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venerdì 15 gennaio 2016

Festival di Salisburgo. Un debutto dopo l'altro sul podio dell'opera

Ancora fresco di stampa e con il solito tempismo ( che anche le istituzioni italiani dovrebbero mettere in atto! ) è stato distribuito il programma dettagliato della prossima edizione del Festival di Salisburgo, che si svolgerà dal 22 luglio al 31 agosto, ultimo con la direzione artistica del regista Bechtolf, cui succederà - trattasi di un ritorno, ma con responsabilità maggiori - di Hinterhauser.
 Sfogliando il calendario delle opere  in programma, si leggono i nomi dei direttori Thomas Adès ( per una sua opera, 'L'angelo sterminatore' da Bunuel), Franz  Welser-Moest ( Die Liebe der Danae), Alejo Perez ( Faust di Gounod), Ottavio Dantone (Così fan tutte), Alain Altinoglu ( Don Giovanni), Gustavo Dudamel ( West side story, Cecilia Bartoli è Maria), Dan Ettinger ( Nozze di Figaro), Marco Armiliato ( Manon di Puccini, Netrebko è Manon), Andrès Orozco-Estrada ( Il templario di Otto Nicolai, con Juan Diego Flores), Patrick Fournilleir ( Thais di Massenet, con Yoncheva, Thais, e Domingo, Athanael). Forse solo il caso del debutto di Lorenzo Viotti, sezione concerti, ha una qualche giustificazione nel fatto che fu proprio il concorso del Festival a laurearlo lo scorso anno.
 E i direttori che un tempo  passavano regolarmente da Salisburgo ogni anno, perchè a Salisburgo. anche all'apice del successo, si doveva per forza andare, che fine hanno fatto?
 Anche quelli ci sono, ma ad eccezione di uno o due, come Muti e Jansons o Mehta, tutti gli altri  arrivano con la propria orchestra al seguito (  per esempio: Gatti, Chailly, Rattle), fanno un concerto e ripartono di gran carriera.
 Insomma la novità delle novità di quest'anno, ultimo della gestione Bechtolf, sembra essere lo sbarco, per il loro 'debutto in società', di molti direttori della nuova generazione; mentre non  ubbidisce alla medesima logica la formazione dei cast, dove sono presenti molte star . La tecnica è quella di inserire nella locandina  una star che brilla di luce propria, senza frapporne altre, neppure le stelline, che potrebbero anche solo appannare la  loro luce accecante.
 Con l'ulteriore vantaggio che i giovani, si sa, costano poco, e che, si vuole  mettere ordine nel bilancio del festival dopo gli anni di Pereira che , come si ventilò,  dal punto di vista economico, non fece benissimo al grande festival.
 D'altro canto, va registrato una altro fenomeno, del quale si è testimoni ovunque e ora a anche a Salisburgo, e cioè quello che i grandi direttori, o quelli che meritatamente o meno vanno per la maggiore, perfino loro, non hanno più tempo per fermarsi a lungo in un luogo diverso da quello in cui risiedono stabilmente, e perciò neanche Salisburgo ottiene che direttori molto noti stiano lì inchiodati per tre o quattro settimane, il tempo strettamente necessario per concertare e dirigere un'opera.
 Il direttore che dirige oggi a Londra e domani a Roma e l'indomani di nuovo a Londra, oppure oggi a Vienna e domani a Milano e dopodomani a San Pietroburgo, sta diventando la norma che  certamente non fa bene alla musica. Ma tant'è. E' la globalizzazione, signori.

mercoledì 29 aprile 2015

Accademia chigiana. Vivaldi ieri e domani, secondo Nicola Sani, vulcanico rivoluzionario direttore artistico

Quando solo da qualche mese è uscito il nuovo libro di Federico Maria Sardelli dedicato a Vivaldi nel quale si ripercorre il cammino della riscoperta del grande musicista italiano, avvenuta agli inizi del Novecento con la scoperta e la acquisizione del Fondo Foà-Giordano della Nazionale di Torino, viene presentato il rivoluzionario cartellone della prossima stagione estiva della Chigiana, firmato da Nicola Sani.  Il quale cartellone, articolato in diversi canali, tutti denominati in lingua inglese, e trasmessi dai canali di Classica di Sky, come pure in lingua inglese si propone l'intera manifestazione (ecco la superiorità di chi conosce le lingue!) curiosamente si aprirà il prossimo 10 luglio nel nome di Vivaldi. A ricordo del fatto che fu proprio una delle prima Settimane musicali senesi ( a firma Casella, non ricordiamo esattamente la data, fra gli anni Trenta e Quaranta) a far riascoltare, trascritto, il grande musicista veneziano. Nell'operazione fu coinvolto anche il poeta/musicista Pound e la sua compagna Rudge che già sulla scorta dei manoscritti conservati a Dresda, avevano cominciato il lavoro di trascrizione( lavoro che secondo Sardelli, dal punto di vista tecnico era pessimo!).
Il concerto del 10 luglio non si propone - attenzione! - come celebrativo. Tutt'altro.
 Sani ricomincia da Vivaldi per  dare una dimostrazione più banale  - e,  secondo noi, abbastanza dozzinale - di quel che diceva Stravinsky, e cioè che Vivaldi aveva scritto 5-600 volte lo stesso concerto. E lo fa proponendo al pubblico internazionale della Chigiana, che d'estate riunisce giovani musicisti di tutto il mondo assieme ai loro docenti, alcuni dei quali autentici monumenti della musica mondiale, un suo compagno di novità stilistiche che si chiama Max Richter - berlinese, seguace/allievo di Berio - il quale ha riscritto Vivaldi, dichiarando che l'ha fatto, perchè non sopporta Vivaldi.
Abbiamo ascoltato una breve registrazione dell'inizio dei due primi movimenti delle Stagioni vivaldiane nella sua revisione. Richter crea un tappeto sonoro per orchestra, aggiungendovi anche dell'elettronica preregistrata, sul quale fa volare ( senza che mai riesca a farlo librare in volo veramente!) l'incipit dell'uno come dell'altro movimento, che però non  arriva mai alla fine. Insomma il primo inciso di ogni movimento  ripetuto per tutto il movimento.
 Richter parte dalla boutade di Stravinsky, per renderla ancora più assoluta: non uno stesso concerto ripetuto 5-600 volte; ma un solo concerto che però non prende mai vita, quota, volo. Insomma nulla.
 Nella casa in cui Vivaldi tornò ad esistere, ora se ne celebra il ridicolo, inutile funerale.
 Ma il festival internazionale di Siena piacerà tanto, ne siamo sicuri, perchè Nicola  Sani ha i suoi gazzettieri preferiti, alcuni dei quali già scritturati per  stenderne il panegirico, dietro compenso; e poi sbandiera anche contatti internazionali con tutto il mondo conosciuto e non,  creati con grande abilità e senso degli affari e scambi internazionali, negli anni della sua presidenza della Fondazione Scelsi. Come ad esempio quello con Markus Hinterhauser che si riproporrà, nelle vesti di pianista, egli allievo della Chigiana molti anni fa ed ora  intelligente direttore artistico sulla cresta dell'onda ( dal 2016 tornerà a Salisburgo) per far riascoltare Schubert corredato di immagini ( provenienza Aix  en Provence, coprodotto con Wiener Festwochen, di cui Hinterhauser è attualmente direttore artistico) che secondo noi è come dire ' Schubert non ci basta più.
 E il teatro Comunale di Bologna chi lo governa, se il suo sovrintendente/ direttore artistico è tanto impegnato a Siena?