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lunedì 4 settembre 2017

Fabrizio Bracconeri. Avete visto che faccia c'ha?

Leggo per caso, qualche minuto fa, occupandomi di Sposetti- chissà perchè è mi è stato segnalato  quanto sto per dirvi - che quell'ex  ragazzone  rosso di capelli, protagonista di tanti film idioti ambientati in una  'Terza c',  nella quale lui aveva sempre la parte dello sfigato - ed anche usciere nel Forum di Canale 5 condotto da Rita Dalla Chiesa, e che avrebbe avuto dopo la tv, una breve avventura in Fratelli d'Italia, e cioè Fabrizio Bracconeri, ha osato sui social insultare la ministra nera, Kyenge, che già qualche  parlamentare troglodita italiano aveva osato fare in passato, scusandosi poi. Mentre lui no, anzi ha rincarato la dose prima che i suoi rigurgiti elettronici fossero oscurati .
E lo ha fatto per il colore della pelle, dando a lei della musulmana, oltre che della 'buzzicona' ecc...

Premettendo che lui non sa neppure cosa voglia dire essere 'musulmana', e che di lingue in cui esprimersi, seppure con difficoltà, conosce solo il  dialetto romano 'da bar', dato l'evidente analfabetismo,  nessuno ha dato peso a quei suoi tweets, appena hanno fatto caso alla sua faccia. Perchè con quella  faccia, hanno convenuto coralmente...

sabato 7 febbraio 2015

Je suis calderoli, c'ha scritto in petto un maiale

La figura che la commissione per le autorizzazioni a procedere ha fatto, l'ennesima, non dando l'autorizzazione a procedere contro Calderoli, che aveva apostrofato la ministra Kyenge, con espressione che neanche i maiali, fra di loro, sono soliti usare, e cioè: 'quando vedo la ministra Kyenge non posso non pensare ad un orango'.
 Ieri su un giornale è apparsa una vignetta che  riproduceva un roseo maiale  - povero animale costretto dal vignettista ad offrire le sue sembianze a Calderoli - che recava appeso al collo un cartello, nello stile 'Charlie Hebdo',  'Je suis Calderoli'. Il maiale non si offende?
 Sembra che alcuni componenti della Commissione si siano pentiti della schifezza ed abbiano assicurato che, in Aula, voteranno a favore della autorizzazione a procedere contro il Calderoli/maiale che ha apostrofato la ministra Kyenge.
P.S. Il maiale ritratto nella vignetta, ci ha fatto sapere, attraverso il suo avvocato, che non intende prestare la sua faccia paffuta e rosea a Calderoli e che perciò farà causa al vignettista per l'uso diffamatorio della sua immagine. Ed ha suggerito di rivolgersi ad uno scarafaggio, di quelli che  sul dorso hanno striature verdastre, i più schifosi della specie.

giovedì 28 agosto 2014

A Calderoli, procurategli uno psichiatra non uno stregone; Littizzetto ingenerosa; basta acqua fredda, non serve gelata

Il padre della patria e del porcellum, sen. Calderoli, s'è rifatto vivo, per denunciare all'opinione pubblica che da quando insultò, gentilmente, la ministra nera Kyenge, dandole dell'orango, al quale gentile insulto un altro ne seguì,  questa volta diretto a lui, e cioè cerebroleso - naturalmente  a giudicare dal solo aspetto esterno e facciale - una autentica maledizione s'è riversata su di lui, a giudicare dai guai di salute e di ogni genere che lo stanno colpendo da mesi. Dall'Africa nera, patria della ministra, fanno sapere che nessuna maledizione, o come si chiama in lingua originale, è stata lanciata contro di lui.  Semmai più che di uno stregone, fanno sapere sempre dall'Africa nera, il Calderoli avrebbe bisogno di uno psichiatra, per riuscire a contenere gli effetti della malattia, latente, che, a giudicare dall'aspetto esterno, venne ufficialmente diagnosticata al padre della patria Calderoli, all'indomani del gentile insulto alla ministra. Ovviamente, se a  Calderoli serve uno psichiatra per risolvere il suo problema,  ci vien da ridere al pensiero di quanti psichiatri avrebbe ad esempio bisogno Borghezio, per guarire da un male similare. E se alla medicina che si occupa della salute mentale degli individui i due, nè di persona nè indirettamente, neanche attraverso il segretario Salvini, consapevole dell'epidemia, si sono ancora rivolti, temendo di dover sborsare di tasca propria cifre non indifferenti, anche in considerazione della cronicità del male, vogliamo far sapere che ancora i parlamentari li curiamo a spese  nostre, giacchè con  il loro stipendio fanno fatica ad arrivare al 10 del mese, e soprattutto perchè teniamo enormemente alla loro salute.
 A proposito di stipendi, Sveva Belviso,  braccio destro di Alemanno al tempo del suo  governo nella Capitale, dopo la figuraccia della Littizzetto che ha sventolato in favore della ricerca sulla SLA, due biglietti da 50 Euro come sua donazione, ha devoluto pubblicamente il suo stipendio  di settembre di consigliera comunale a Roma alla causa. Bello schiaffo! Cara Luciana, anche se la carità e beneficienza si fa solitamente in silenzio, e senza mettere i manifesti, perchè hai sventolato quei miseri 100 Euro, quando avresti potuto donarne almeno mille volte tanto?
 Non serve scandalizzarsi, perchè non è la prima volta che una simile tirchieria si mette in mostra. O forse sì, serve scandalizzarsi, perchè la Lucianina tutto pepe, dal salotto di Fazio, dà lezioni a tutti, e presto comincerà nuovamente a darne, pagata  profumatamente.
 Per dimostrare che non è la prima volta, ci è rimasto in mente il ricavato di uno dei concerti natalizi che ogni anno ospita Palazzo Madama:  35.000 Euro circa, cioè a dire  lo stipendio di due mesi di un parlamentare qualunque, anche il più incapace ( e sono molti!), mentre la sala del concerto  aveva aperto le sue porte ad alcune centinaia  di ospiti ed invitati, 4-500 circa, certamente tutti con notevoli possibilità economiche, i quali - vergogna !- avevano dato in media neanche 100 Euro a  testa. Il ricavato andava in beneficenza, in favore dell'Ospedale Bambino Gesù, che se avesse dovuto dipendere dalla generosità degli spettatori illustri di Palazzo Madama, stava fresco!
 A proposito dell'acqua ghiacciata, il mio medico mi ha proibito tassativamente di sottopormi all'imbecille rito che avrebbe procurato anche danno di immagine all'acqua, fredda sì ma non ghiacciata, nella quale siamo immersi ogni giorno dalla nascita, anche senza che ve ne sia bisogno per ragioni igieniche.

lunedì 19 agosto 2013

Diario personale(politico). Delle aquile e della zanzara; dei servizi sociali gratuiti.

Dopo aver ascoltato dichiarazioni di noti esponenti politici di ambo i sessi e di tutti gli orientamenti sessuali,  ed indipendentemente dal loro schieramento politico,come la sig.ra Carfagna e la Prestigiacomo  la Santanchè, e la Biancofiore,  ma anche Schifani, Cicchitto, Brunetta e Gasparri...  mi scopro a riflettere: che ci posso fare io che sono una povera zanzara e non potrò mai volare alto come quelle aquile?
 La questione immigrazione s'è affacciata di nuovo prepotente nella stagione estiva, e a causa delle rivoluzioni (controrivoluzioni) che stanno agitando il nord Africa. La ministra Kyenge ha suggerito, anzi rivelato che la  cosiddetta legge 'Bossi -Fini' va rivista. Le hanno risposto, a  distanza, ma come sanno fare solo loro, sia Calderoli che Salvini. Vorremmo consigliare alla ministra delle pari opportunità, dicastero che fu già della Prestigiacomo e della Carfagna, di affidare Calderoli e Salvini ai servizi sociali, senza nessun onere per i due. Una spesa non enorme per il bene di tutti, e per il loro reinserimento  nella società civile