Visualizzazione post con etichetta berluconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta berluconi. Mostra tutti i post

martedì 10 gennaio 2017

Lilli Gruber inviti De Benedetti e gli domandi dei suoi debiti con MPS, CHE ORA PAGHEREMO TUTTI NOI

 Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, 'La Verità', rivela oggi alcuni dei nomi dei grandi debitori di diverse banche italiane, compreso il Monte dei Paschi che in queste settimane è nell'occhio del ciclone, per via del salvataggio obbligato  da parte dello Stato con i soldi  dei cittadini, molti dei quali, non lo si dimentichi, hanno già pagato il loro tributo alle banche,  attraverso gli investimenti che hanno sottoscritto senza capire bene di cosa si trattava, e che, quindi, ora pagano per la seconda volta.
In realtà Belpietro non è venuto in possesso della lista tenuta segreta dalla banca che per, ragioni di privacy, sostiene di non poter rivelare, per non 'rovinare la loro onorabilità'. Di mascalzoni!
 Perchè i  nomi che il giornale di Belpietro riporta sono nomi ben noti e da tempo. Almeno da quando i debitori, dopo aver chiesto finanziamenti consistenti senza offrire le garanzie che ogni banca richiede ai comuni mortali,  hanno fallito come imprenditori ed ora vogliono addossare il costo dei loro fallimenti che hanno portato le banche sull'orlo del fallimento anch'esse, allo Stato, che significa ai cittadini.
 Di recente, una ventina di giorni fa, prima ancora che la pubblicazione della lista di farabutti venisse richiesta sia dall'opinione pubblica che dal governo e dall'ABI,  il quotidiano 'Libero' aveva fatto dei nomi, relativi ad MPS ed a  quelli che avevano succhiato sangue ad altri istituti bancari.
 I  nomi delle loro società - scrivono questi giorni i giornali - possono essere resi noti, la legge sulla privacy impedirebbe semmai che  vengano fatti i nomi dei singoli, sempre per la stessa ragione: non recar danno alla loro onorabilità. Di mascalzoni!
 Fra i nomi ripresi da Belpietro, in cima in cima vi è quello dell ing. De Benedetti, la cui Sorgenia del figlio Rodolfo, di cui però la Cir ha la maggioranza, è uno dei massimi debitori dell'MPS. 
 I giornali  del fronte opposto a quello di De Benedetti rammentano l'enorme risarcimento che egli ebbe da Berlusconi per l' affare Mondadori ed altro, e ostentano meraviglia di fronte al silenzio sia del Gruppo di De Benedetti sia di  RCS sulla faccenda. Perchè, se anche loro farebbero , e lo  hanno fatto, altrettanto quando ad essere chiamati in causa fossero i loro proprietari? 
 Allora... allora perchè Lilli Gruber non lo invita- visto che l'ing. De Benedetti va solo nel suo salotto televisivo - per farsi spiegare e spiegare anche a noi - quali garanzie egli offrì alla banca, oltre il SOSTEGNO della stampa di sua proprietà, per ottenere quei finanziamenti così cospicui? Od anche quali grandi errori del suo gruppo ora noi siamo chiamati a pagare?
 L'ing. De Benedetti, ogni volta che va da Lilli  ci spiega come va il mondo della finanza, ed anche il mondo, in generale. Potrebbe ora aggiungere una sola ragione per cui noi dobbiamo pagare i suoi debiti mentre lui  se la spassa, da gran signore, sulle nevi di Saint Moritz, anche a nostre spese?

mercoledì 9 novembre 2016

Donald Trump come Virginia Raggi, anche se l'America non è Roma. Ma Roma ha il Colosseo che l' America non ha ed ha solo la Casa Bianca

Sì, certo, come si fa a paragonare un magnate dell'industria americana, come Trump, fresco d'elezione a presidente degli Stati Uniti - che Carlo De benedetti ha definito qualche minuto fa a La7, un imbroglione, la cui ricchezza si aggirerebbe intorno a qualche centinaio di milioni di dollari, due o tre, mentre lui parla di miliardi, confondendo ricchezza con debito - a Virginia Raggi, giovane avvocato praticante presso uno studio romano, che improvvisamente sale al Campidoglio,  con consenso larghissimo, per ragioni simili a quelle che in America hanno fatto bocciare la Clinton e spianato a lui la strada alla Casa Bianca?

 Nonostante le enormi differenze fra i due, le ragioni che hanno portato ambedue al successo elettorale sono le medesime, e cioè  le conseguenze della globalizzazione e della massiccia tecnologia che hanno - con il loro combinato disposto -  fatto perdere il lavoro a milioni di persone e creato un esercito di nuovi poveri; e la bocciatura delle nomenclatura politica. Mentre l'establishment e i grandi mezzi di comunicazione non hanno né previsto né capito il fenomeno ed hanno dato in ambedue i casi per vincitori coloro i quali dalle elezioni sono usciti sconfitti.

Dunque sono forti e numerosi i punti in comune dei due. Assai meno di quelli che avvicinerebbero Trump a Berlusconi, nonostante il rispettivo codazzo di 'nani e ballerine'.
 E, per  Trump, solo per lui, sono molte  le preoccupazioni soprattutto in politica estera; oltre quelle di politica economica, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale.

 E ancora, Trump è molto simile alla Raggi perché ad ambedue la vittoria schiacciante ed imprevista alle elezioni ha portato in dote anche le Camere al primo, ed il Coniglio comunale al secondo, in cui hanno la maggioranza. Dunque possono 'FARE' quello che vogliono.

Ma su ambedue pende una grande pesantissima incognita: cosa vogliono fare, al di là delle promesse della campagna elettorale, e con quale squadra.
Trump, che certamente non credeva ce l'avrebbe fatta  - a differenza della Raggi che molti davano per vincitrice - non ha ancora pronta neppure approssimativamente  la sua squadra (neanche le pedine più importanti :segretario di stato, ministro del tesoro) che è importante per la guida di un grande paese quasi quanto lo stesso presidente.
Esattamente come la Raggi che  pur essendo risultata vittoriosa alle elezioni di giugno , non ha ancora una squadra completa e perde ancora oggi, ogni giorno, qualche pezzo.

Tale assenza, nell'uno come nell'altro caso, può pregiudicare - come sta già accadendo a Roma, e potrebbe accadere anche a Washington, se Trump non si muove e non sceglie una squadra di professionisti che lavorino con lui, debuttante in politica e  al governo di un paese -   sia l'azione che il buon nome di ambedue.
 Le idee su ciò che va fatto deve chiarirsele prima di insediarsi ufficialmente; quando sarà alla Casa B ianca le idee dovrà averle già chiare,  avendogliele chiarite bene la sua squadra, con la quale dovrà anche mettere a punto gli obiettivi immediati e remoti della sua presidenza.
 L'esempio della Raggi - anche se Roma non è Washington - dovrebbe servirgli di esempio, per non finire a tacere, come Lei continua a fare, di fronte alla mole di problemi, perché non sa che pesci prendere.