La definizione non è nostra, ma di Renzi, riferendosi al vice segretario di un tempo del PD, l'attuale ministro Franceschini. Il quale, per non smentirsi, ogni giorno ne inventa una.
Ad esempio canta vittoria perché fra le istituzioni che possono usufruire delle donazioni dell'Art Bonus', cosiddetto - il decreto che consente in via sperimentale per i prossimi tre anni - e cioè la detrazione del 65% della somma devoluta dal proprio reddito, lui, sì proprio lui, non ci cedereste, è riuscito ad inserirvi anche le fondazioni lirico-sinfoniche ed i teatri di tradizione, evidentemente escluse dalla legge di stabilità, analfabeta d'un ministro italiano.
Si poteva usufruire di tale detrazione, per la prima volta introdotta in Italia il paese della cultura, solo per le somme destinate alla conservazione di beni culturali (che per il ministero sono solo i monumenti); mentre i teatri e ciò che in essi si fa non erano considerati 'beni culturali'. Avrebbe dovuto scusarsi, invece che cantare vittoria, per l'imperdonabile dimenticanza che ne ha causato fino ad ora l'esclusione. Ma che fa tutto il giorno 'vice disastro' ora ministro Francechini, e 'grande e grosso', direttore generale dalla preistoria, Nastasi?
Chissà se saranno svegli, 'vice disastro' e 'grande e grosso' per rispondere all'appello firmato da illustri personalità come Quirino Principe, Paolo Isotta e Pierangelo Buttafucoo e pare anche da altri, con il quale gli chiedono di nominare come sovrintendente dell'Arena di Verona una persona che abbia qualità umane e professionali all'altezza - qualità di cui evidentemente non ritengono sia in possesso Girondini, sovrintendente in scadenza, che gli appellanti non vorrebbero riconfermato nell' incarico. Curioso e multicolore il vario mondo rappresentato dai firmatari. Tosi che fece nominare il ragioniere o geometra Girondini - dovrebbe essere professionista in uno di queste due campi; comunque molte se ne sono lette e dette sul suo conto anche nei rapporti con Tosi - dovrebbe sprofondare. Oppure se ne frega perché lui ha un candidato e sa che Franceschini e Nastasi, fra un sonno e l'altro, nomineranno il suo candidato. E forse,proprio tale timore ha spinto gli appellanti a mettersi insieme e protestare.
Ma 'vice disastro' e 'grande e grosso' direttore generale ne hanno già fatta un'altra ancora più grossa, che ha a che fare con la Biblioteca dei Girolamini, con l'intervento illuminante di un altro genio del ministero, la dott. ssa Rummo, la quale vuole mandare a casa due o tre bibliotecari, non importa il loro nome, senza la cui avvedutezza e denuncia, il loro amico De Caro ( amico o buon conoscente di Galan, Ornaghi - e da essi stimato tanto da volerlo come consigliere - Dell'Utri), ora dietro le sbarre, sarebbe riuscito a svuotare la storica biblioteca napoletana con quei camion che, di notte, disattivato l'allarme, faceva caricare per portare i tesori trafugati sul mercato dei bibliofili o dei ricettatori in Italia e fuori. Quei bibliotecari sono precari e la illuminata dott. Rummo pensa che siano di troppo, e che perciò, nella migliore delle ipotesi, dovrebbero avere un contratto precario rinnovato ma dimezzato nell'orario, quindi ancor più precario.
A lei, come a 'vice disastro' e a 'grande e grosso', non interessa che i valorosi bibliotecari siano stati fatti 'cavalieri' da Giorgio Napolitano proprio per quello che hanno fatto in difesa della Biblioteca dei Girolamini, contro quel farabutto di De Caro, messo lì da ministri compiacenti, lo ribadiamo, come Ornaghi e Galan. Che certo non erano complici nei furti, almeno direttamente, ma che certamente, come del resto fa 'vice disastro' e 'grande e grosso', non hanno vigilato abbastanza.
Certo Renzi non può pensare a tutto, ma quando ha definito Franceschini 'vice-disastro' doveva rifilarlo a noi ?
P.S. Appena si muovono i giornali gli integerrimi ed efficientissimi dirigenti ministeriali corrono ai ripari. La faccenda dei tre bibliotecari dei Girolamini è risolta; così la Rummo ha scritto a Repubblica. Meno male, meglio tardi che mai. ma non poteva la Rummo pensarci prima che la grave negligenza venisse denunciata?
PP.SS. Sulla storia dell'Art Bonus ci tocca nuovamente intervenire, perchè - come denuncia oggi Escobar - i teatri di prosa a differenza dell fondazioni liriche e dei teatri di tradizione vi sono esclusi, compreso il 'Piccolo, Teatro d'Europa'. Ma Franceschini che fa dalla mattina alla sera, per dimenticarsi ogni giorno qualcosa? Dorme? Altro che 'mezzo disastro', è 'disastro totale'.
Il sindaco di Verona Tosi ha trovato due fondazioni bancarie ( Unicredit e CariVerona) che daranno i 14 milioni necessari per il restauro profondo, conservativo, necessario dell'Arena. Chissà se ora il ministro gli farà nominare un sovrintendente di suo gradimento, non dando ascolto agli appellanti che sono, naturalmente, contro la passata gestione (Girondini) dell'Arena, benedetta da Tosi
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mercoledì 17 dicembre 2014
Le prodezze di 'vice disastro' Franceschini, ministro ombra al servizio di 'grande e grosso' Nastasi
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domenica 26 ottobre 2014
Letto sulla stampa di domenica: Sole 24 Ore e Corriere. Da Girardi a Buttafuoco
Cominciamo da Buttafuoco perchè più interessante l'argomento e più bella la scrittura. Denuncia Buttafuoco, sul Sole 24 Ore, che a custodire il' satiro danzante' nel museo di Mazara del Vallo, in un locale di 200 metri quadri circa, ci sono 25 custodi, i quali hanno principale, se non unico, obbligo contrattuale, così sembra, quello di avvertire i visitatori ( dieci-quindicimila in un anno ) che è proibito fotografare la celeberrima scultura bronzea che ha fatto passare sulle labbra di tutti, dove è stato esposto, il nome dell'Italia. Meno che nel suo museo, che a dispetto dei 25 custodi, è chiuso per vacanza settimanale nei fine settimana. Ora, vien da domandarsi, una volta letta tale denuncia che si aspetta a mandare a casa, a fare altri lavori per la Regione o per il Comune, almeno una quindicina di quei custodi e agli altri 10 restanti imporre orari di normale lavoro, otto ore, sabato e domenica compresi?
Ma questo la Regione non ha mai pensato di farlo, mentre lo farebbe domani stesso il sindaco della cittadina siciliana, sempre che Crocetta, indaffaratissimo nel fare e disfare giunte e governi regionali, passi il Museo al Comune, tanto la Regione che egli governa non sa che farsene, come dimostra la denuncia. Ci sarà tale passaggio? Pensiamo di no.
Mentre un bel giornalista e scrittore si occupa dei fatti di casa nostra, un altro del Corriere vola negli Stati Uniti, New Messico (dove sta sulla cartina? non riusciamo a trovarlo dopo quasi due ore di ricerca) per assistere - ma non è stata ancora rappresentata - ad un'opera che si credeva persa del nostro Faccio, direttore d'orchestra stimato, attivo al tempo di Verdi, ma anche buon compositore. Trattasi di 'Amleto' da Shakespeare, libretto di Boito. Che sarà mai quest'opera che molto probabilmente non verrà mai più ripresa? Non lo sa neanche Girardi, nonostante che si sia sentito anche con Gossett che ha seguito la ricostruzione su uno spartito dell'epoca. Lo saprà dopo averla vista ed ascoltata? M a noi che c'importa di una cosa così lontana ed ancora da valutare? Non sarebbe stato più opportuno volgere occhi ed orecchie a cose di casa nostra, visto che in queste ultime giornate molte se ne sono viste e sentite di interessanti, a quel che dicono?
Ci potrebbe obiettare il Girardi del Corriere: ognuno si interessa a ciò che vuole. Sacrosanta verità. Anche noi eravamo interessati a sapere dell'Amleto di Faccio. Solo che dopo la lettura nulla abbiamo appreso oltre il nome dell'autore e quello del librettista. E naturalmente il titolo dell'opera, da Shakespeare.
Ma questo la Regione non ha mai pensato di farlo, mentre lo farebbe domani stesso il sindaco della cittadina siciliana, sempre che Crocetta, indaffaratissimo nel fare e disfare giunte e governi regionali, passi il Museo al Comune, tanto la Regione che egli governa non sa che farsene, come dimostra la denuncia. Ci sarà tale passaggio? Pensiamo di no.
Mentre un bel giornalista e scrittore si occupa dei fatti di casa nostra, un altro del Corriere vola negli Stati Uniti, New Messico (dove sta sulla cartina? non riusciamo a trovarlo dopo quasi due ore di ricerca) per assistere - ma non è stata ancora rappresentata - ad un'opera che si credeva persa del nostro Faccio, direttore d'orchestra stimato, attivo al tempo di Verdi, ma anche buon compositore. Trattasi di 'Amleto' da Shakespeare, libretto di Boito. Che sarà mai quest'opera che molto probabilmente non verrà mai più ripresa? Non lo sa neanche Girardi, nonostante che si sia sentito anche con Gossett che ha seguito la ricostruzione su uno spartito dell'epoca. Lo saprà dopo averla vista ed ascoltata? M a noi che c'importa di una cosa così lontana ed ancora da valutare? Non sarebbe stato più opportuno volgere occhi ed orecchie a cose di casa nostra, visto che in queste ultime giornate molte se ne sono viste e sentite di interessanti, a quel che dicono?
Ci potrebbe obiettare il Girardi del Corriere: ognuno si interessa a ciò che vuole. Sacrosanta verità. Anche noi eravamo interessati a sapere dell'Amleto di Faccio. Solo che dopo la lettura nulla abbiamo appreso oltre il nome dell'autore e quello del librettista. E naturalmente il titolo dell'opera, da Shakespeare.
martedì 3 giugno 2014
Marino? il perverso capolavoro di Alemanno
Che la gestione Marino faccia acqua e schifo da qualunque parte lo si giri è ormai cosa nota. Lo sa e lo dice anche l'interessato. La città non è governata, lui stesso non ha interesse a farlo, o forse non ne è capace; nei giorni in cui tutti i dipendenti comunali scioperano, mettendo ancor più in ginocchio la città, già in ginocchio, lui vola a Boston per impegni istituzionali. Sembra lo Schettino romano. La sua giunta è perennemente in discussione; il suo stesso partito lo critica, ed il governo lo incalza; è attaccato da ogni parte, perfino dal fuoco amico. Gli unici in piena attività sono i vigili, ma non per governare il traffico, ma a far multe a vantaggio delle casse comunali. Altra schifezza.
Sull'assessorato alla cultura, dopo l'abbandono della Barca, tutti mettono bocca e lui li fa parlare contando, anzi sperando di ottenere appoggi quando qualcuno di autorevole gli dirà di sloggiare per non far fare brutta figura al partito che ha trionfato in Italia. Evidentemente Marino sta ancora a sentire le sirene della vecchia nomenclatura del PD romano ( Bettini, Veltroni). L'altra sera abbiamo sentito su di lui l'ennesima boutade che se fosse vera dovremmo erigere un monumento al genio di Alemanno.
Pierangelo Buttafuoco, parlando in tv della sfascio di Roma e della evidente incapacità di Marino a fare il sindaco, ha detto che l'elezione di Marino potrebbe essere stato l'ultimo perverso capolavoro di Alemanno. Che sarebbe da considerare alla stregua di un genio; mentre genio non è, essendo a tutti noto che il predecessore di Marino, appena più abile del suo successore, incarnava il nulla dello stesso Marino.
Sull'assessorato alla cultura, dopo l'abbandono della Barca, tutti mettono bocca e lui li fa parlare contando, anzi sperando di ottenere appoggi quando qualcuno di autorevole gli dirà di sloggiare per non far fare brutta figura al partito che ha trionfato in Italia. Evidentemente Marino sta ancora a sentire le sirene della vecchia nomenclatura del PD romano ( Bettini, Veltroni). L'altra sera abbiamo sentito su di lui l'ennesima boutade che se fosse vera dovremmo erigere un monumento al genio di Alemanno.
Pierangelo Buttafuoco, parlando in tv della sfascio di Roma e della evidente incapacità di Marino a fare il sindaco, ha detto che l'elezione di Marino potrebbe essere stato l'ultimo perverso capolavoro di Alemanno. Che sarebbe da considerare alla stregua di un genio; mentre genio non è, essendo a tutti noto che il predecessore di Marino, appena più abile del suo successore, incarnava il nulla dello stesso Marino.
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