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domenica 20 agosto 2017

" A Barcellona sono morte persone di TRENTACINQUE NAZIONALITA'", titolava La Repubblica. Federico Rampini spiega la sua doppia nazionalità

 Se l'argomento non fosse drammatico, trattandosi di un vile attentato rivendicato dai soliti musulmani radicali affiliati all'ISIS - tutti giovanissimi: una tragedia continua! - c'era  da ridere per ciò che si leggeva ieri sulla copertina doppia del quotidiano La Repubblcia, che, nel sommario, così scriveva, a lettere diciamo similcubitali, comunque ben visibili: " Nell'attentato di Barcellona sono morte persone di trentacinque nazionalità...". Fino a ieri i morti erano quattordici, e fino all'altro ieri, quando il quotidiano è andato in stampa, tredici. Dunque quel sommario avrebbe dovuto dire che erano state coinvolte, fra morti e feriti, persone di trentacinque nazionalità. Semplicemente una svista? No, l'ennesimo segno della sciatteria anche giornalistica; dovuta al fatto che non c'è più, nelle redazioni anche di quotidiani importanti,  chi revisiona una COPERTINA per evitare errori così grossolani.

Sempre per restare alla Repubblica, sempre ieri, nel femminile allegato che esce di sabato,  nella sua consueta rubrica, Federico Rampini, giornalista e studioso di lungo corso, risponde alla richiesta, sacrosanta, di una signora che lo aveva ascoltato, nel paradiso delle Cinque terre, alla presentazione del suo ultimo libro. Gli aveva chiesto: dottor Rampini, perché Lei ha preso la doppia nazionalità, ed ha doppio passaporto, americano e italiano?

Perché l'Italia è una delle nazioni che consente la doppia nazionalità, come anche gli Stati Uniti; non tutte le nazioni lo consentono. Diligentemente Rampini ha spiegato che conserva il passaporto italiano perchè italiano si sente, pur vivendo da molti anni all'estero, come corrispondente di Repubblica, specificamente in America.

Dove l'ha tirata per le lunghe, con un pippone inutile nel segno del 'politicamente corretto' comunque, è quando ha aggiunto, per non evadere la domanda della gentile signora, che lui il passaporto americano l'ha preso dopo che in America risiedeva per lavoro, stabilmente, da alcuni anni, e dopo aver sostenuto un esame di lingua ed anche un secondo esame sulla costituzione americana che è una 'bella costituzione', esattamente come la nostra; che la nazionalità americana l'ha ottenuto, dietro richiesta, sotto la presidenza Obama e che non può cambiarla a seconda del presidente, ogni cinque anni. Giusto, come non dargli ragione? Dove, invece, non riusciamo a dargli ragione, è quando lui la nazionalità americana ha detto che l'ha presa a seguito dello studio e dell'esame della 'bella costituzione' di quel paese.

Bastava che dicesse: lavorando da molti anni in America, e risiedendo stabilmente in quel paese, ho pensato che fosse praticamente più utile avere anche il passaporto americano, essendo a tutti gli effetti cittadino anche americano, oltre che italiano. Passaporto che gli è stato concesso, non dalla/per la bella costituzione , semplicemente perché il cittadino Rampini lavorava stabilmente in America, dove risiede con la sua famiglia, della quale ci ha raccontato  l'interesse di uno dei figli per l'arte, campo nel quale lavora, sempre in America e forse anche in Italia - perchè no, se ci fosse l'opportunità?  -Forse la musica, ma non ci giuriamo

sabato 3 dicembre 2016

'meno BATACLAN...' chiedeva Puccini ai suoi amici romani, alla vigilia della 'prima' di TOSCA

Bataclan, questo nome divenuto tragicamente noto dopo l'assurda strage operata dagli assassini dell'ISIS, nell' omonimo locale di concerti parigino, del novembre dell'anno scorso, è preesistente. La sua etimologia lo riporta alla lingua cinese, dove vuol dire 'locale di spettacolo'. E c'è pure un'operetta  di Offenbach che ha lo stesso titolo. Quel nome venne dato al locale francese costruito verso il 1860, sia perché destinato ad ospitare spettacoli e concerti, sia anche per l'aspetto esteriore della facciata che  mostrava molti punti di contatto con l'architettura cinese.
 Ma per tutti quelli che non sono parigini e non conoscono bene Parigi, nè hanno mai frequentato quel luogo di spettacolo e concerti,  il nome Bataclan torna alla ribalta con quella strage, nella quale perì anche una brava e bella studentessa veneziana,Valeria Solesin, che si trovava a Parigi per un dottorato alla Sorbona, e che disgraziatamente, quella sera, aveva deciso di andare ad ascoltare quel concerto che si trasformò sotto le raffiche dei mitra in una sorta di marcia funebre collettiva.
Ma il termine, che voleva dire 'chiasso, caciara, casino ( detto alla romana) preesisteva e veniva in tale senso  utilizzato.
 Lo si ritrova anche nell'epistolario pucciniano, precisamente in una lettera inviata dal musicista al suo amico sacerdote romano, don Pietro Panichelli, alla viglia del suo trasferimento nella Capitale per seguire le prove e il debutto della sua Tosca, per la quale i consigli delll'amico sacerdote erano stati benedetti, e che avvenne il 14 marzo del 1900.
 A dicembre del 1899, scriveva letteralmente a don Panichelli:"Gli amici di Roma, meno BATACLAN faranno intorno alla mia persona, più grato mi avranno" che  testimonia chiaramente il carattere schivo ed impacciato del noto musicista,sempre a disagio quando gli si voleva far festa in pubblico- con gli amici intimi era di tutt'altro carattere.

martedì 1 novembre 2016

Il TG4 irresponsabile, perchè responsabile di procurato allarme

 Si comincia con i titoli o annunci: nuova grande scossa di terremoto. Chi ascolta il TG4 delle 19 immagina che ci stanno aggiornando sulla sequenza delle scosse, anticipandoci ciò che andranno a raccontarci con i vari servizi. Solo dal servizio capiamo quanto quel titolo sia veramente fuori luogo ed anche delinquenziale, sì proprio delinquenziale. Perchè rispetto alle 9 circa di questa mattina, quando nel Maceratese c'è stata una scossa di magnitudo 4.7-8 non ve ne è stata una altrettanto forte in giornata, sebbene la sequenza sia quasi continua, ma con scosse di magnitudo  molto inferiore. Dunque che bisogno c'era di allarmare con quel titolo?
Il direttore di un telegiornale normale, come non sembra quello diretto da Mario Giordano, avrebbe dovuto far leggere al suo giornalista un titolo che cominciava così: stamattina ecc... perché quella parola ad inizio di servizio non avrebbe allarmato ancora di più i telespettatori
 Poi si passa al secondo servizio con il secondo titolo: Crollo dell'ISIS... insistendo sulla parola CROLLO, che di questo tempi fa pensare a  crolli da terremoto. E, invece, un direttore che ha un briciolo di responsabilità, evita accuratamente quella parola e dicendo magari: SCONFITTA... E' evidente che quel titolo è, schifosamente, coniato ad arte, ed è una mascalzonata che l'ordine dei giornalisti dovrebbe sanzionare.
 E' questo il telegiornale nel quale un tempo  si assisteva alle farse del vecchio direttore; ed ora alle  sortite irresponsabili del nuovo direttore che, poi, ogni qualvolta si presenta in televisione,  il che accade molto spesso, vuole accreditarsi come il censore di tutto e tutti. Ma non di se stesso e della sua patente irresponsabilità.

venerdì 20 novembre 2015

Incapacità ed idiozie di chi ci governa e di chi dovrebbe proteggerci.

Più passa il tempo e più ci rendiamo conto che di qua e di là dall'Oceano, abbiamo messo il nostro destino nelle mani di incapaci, irresponsabili, e qualche volta anche autentici idioti.
 Due casi negli ultimi tragici giorni degli attentati parigini
 Innanzitutto l'FBI.  Fa sapere che Roma e Milano sono possibili obiettivi di futuri attacchi dell'ISIS - secondo quel che riferiscono i giornali; e che, in particolare, nelle due città, gli obiettivi più sensibili sarebbero San Pietro, La Scala, il Duomo -  fornendo indicazioni simili a quelle che una qualunque guida turistica consiglia ai visitatori delle due belle città. La scoperta dell'America, o la scoperta degli americani.  A cosa servono simili dichiarazioni? A gettare ancor più nel panico i cittadini di mezza Europa quasi non  lo fossero già?
Ma poi si viene a sapere che  nelle dichiarazione dell'FBI, si parlava anche di Torino e Napoli; non solo, e che si metteva in guardia anche i cittadini di altre nazioni europee per gli stessi pericoli,  e che per l'Italia  erano sottolineati più del necessario senza ragione. Terminando, col consigliare agli americani di non recarsi in dette città italiane. Come definire tale comportamento dell'intelligence americana (poco intelligence)  se non irresponsabile ed idiota?
 A proposito di Milano, Maroni, l'intellettuale leghista al quale i cittadini lombardi hanno affidato il governo della Regione ha dichiarato che la Scala sarà regolarmente inaugurata il prossimo 7 dicembre. Riferendo tale storica decisione di Maroni, un colosso del giornalismo italiano, tale Imbimbo, da Sky Tg 24, diceva: ' come si sa, all'inaugurazione della Scala, si terrà un concerto di gala, con molte personalità ed autorità'.
Imbimbo che parlava da Milano, è rimasto l'unico a non sapere che la Scala si inaugura con un'opera lirica. Ma noi che abbiamo fatto di male peer ritrovarcelo come giornalista?
 Un altro preclaro esempio di imbecillità al potere nelle dichiarazioni del primo ministro francese, Valls, secondo il quale sarebbero possibili attacchi dell'ISIS con armi chimiche e batteriologiche. A che scopo aggravare ancora la minaccia terroristica in un paese già segnato dagli attacchi di quegli assassini  musulmani e preda della paura, incapace, nonostante gli sforzi,  a convivere con essa? Si può fare  lanciare un allarme più imbecille di questo? E stiamo parlando di un politico che in momenti drammatici assume decisioni che riguardano l'intero popolo francese.
 Poi si viene a sapere che in Francia sono pronti gli antidoti, preparati in caso di eventuali attacchi, ma pensando soprattutto ai politici che fra breve si riuniranno nella capitale francese per  discutere di clima. Quando è troppo è troppo.

domenica 13 settembre 2015

Li due compari e il testimone silenzioso: Franceschini, Nastasi e Fontana

Nastasi lascia definitivamente la direzione generale dello Spettacolo dal vivo del Ministero per i beni e le attività culturali - Dio sia ringraziato! - retto dal suo compare Franceschini.  Ed ambedue hanno concordato un bel regalo di fine mandato,destinataria la biblioteca della città di Renzi (può il premier pensare anche alle biblioteche? ma che gliene frega?). A differenza di Nastasi, Franceschini dobbiamo ancora tenercelo; ma forse dovremo tenereci anche Nastasi,  che ora si è stabilito ad un tiro di schioppo dallo studio del presidente Renzi che potrà consigliare - MALAMENTE - anche quando non venga richiesto, sulla materia che ha maneggiato con scarsa cura e sconsideratamente  per molti anni nel ministero, sconsigliando Urbani, Rutelli, Buttiglione, Galan, Bondi, Ornaghi, Franceschini: una schiera di ministri, campioni, ed eroici difensori della cultura che tutto il mondo invidia all'Italia.
 Per fermarci solo agli ultimi regali che Nastasi ha fatto al mondo dello spettacolo, complice Franceschini, è il decreto attuativo della Legge del luglio 2013 ( allora c'era Bondi), che stabilisce i nuovi criteri che regolano il FUS; la disposizione - non sappiamo se ancora valida - secondo la quale i dipendenti della fondazioni piriche italiane non possono esercitare la libera professione di musicisti - il senso della moralità professionale del Nastasi, che crea un posto alla sua mogliettina, la 'giulietta' Minoli al Museo del Teatro San Carlo di Napoli, da lui creato nel periodo di commissariamento - ubbidisce a tale moralità; e l'ultima trovata relativa al FUS, l' erogazione del quale è affidata ad un algoritmo, barbaro ed assassino. Bastano questi pochi cenni per avere il quadro dell'azione cosiddetta moralizzatrice, per Nastasi riformatrice ma devastatrice per lo Spettacolo,  che Nastasi  ha messo in atto al Ministero, come si vanta di aver fatto nella lettera di ringraziamento a Fontana, presidente Agis, e suo consigliere prezioso, ringraziamento e saluto al momento di lasciare l'incarico. Alla quale lettera Fontana certamente non risponderà con analogo ringraziamento perchè se dovesse dire  il vero dovrebbe scrivere una lettera di liberazione, da Nastas: una vera manna per il mondo dello Spettacolo, sempre che Franceschini non vada a cercarsi uno ancor peggio di Nastasi - in Italia ve ne sono tanti e tutti aspiranti a qualche poltrona.
Da tale corrispondenza di 'distruttivi sensi' fra Nastasi e Fontana, Franceschini s'è sentito tagliato fuori ed ha reagito per dire ai due : voi NON SAPETE CHI SONO IO, SONO IO IL MINISTRO, nè Nastasi, nè Fontana. E perciò vi faccio vedere  che esisto, rendendo noti i nuovi organici delsettore delle grandi biblioteche pubbliche, come le due 'Nazionali' più importanti ( Firenze e Roma) un settore retto dalla sodale Rummo, mandata a risanare il MAXXI della parente acquisita di Nastasi, Melandri, dotandolo immediatamente di un finanziamento speciale, mentre non trova i soldi per pagare il minimo sindacale di custodi e bibliotecari per mandare avanti queste biblioteche che conservano la memoria storica e culturale del nostro paese e dei suoi saperi che hanno reso celebre l'Italia. No, i soldi per la biblioteca di Firenze non ci sono, e il suo direttore deve ringraziare me - fa sapere Franceschini, il MINISTRO CHE NON C'E' - se ho trovato 120.000 Euro per i nuovi acquisti.
Questo è Franceschini che poi si sbraccia e protesta contro i suoi sodali dell'ISIS che  distruggono musei e siti archeologici, mentre lui  non è ancora riuscito a regolarizzare neanche  la normale attività di Pompei.

martedì 8 settembre 2015

L'antico detto: 'solo i cretini non cambiano mai opinione' viene avvalorato, per contrasto, dalla decisione e dall'azione lungimirante di Angela Merkel, l'unica grande statista europea.

'Solo i cretini non cambiano mai opinione' è stato infinite volte detto e ripetuto,  ma quasi sempre a sproposito e per giustificare cambi di casacca oltre che di opinione, che i fatti hanno dimostrato non avere quasi mai - le opinioni, intendiamo - i diretti interessati. La verifica delle nefandezze giustificate con cambi di opinione repentini,  per mostrare al mondo, contro ogni evidenza, di non essere cretini si fa in un baleno. Un pò di rassegna stampa, relativa alle dichiarazioni ed alle azioni di molti rappresentanti del ceto politico, ci farà rendere conto di quanto, anche se  non di cretini del tutto, tale ceto si abitato da furbetti e profittatori.
Finalmente una prova che quel detto, in chi veramente cretino non è e non lo è mai stato - perchè chi è cretino lo è da sempre e per sempre, anche quando vuol dare ad intendere di non esserlo - sia il frutto di anni e forse secoli di esperienza storica si è avuto. Con Angela Merkel che alcuni mesi fa aveva mostrato di avere un cuore duro, di pietra, quando di fronte alle richieste sacrosante di una giovane palestinese, dichiarava di non poterla accogliere in Germania, per non dare il via ad un esodo di massa anche nel suo paese, ed ora, quando l'emergenza dei profughi, soprattutto siriani, che fuggono dal macellaio Assad e dagli assassini dell'ISIS, è diventato  affare internazionale, flusso inarrestabile, apre le frontiere del suo paese e si attrezza per una accoglienza non disumana come la loro permanenza nel paese d'origine. Ha aperto le frontiere, ha dichiarato che il suo paese è abbastanza grande e fiorente per dare asilo ai migranti ed ha disposto che  una considerevole somma ( sei miliardi di Euro, più altri sei disposti in seconda battuta) serva ad accompagnare l'asilo con una sistemazione logistica nel paese accogliente  e con la ricerca di un lavoro che permetta a tutti di vivere da esseri umani. Al gesto della Merkel si è accompagnato anche l'invito del papa ad accogliere una famiglia in ogni parrocchia.
 Alla sua decisione, da vera statista, si sono adeguati anche altri paesi che, naturalmente  non possono più continuare a far finta che l'affare migranti riguardi solo i paesi di frontiera del Mediterraneo e dell'Est Europa, Balcani in verità, pensiamo alla Gran Bretagna ed alla Francia; e, fra breve, anche l'Unione Europea e forse anche  l'ONU potrebbero concordare un intervento internazionale contro il califfato del terrore ed anche contro il macellaio siriano, che tutto il mondo vorrebbe deposto, salvo la Russia di Putin e qualche altro isolato paese che con Assad fa affari.
E forse  solo così  il fronte del Medio oriente potrà diventare meno incandescente e i fiumi di migranti tornare  lentamente nella terra di origine per ricostruire e riprendere una vita normale, ricostituendo nella pace le famiglie fin troppo disgregate e martoriate.  Anche per rispetto verso quel povero bambino trovato adagiato sul bagnasciuga del mare turco. Morto.

giovedì 30 luglio 2015

Paolo Graldi sul 'gioco facile degli scoop degi altri (giornali) sulla Capitale. Dal Messaggero di oggi

Paolo Graldi nel suo consueto 'Colpo d'ochio' sulla prima pagina della 'romana' del quotidiano 'Il Messaggero', prende di mira i giornali stranieri, in particolare quelli americani ( New York Times) e francesi ( Le Monde) che, negli ultimi tempi,  hanno scagliato frecce avvelenate sulla Capitale d'Italia e del mondo - questo Graldi non lo dice ma lo dicono anche i giornali stranieri.
 Secondo alcuni esegeti benevoli con la Capitale, perchè Stati Uniti e Francia si contendono con Roma la designazione prossima olimpica e perciò hanno da guadagnare  se infangano il nome della Capitale. Abbiamo detto 'infangano', e mai termine uscito involontariamente risultò più appropriato. Perchè, caro Graldi, al di là delle intenzioni denigratorie dei giornali stranieri - che, secondo Graldi,  non farebbero che riproporre quanto ogni giorno i giornali italiani vanno scrivendo; allora Graldi come la mettiamo? perchè a questo punto sarebbero i giornali italiani a gettare fango sulla capitale del paese - di fango, o per dirla alla romana, di 'monnezza' a Roma ce n'è anche troppa.
 Vogliamo ora chiudere gli occhi sulla sporcizia che inonda da cima a fondo la città? e chiuderli anche sui disservizi del trasporto pubblico? Graldi in questa impossibile difesa di Roma , evidentemente non ha letto i manifesti - assolutamente comici - che in queste stesse settimane di travaglio in Campidoglio, il PD romano ha affisso in tutta la città, dove si legge che, per iniziativa del PD, la raccolta della monnezza si farà anche la domenica; e che d'ora in avanti le officine dove si riparano i mezzi del trasporto pubblico, lavoreranno anche di pomeriggio.
Allora Graldi come la mettiamo? Sia lei che il sindaco Marino, moralizzatore distratto per ben due anni, non vi eravate mai accorti che la domenica la monnezza nella vostra e nostra città non veniva raccolta, come in tutte le capitali del mondo che voi frequentate abitualmente, e che i mezzi di trasporto pubblico restavano in garage in numero superiore al consentito semplicemente perchè i tecnici, non lavorando di pomeriggio, non riuscivano a ripararli in tempi brevi? Marino e Graldi se ne accorgono solo ora, apprendendolo dai giornali stranieri?
Graldi, tenta l'affondo, in questa sua difesa impossibile della capitale, in chiusura. Sì, scrive cattivissimo, leggiamo le denunce dei giornali stranieri sull'Italia, ma nel frattempo non manchiamo di leggere, per tenerci informati, delle continue sparatorie  in strada di cittadini americani armati, o delle stragi per mano dell'ISIS in pieno centro a Parigi o degli scandali 'rosa' di alcuni alti membri del governo di sua maestà britannica.
 Affondo privo di senso. la monnezza è monnezza lo schifo del trasporto pubblico è schifo ed ambedue questi disservizi, per tacere su molti altri, sono sotto gli occhi di tutti, tranne quelli di Graldi. Che c'entrano con l'ISIS, con gli scandali sessuali dei politici inglesi o con le sparatorie americane, quasi giornaliere, in strada?
 Al quale, visto che ha tirato in ballo gli scandali 'rosa' di qualche membro del governo britannico,vogliamo ricordare che  nel governo britannico i soggetti degli scandali vanno a casa e vi restano, mentre in Italia - vedi il caso di Piero Marrazzo -  ai soggetti interessati, gli si dà la buonuscita e la pensione a governatore e lo si rimette al posto che aveva prima di assumere l'incarico pubblico: nel caso di Marrazzo a Rai Tre come 'inviato speciale', con stipendio non male, che si somma alla pensione da ex governatore, indegno, del Lazio.

venerdì 20 marzo 2015

Carrère e Baricco ci insegnano come vincere la paura.Il piacere, rinviato, di leggere l'autobiografia (non autorizzata) di Busi

Giorni fa, di notte, avevamo sognato Baricco, Alessandro Baricco. Con qualche preoccupazione per l'improvviso suo occupare i nostri sogni notturni. Da tempo  non sentivamo parlare di lui, e sempre da tempo non lo sentivamo parlare , come ancora da tempo, non leggevamo anticipazioni di un qualche suo libro o un suo intervento sulla fraterna 'Repubblica', il quotidiano.
 Poi altri pensieri hanno invaso i nostri sogni, prima ancora che  potessimo sincerarci della sua presenza nel catalogo letterario dei viventi.
 Per restare in tema, l'uscita dell' autobiografia non autorizzata di Aldo Busi, osannata dai recensori più autorevoli, e del quale, anche in nome di una antica amicizia, avevamo letto molti libri, scoprendo alfine - noi lettori accaniti di giornali - la bellezza della letteratura, dello stile, anche quando le parole sono scritte con il sangue rosso, come inchiostro. Come nel caso del suo 'Seminario sulla gioventù', il libro rivelazione del Busi scrittore.  Uguale sensazione avevamo avuto anni prima, leggendo un libriccino regalatoci da amici, di Leonardo Sciascia, dal titolo ' Una storia semplice'.
 Poi anche l'uscita del nuovo libro di Busi - che leggeremo il prima possibile -  s'è fatto da parte per lasciar spazio alle drammatiche vicende dell'assalto di quelle bestie dell'ISIS ad ignari ed incolpevoli turisti italiani e di altri paesi,  in visita ad un museo, a Tunisi.
 E così la curiosità di sapere che fine aveva fatto Alessandro Baricco, ed il piacere di leggere il nuovo di libro di Busi, sono stati schiacciati dall'enorme peso della paura del terrorismo che  sembra ormai minacciarci da vicino, da molto vicino.
 Aprendo oggi il quotidiano  La Repubblica, leggiamo sulla prima pagina, in alto a destra , ben evidente: "Carrère e Baricco: come si supera la paura....".non perdiamo altro tempo e corriamo subito all'interno del quotidiano a leggere  l'articolo. E rileggiamo con attenzione e per intero il titolo: "Carrère e Baricco: come si supera la paura della pagina bianca". CHISSENEFREGA della loro paura, manifestata in occasione dell'uscita di loro nuovi libri. Adesso  abbiamo da pensare alla nostra paura, drammatica e reale. Se loro restano impauriti per mesi davanti alla pagina bianca, il mondo e loro stessi non subiranno nessun trauma. A noi interessa sapere come superare la paura vera del terrorismo, lasciando a Carrère e Baricco la paura che si prova davanti alla pagina bianca.Il piacere di tale paura.

sabato 28 febbraio 2015

Finalmente una notizia da Rai News; per Giulio Terzi di sant'Agata garantiva Mario Monti

Rai News è la più grande redazione giornalistica della Rai, affidata alla direzione di Monica Maggioni. Che fa questa grande redazione? Dopo l'intervista della Maggioni ad Assad, quasi ad inizio di gestione,  l'agilità e la frequenza costante sul territorio e la notizia che vediamo in altre redazioni votate alla notizia continua,  non ci è parso di vedere anche in Rai News. Fino all'altro ieri. Quando la direttrice ha finalmente dato una notizia, una seconda, nuova notizia. D'ora in avanti, ha dichiarato dal teleschermo, non trasmetteremo più i filmati rifilatici dall'ISIS . E ne ha dato anche una ragione. Perché i filamti non sono una notizia ma la sua manipolazione. D'ora in avanti i giornalisti di Rai News vogliono appropriarsi delle proprie prerogative  in rapporto all'ISIS . E così la terribile rete terroristica ha preso un durissimo colpo, al quale forse non sopravviverà. Grazie Maggioni.
 Il Presidente del consiglio, Mario Monti, che portò l'Italia fuori dalle secche nelle quali l'avevano cacciata gli ultimi anni di bugiarda politica di Berlusconi, volle come ministro degli Esteri il nobile Giulio Terzi di Sant'Agata, diplomatico per censo delle cui idee politiche garantì pienamente. Fino a quando, prima di andar via il nobile ministro non volle promuovere qualcuno del suo entourage, stoppato subito da Monti perchè su di lui giravano voci non buone. Fu semplicemente una svista del Minsitro? L'unica? La prima e l'ultima. No, perchè  pochi giorni fa il ministro ha fatto una cena - per quale occasione non ricordiamo- in un locale pubblico, alla quale ha invitato Giorgia Meloni ed anche Marine Le Pen, per far capire e sapere al mondo intero come la pensa. Passi per la Meloni, destra, ma parlamentare italiana, ma la Le Pen.... La prossima volta Monti o chi per lui non si fidi del semplice albero genealogico di un ministro, indaghi  bene perchè le virtù dei padri non bastano a rifare  una verginità ideologica  dei figli. Che altro avrebbe fatto se fosse rimasto alla Farnesina? Una festa per la Le Pen, per far sapere che l'esponente politica francese gli aveva dato una tessera di iscrizione al suo partito 'ad honorem'. ma a dis-honorem per l'italiana diplomazia?