Un altro furto clamoroso in Francia: ad essere stato rubato, questa volta, è “L’Apocalypse”, il libro d’arte da 210 chili, decorato con oro e pietre preziose, e con una spettacolare copertina disegnata da Salvador Dalí. Ovviamente, vale milioni di euro. L’opera, preziosissima, è sparita nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre dal Centro d’arte contemporanea di Issoire, nel Puy-de-Dôme.
Il progetto titanico, firmato da maestri del Novecento, era nato alla fine degli anni Cinquanta per volontà dell’editore d’arte Joseph Forêt, che decise di trarre ispirazione dall’Apocalisse di San Giovanni. Si distingue per numeri e proporzioni fuori scala: completamente aperta raggiunge i 150 metri di lunghezza ed è composta da 150 grandi pergamene e circa 95mila lettere calligrafate a mano. Alla sua realizzazione hanno collaborato 25 laboratori artigiani, oltre a grandi maestri dell’arte e della pittura. Sono sette i pittori che hanno illustrato il testo con tre opere ciascuno: Salvador Dalí, Georges Mathieu, Bernard Buffet, Leonor Fini, Léonard Foujita, Pierre-Yves Trémois e Ossip Zadkine. Mentre sette scrittori, tra i quali Jean Cocteau, Emil Cioran ed Ernst Jünger, hanno arricchito il volume con commenti e riflessioni. La parte più preziosa e spettacolare del volume è la copertina realizzata da Dalí. È fatta di bronzo, oro, pietre preziose e conchiglie. Da sola pesa circa 150 chili.
Dopo essere stata esposta in tutto il mondo a partire dal 1961, l’opera è passata dalla Svizzera al Giappone. Nel 2002 è arrivata nelle mani del collezionista Christian Karoutzos che, per evitare che il capolavoro venisse smembrato e venduto all’asta, aveva deciso di acquistarlo: «L’ho comprata d’istinto. Ho impiegato dieci anni a pagarla, lavorando sette giorni su sette», ha raccontato lo scorso agosto a Le Parisien. Quest’estate, Karoutzos ha deciso di esporre l’opera nel suo centro d’arte ad Issoire, dopo 24 anni. Un’occasione che i ladri non si sono lasciati sfuggire.
Sul caso la procura di Clermont-Ferrand ha aperto un’inchiesta, definendo l’opera una «eccezionale e unica». Lo sfogo del proprietario, intervistato dalla radio locale Ici Pays d’Auvergne, è durissimo: «È un’opera unica al mondo. Hanno assassinato il patrimonio francese, hanno assassinato la Francia».
Il colpo al Centro d’arte di Issoire si inserisce in una scia preoccupante di furti che negli ultimi mesi ha travolto i musei e le istituzioni culturali in Francia. Tra la fine del 2025 e il 2026, infatti, si conta una serie di colpi eclatanti: dal furto dei gioielli della Corona al Louvre fino alle incursioni al Musée Renoir di Cagnes-sur-Mer.
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