli è stato per molti anni il tesoriere del DS e delle sue filiazioni meno a sinistra e più al centro. Il suo ruolo nel PD di Renzi è stato affidato dal segretario a Bonifazi, che i giornali di un'estate fa, davano legato alla Maria Elena, la zarina- ma questi sono fatti loro che a noi non interessano, oltre il puro fatto di cronaca.
Ciò che invece ci interessa ora è la svolta cristiana dell'antico tesoriere, oggi senatore, il quale nella difficile lotta per far passare in Parlamento la riforma dei vitalizi, compreso il suo qaundo ne avrà diritto, dopo che sarà uscito dal Parlamento, s'è fatto difensore di vedove e orfani.
Non si possono riformare i vitalizi - e noi diciamo: tutto quell' altro schifo di privilegi che si portano appresso - dimenticando, va gridando Sposetti, che qualora venissero riformati sulla falsariga di tutti i pensionati italiani, un migliaio di vedove italiane che sono state al fianco di altrettanti politici che negli anni in cui erano al potere, si sono sacrificati/e per il bene del paese (e qui una risata fragorosa viene spontanea) verrebbero gettate in mezzo alla strada, non usufruendo più della reversibilità della pensione dei loro mariti, nella misura in cui lo prevede la legge sui vitalizi ( altro schifo sul quale Sposetti passa sopra, dimenticando che la legge della reversibilità è assai più infame nei confronti delle vedove dei cittadini comuni).
Sposetti ha promesso che darà battaglia sull'argomento, in nome del suo nuovo credo cristiano che vuole che si difendano i più deboli, come vanno considerati anche vedove ed orfani di ex parlamentari, comodo Sposetti.
Il bello è che dietro di lui c'è già la fila di altrui parlamentari, uno su tutti Zanda, i quali dichiarano in pubblico che loro la riforma dei vitalizi la voterebbero, qualora si riuscisse a portarla in aula; ma temono con grande dispiacere che questo, per i tempi tecnici delle discussioni e votazioni in Aula, nell'attuale legislatura ormai agli sgoccioli, non accadrà.
Ciò che invece ci interessa ora è la svolta cristiana dell'antico tesoriere, oggi senatore, il quale nella difficile lotta per far passare in Parlamento la riforma dei vitalizi, compreso il suo qaundo ne avrà diritto, dopo che sarà uscito dal Parlamento, s'è fatto difensore di vedove e orfani.
Non si possono riformare i vitalizi - e noi diciamo: tutto quell' altro schifo di privilegi che si portano appresso - dimenticando, va gridando Sposetti, che qualora venissero riformati sulla falsariga di tutti i pensionati italiani, un migliaio di vedove italiane che sono state al fianco di altrettanti politici che negli anni in cui erano al potere, si sono sacrificati/e per il bene del paese (e qui una risata fragorosa viene spontanea) verrebbero gettate in mezzo alla strada, non usufruendo più della reversibilità della pensione dei loro mariti, nella misura in cui lo prevede la legge sui vitalizi ( altro schifo sul quale Sposetti passa sopra, dimenticando che la legge della reversibilità è assai più infame nei confronti delle vedove dei cittadini comuni).
Sposetti ha promesso che darà battaglia sull'argomento, in nome del suo nuovo credo cristiano che vuole che si difendano i più deboli, come vanno considerati anche vedove ed orfani di ex parlamentari, comodo Sposetti.
Il bello è che dietro di lui c'è già la fila di altrui parlamentari, uno su tutti Zanda, i quali dichiarano in pubblico che loro la riforma dei vitalizi la voterebbero, qualora si riuscisse a portarla in aula; ma temono con grande dispiacere che questo, per i tempi tecnici delle discussioni e votazioni in Aula, nell'attuale legislatura ormai agli sgoccioli, non accadrà.
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